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Troppe critiche dagli alleati, Abramo pronto a lasciare

CATANZARO «Pronto a dimettermi», il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo tenta di stoppare i crescenti mal di pancia nella sua maggioranza minacciando il ritorno alle urne. Una dichiarazione che arriva…

Pubblicato il: 07/07/2014 – 15:08
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Troppe critiche dagli alleati, Abramo pronto a lasciare

CATANZARO «Pronto a dimettermi», il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo tenta di stoppare i crescenti mal di pancia nella sua maggioranza minacciando il ritorno alle urne. Una dichiarazione che arriva dopo mesi di crescente tensione tra i banchi del centrodestra.
La scelta di azzerare la giunta dopo lo scandalo Catanzaropoli e di affidarsi ai tecnici ha giorno dopo giorno logorato il rapporto tra Abramo e gli esponenti della sua maggioranza. Dalle mezze parole, si è passati alle critiche fino all’invito, lanciato dal consigliere del centrodestra Sergio Costanzo, a dimettersi. Per settimane il sindaco ha preferito resistere in silenzio ai tanti rilievi giunti dai suoi stessi alleati, ora però il chiarimento sembra non più rinviabile.
Nel suo lungo intervento Abramo parte proprio dalla decisione di portare a Palazzo De Nobili gli esponenti della società civile: «L’alternativa sarebbe stato il ritorno alle urne, strada sicuramente più comoda, ma sarebbe stato un colpo mortale alla città che avrebbe così subito la terza gestione commissariale nel giro di un anno. Non è stata una scelta di autoconservazione, ma un gesto di grande responsabilità, condiviso da tutti i partner della maggioranza che doverosamente ho informato della gravità della situazione. Tutti, indistintamente, i leader della coalizione hanno dato il loro assenso, senza porre alcuna condizione o alcun paletto di natura temporale. È stata una scelta dolorosa perché ha prodotto ingiuste ed immeritate esclusioni di cui io, per primo, porto addosso una quotidiana sofferenza. Il discorso vale sia per coloro che avevano conquistato sul campo l’elezione al Consiglio Comunale, sia per coloro che rappresentavano liste e movimenti capaci di esprimere grandi consensi popolari».
Il sindaco poi punta il dito contro l’opposizione o meglio alcuni suoi esponenti «che non esito a definire irresponsabili, che continuano a cavalcare scandalismo e gossip per delegittimare una maggioranza democraticamente eletta. Questi settori spargono veleni e gettano fango, senza preoccuparsi minimamente dei problemi della città, animati solo dal desiderio di abbattere con le armi della menzogna e del chiacchiericcio gli avversari. La maliziosità, direi anzi la cattiveria di questi attacchi tenta di disorientare l’opinione pubblica con lo scopo di rendere incomprensibile la portata del nostro lavoro e gli straordinari risultati che, come maggioranza, abbiamo ottenuto e stiamo ottenendo».
Il primo cittadino promuove la sua opera amministrativa e i risultati finora raggiunti: «Si può dire che il 70% degli obiettivi che ci eravamo prefissi di raggiungere entro la fine del 2014 sono stati già centrati. Se ci consentiranno di lavorare, alla fine dell’anno consegneremo alla città un bilancio più che positivo, molto al di là delle nostre stesse aspettative. Stiamo lavorando ad un progetto di città capace di affrontare la gravissima crisi strutturale in cui l’abbiamo trovata per riavviare un processo di rinascita e di crescita».
Infine, il punto nodale del ragionamento di Abramo: «Le più o meno velate ipotesi di ritorno al voto non mi impressionano. Si è arrivati addirittura a minimizzare una vittoria conseguita al primo turno, quasi fosse stata una passeggiata fare dimenticare alla città le traumatiche dimissioni di Traversa. Qualcuno, dotato della sfera di cristallo, dice che il sindaco non gode più della maggioranza in città. È uno slogan che starebbe bene sulla bocca dell’opposizione, ma ci tocca sentirlo da un esponente di maggioranza che sembra non rendersene conto. Rischiano di bocciare non solo il sindaco, ma un’intera coalizione e quindi anche se stessi. Ci sarebbe un solo modo per verificare questa incauta previsione: tornare al voto. È un’ipotesi che non temo per il semplice fatto di avere la coscienza a posto e di avere scelto di lavorare per la città nel momento più buio e terribile della sua storia. Se si vuole il ricambio generazionale – prosegue Abramo – il primo disposto a fare un passo indietro sono io, a patto che il mio esempio venga seguito a tutti i livelli, da quello parlamentare a quello regionale per finire a quello comunale».
Ma dal sindaco arriva anche un’apertura alle istanze dei consiglieri di maggioranza, una mano tesa per salvare la legislatura: «Io credo che i consiglieri, espressione del consenso popolare, possano essere i reali protagonisti di una fase amministrativa che ci consentirà di risolvere i problemi strutturali della città ed avviarne una nuova crescita. La “giunta tecnica” non solo non è un ostacolo a questo processo, ma proprio per la sua natura può esaltare il ruolo di programmazione e di ideazione dei consiglieri. Se ci sono problemi di collegamento tra gli assessori e i consiglieri, questi possono essere agevolmente affrontati e risolti. È comunque mia intenzione, in attesa che maturino le condizioni per una composizione di giunta che tenga conto di tutte le espressioni di maggioranza, coinvolgere maggiormente i consiglieri in tutti i processi decisionali, utilizzando al meglio la loro esperienza e la loro conoscenza del territorio».

 

g.m.

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