Ultimo aggiornamento alle 22:56
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 3 minuti
Cambia colore:
 

Anche i santi sono costretti ad emigrare

Anche i santi si vedono costretti a prendere la via dell’emigrazione. È il caso di San Bartolomeo, venerato come protettore dalla comunità di Giffone. C’è un angolo di Calabria anche in provincia d…

Pubblicato il: 30/08/2014 – 11:06
Anche i santi sono costretti ad emigrare

Anche i santi si vedono costretti a prendere la via dell’emigrazione. È il caso di San Bartolomeo, venerato come protettore dalla comunità di Giffone. C’è un angolo di Calabria anche in provincia di Como, a Fino Mornasco, dove da almeno quarant’anni a fine agosto a sfilare è la statua di San Bartolomeo, a cui la piccola comunità è devota. Un santo di Calabria che si è ambientato benissimo in Lombardia. Molti dei nipoti di quei braccianti che all’inizio degli anni 70 vennero al Nord a cercare fortuna mantengono ancora oggi un forte legame con la loro terra d’origine e trovano modo di testimoniarlo anche all’esterno, almeno una volta all’anno, ritrovandosi dietro la statua di San Bartolomeo, portato in processione per le vie del rione con tutti gli onori. Del resto non è un caso che la statua del santo sia copia esatta di quella esposta nella chiesa di Giffone, in provincia di Reggio Calabria, da cui quasi tutte le famiglie sono partite e dove si ritorna ancora durante le ferie. Anzi per molti la vera festa è ancora quella che si celebra laggiù il 24 agosto, di fronte a migliaia di persone che arrivano a Giffone non solo da tutta Italia, ma addirittura dagli Stati Uniti e dall’Australia. Fino all’anno scorso partivano un paio di pullman anche da Andrate per ripercorrere a ritroso lo Stivale, giusto per esserci e testimoniare l’attaccamento al santo. Quest’anno il viaggio sarà fatto a ritroso, non più dalla Brianza verso la Calabria, ma da Reggio Calabria a Fino Mornasco. Tutta colpa dello scandalo degli «inchini», scoppiato il 2 luglio scorso quando a Oppido Mamertina la statua della Madonna delle Grazie, mentre era in corso la processione nelle vie del paese, si inchinò di fronte alla casa dal boss Peppe Mazzagatti. Il gesto indignò tutta Italia tanto da spingere il vescovo di Oppido-Palmi, monsignor Francesco Milito, a proibire tutte le processioni all’interno della diocesi, compresa quella che si sarebbe dovuta tenere il 24 agosto a Giffone. Una decisione che ha scatenato mille polemiche, tanto da spingere gli amici di Andrate ad andare in qualche modo in soccorso dei parenti alla lontana di Giffone: San Bartolomeo avrà la sua processione, domani. «San Bartolomeo merita di essere celebrato – spiegano gli organizzatori – e se a Giffone non fanno la tradizionale processione, vorrà dire che quest’anno la festa ufficiale si sposterà in Brianza». Detto fatto, ricorrendo ai social network nel giro di poche settimane da Andrate sono stati avvisati tutti i giffonesi oriundi per il mondo, molti dei quali hanno già comunicato la loro presenza. «Non solo – concludono – domani pomeriggio aspettiamo almeno quattro pullman dalla Calabria». Naturalmente senza alcun “inchino”. (0050)

 

r.c.

Argomenti
Categorie collegate

Corriere della Calabria - Notizie calabresi
Corriere delle Calabria è una testata giornalistica di News&Com S.c.a.r.l. ©2012-. Tutti i diritti riservati.
P.IVA. 03199620794, Via del Mare, 65/3 S.Eufemia, Lamezia Terme (CZ)
Iscrizione tribunale di Lamezia Terme 5/2011 - Direttore responsabile Paola Militano
Design: cfweb