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«A novembre le elezioni per Regione e Comune di Reggio»

CATANZARO «Chiediamo formalmente, ancora una volta, alla vice presidente Stasi di avviare con urgenza le procedure per emettere il decreto che indice le elezioni regionali nel prossimo autunno. All…

Pubblicato il: 08/07/2014 – 17:04
«A novembre le elezioni per Regione e Comune di Reggio»

CATANZARO «Chiediamo formalmente, ancora una volta, alla vice presidente Stasi di avviare con urgenza le procedure per emettere il decreto che indice le elezioni regionali nel prossimo autunno. Allo stesso modo, chiediamo al Governo Renzi di vigilare e di esercitare un’azione di coordinamento, affinché le elezioni per il rinnovo del consiglio regionale e quelle per il rinnovo del Consiglio Comunale di Reggio Calabria, si svolgano nella stessa data e, comunque, entro il mese di novembre». Sandro Principe, Antonio Scalzo e Demetrio Naccari Carlizzi respingono al mittente le accuse di consociativismo che da ogni parte d’Italia piovono sul consiglio regionale calabrese e ne chiedono formalmente lo scioglimento.
Una lunga e dettagliata ricostruzione dei passi istituzionali che hanno seguito la condanna di Scopelliti e le sue dimissioni al termine della quale gli esponenti del Pd si assolvono da ogni sospetto. Perché di sospetti, ma anche di accuse vere e proprie, in queste settimane ne sono girati parecchi in Calabria e anche a Roma. Come testimonia, per esempio, l’intervento di stamattina del ministro Lanzetta.
«Una rilettura serena della rassegna stampa degli ultimi mesi – scrivono Principe, Scalzo e Naccari Carlizzi – ci consente di affermare che il gruppo del Pd, con grande determinazione, prima, durante e dopo le dimissioni del Presidente Scopelliti ha evidenziato la fine della legislatura ed ha chiesto al Sig. Prefetto di Catanzaro e, successivamente, alla vicepresidente Stasi, di indire senza indugio le elezioni regionali per l’autunno 2014. A tal proposito, giova ricordare che il gruppo del Partito Democratico ha votato contro la modifica normativa che attribuisce al Presidente della Giunta Regionale il compito di indire le elezioni, al fine di evitare che la indizione delle elezioni e la scelta della relativa data potessero essere condizionate da ogni forma di convenienza politica. Parimenti, si ricorda la netta opposizione, espressa dal gruppo del Pd, a convocare il consiglio regionale per discutere e deliberare su questioni che non abbiano il carattere della indifferibilità e dell’urgenza, dal momento che, a nostro avviso, si ripete, la legislatura è ormai finita».
I consiglieri regionali del Pd ripetono quanto ricordato stamattina dalla stessa Lanzetta: «Del resto, osservando le vicende parlamentari italiane nel 1992, nel 1994 e nel 2006 emerge che lo scioglimento del Parlamento e la indizione di elezioni anticipate non ha fatto mai registrare la richiesta di dimissioni dei deputati. Ciò in quanto costituzionalmente le assemblee legislative rimangono in carica sino all’insediamento dei nuovi eletti per l’esame di eventuali provvedimenti indifferibili ed urgenti». Concetto ribadito dal ministro che però insisteva per le dimissioni collettive.
Principe, Scalzo e Naccari Carlizzi passano poi ad analizzare la legge elettorale in discussione in Consiglio, quella che in tanti hanno interpretato proprio come un modo per rimandare il voto: «Il gruppo del Pd, dopo aver sollecitato il Governo ad impugnare la norma statutaria che istituisce la figura del consigliere supplente e la norma della legge elettorale che ha portato la soglia di sbarramento al 15%, ha sostenuto ed elogiato il Ministro Lanzetta per l’iniziativa governativa di impugnare le predette norme. In particolare, l’opposizione del Pd alla istituzione del consigliere supplente è antica: ed, invero, il capogruppo Sandro Principe ha espresso voto contrario a questa norma già nel lontano 2009. Con riferimento, poi, alla volontà espressa dal Presidente Talarico di costituire in giudizio il Consiglio Regionale per difendere la istituzione del consigliere supplente, il gruppo del Pd invita lo stesso Presidente Talarico ad astenersi da ogni iniziativa in assenza di una volontà espressa dall’assemblea di Palazzo Campanella».
«Giova ricordare, infine – aggiungono gli esponenti democrat – che la volontà dei consiglieri democratici di censurare l’istituzione del consigliere supplente e la soglia di sbarramento portata al 15% è stata ribadita dalla presentazione di un disegno di legge di modifica statutaria che elimina la figura del consigliere supplente, e dalla presentazione di una Proposta di Legge di modifica della legge elettorale per riportare la soglia di sbarramento dal 15 all’8%».
Insomma, tante proposte utili a proseguire la discussione, a convocare altre sedute, a prolungare la legislatura. Eppure concludono: «Alla luce di quanto sopra è, pertanto, del tutto avventata e fuorviante l’ipotesi giornalistica di operazioni trasversali da parte del gruppo del Pd finalizzate a prolungare la durata della legislazione». Peccato che l’ipotesi di «operazioni trasversali» non provenga solo dai giornalisti ma anche da autorevoli esponenti del Partito democratico.

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