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Dalle indagini sull'omicidio Musy scoperto traffico di estorsioni nel Torinese

TORINO Quattro persone sono state arrestate dalla polizia di Torino per estorsioni avvenute aidanni di attività commerciali della provincia. Ventidue sono gli indagati a piede libero e tra questi c…

Pubblicato il: 18/07/2014 – 9:12
Dalle indagini sull'omicidio Musy scoperto traffico di estorsioni nel Torinese

TORINO Quattro persone sono state arrestate dalla polizia di Torino per estorsioni avvenute ai
danni di attività commerciali della provincia. Ventidue sono gli indagati a piede libero e tra questi c’è anche Francesco Furchì, in carcere dallo scorso anno perché sospettato dell’omicidio del
consigliere comunale Alberto Musy. Secondo gli investigatori, dopo che era sfumata l’ipotesi di
una cordata di imprenditori valdostani per rilevare Arenaways, il faccendiere avrebbe fatto firmare a un imprenditore torinese delle cambiali rilevando dal curatore fallimentare della società i 450mila euro di caparra versati in precedenza dalla cordata. Avrebbe quindi iniziato a pressare l’imprenditore per avere parte di quei soldi. Furchì avrebbe poi coinvolto una delle quattro persone arrestate oggi, Massimiliano Celico, che conosceva da tempo. Insieme al pregiudicato Vincenzo D’Alcalà, un altro degli arrestati noto nell’ambiente come “Il re di Santena”, avrebbe iniziato a minacciare l’imprenditore che poi per paura ha ceduto ai due almeno 40mila euro.
Secondo gli investigatori gli arrestai non sarebbero legati all’omicidio ma vengono ritenuti affiliati alla ‘ndrangheta. L’inchiesta che ha portato a scoprire l’attività illecita – il cui cuore si trovava, secondo quanto si apprende, a Santena, nella zona sud-orientale della provincia – si è sviluppata partendo proprio dalle indagini per l’omicidio del consigliere comunale torinese.
L’avvocato Alberto Musy è stato vittima di un agguato sotto la sua abitazione il 21 settembre 2012. Ferito gravemente dai colpi di pistola sparati da un uomo col volto coperto da un casco, Musy finì in coma morendo dopo più di un anno. Dopo Mesi di indagini la polizia arrestò Francesco Furchì, considerato dagli inquirenti un “faccendiere”, con interessi in politica che averebbe agito per rancore e per alcuni “sgarbi”, o interessi frustrati, che avrebbe subito da parte del consigliere comunale. Nel corso delle indagini su questo episodio la polizia ha scoperto il traffico di estorsioni che da Santena si estendeva a tutto il torinese.

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