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Primarie Pd, accordo ma solo sulle regole

LAMEZIA TERME Chi saranno i protagonisti delle primarie? Il campo non è ancora ben definito, soprattutto a causa del braccio di ferro estenuante tra Mario Oliverio e la componente renziana. Ma, qua…

Pubblicato il: 14/07/2014 – 21:06
Primarie Pd, accordo ma solo sulle regole

LAMEZIA TERME Chi saranno i protagonisti delle primarie? Il campo non è ancora ben definito, soprattutto a causa del braccio di ferro estenuante tra Mario Oliverio e la componente renziana. Ma, quanto meno, da oggi il Pd ha un regolamento ufficiale. La direzione regionale del partito, riunita oggi a Lamezia alla presenza del responsabile enti locali del partito, Stefano Bonaccini, ha approvato le norme per le consultazioni interne che si svolgeranno il prossimo 21 settembre. Il documento finale passa quasi all’unanimità, con l’astensione dei civatiani e con solo due voti contrari. Le candidature dovranno essere presentate entro il 28 luglio alle 20. Altra novità di rilievo: i confronti tra i vari competitor potranno essere trasmessi alla tv, e non è escluso che i “diritti” possano essere affidati al Tgr Rai. Non sono mancate le schermaglie, in particolare sui possibili ballottaggi in caso del mancato raggiungimento del 51% da parte di uno dei candidati. A sostenere la tesi del doppio turno, il renziano Pietro Midaglia, che ha poi accolto l’invito di Nicola Adamo a ritirare la proposta. La querelle non si è però esaurita, a causa delle proteste di Pino La Fossa, che ha invocato il voto nominale sull’“emendamento”, poi definitivamente bocciato dalla Direzione. Dunque, chi otterrà la maggioranza relativa sarà decretato vincitore.      

 

LE REGOLE L’incipit sembra pleonastico ma è essenziale, vista la litigiosità del centrosinistra calabrese: «I candidati alle primarie si impegnano a riconoscere i risultati delle medesime e a sostenere lealmente il vincitore nella campagna elettorale delle elezioni regionali». Sarà costituito un comitato promotore, composto dai rappresentanti delle varie forze della coalizione. Questo organismo nominerà il coordinamento regionale, «nel rispetto del pluralismo politico e culturale degli aderenti alle primarie stesse». In tutto saranno 7 membri, di cui tre indicati dal Pd e quattro dagli altri partiti. Ci sarà anche un collegio dei garanti, formato da tre personalità di «riconosciuto prestigio e indipendenza e dotati di esperienza e competenza nel campo del diritto pubblico e delle scienze politiche». 
Il vincitore delle primarie avrà il compito di definire il programma, concordato con le altre forze della coalizione. Per presentare la candidatura saranno necessarie non meno di 3mila e non più di 4mila firme autenticate, da raccogliere in almeno 3 province (minimo 300 firme ciascuna). Confermata la “donazione volontaria” di due euro per i votanti. Regole più stringenti anche per i fondi ricevuti: i candidato dovranno comunicare al collegio dei garanti i contributi diretti o indiretti superiori a 500 euro, con un tetto massimo complessivo di 30mila euro, nonché rendere disponibile tutta la documentazione relativa alle entrate e alle spese. Vietate invece le pubblicità a pagamento, in ossequio al principio di riduzione dei costi della politica. Gli eventuali ricorsi dovranno essere presentati al Collegio entro 24 ore dalla decisione impugnata e ottenere risposta entro le successive 24 ore. I partecipanti alle primarie, al momento della presentazione della candidatura, accettano come insindacabili le decisioni dei Garanti, che non sono appellabili in sede giudiziaria. 

 

STALLO POLITICO Varato il regolamento, resta il nodo politico. La disfida tra Oliverio e i renziani di Magorno sembra ancora lontana dall’epilogo. Il segretario regionale, intanto, mantiene fede al suo impegno e insiste sul nome di Massimo Canale come candidato unico del Pd. La raccolta firme partita due giorni fa, però, sta incontrando parecchie resistenze. Hanno sottoscritto la candidatura dell’avvocato reggino Marco Minniti, Demetrio Battaglia e Demetrio Naccari Carlizzi. Ma a fare più rumore sono i “no” incassati da Magorno: non firmano Piero Amato, Peppino Vallone e Vincenzo Ciconte, a conferma dei mal di pancia che l’investitura di Canale ha provocato in un’area che avrebbe preferito la candidatura di un esponente di chiara fede renziana. Nessuna pregiudiziale, invece, da parte dei rappresentanti istituzionali reggini, che hanno da tempo manifestato totale disponibilità verso qualsiasi soluzione pur di uscire dallo stallo in cui attualmente si trova il partito. 
Nota a margine: la riunione della Direzione è stata presidiata da un quasi inedito servizio d’ordine, a cui è stato affidato il compito di fare entrare in sala soltanto i componenti dell’assemblea. Una soluzione per scongiurare la presenza di claque organizzate, così come avvenuto durante l’ultimo incontro dell’assise regionale del Pd. 

 

Pietro Bellantoni

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