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Gli affari sporchi della 'ndrangheta su Rai Storia

Un viaggio oltre i confini nazionali per raccontare il carattere cosmopolita dei padrini, nati e cresciuti nelle nostre regioni, che hanno scelto di emigrare con le loro valige piene zeppe di quatt…

Pubblicato il: 24/09/2014 – 15:27
Gli affari sporchi della 'ndrangheta su Rai Storia

Un viaggio oltre i confini nazionali per raccontare il carattere cosmopolita dei padrini, nati e cresciuti nelle nostre regioni, che hanno scelto di emigrare con le loro valige piene zeppe di quattrini. Gli affari della ‘ndrangheta, e non solo, saranno al centro di uno speciale realizzato, che andrà in onda il 24 settembre alle 21.30 su Rai Storia.
È il primo appuntamento del nuovo ciclo di Diario civile, il programma della Rai che propone approfondimenti e analisi sui temi della legalità e della giustizia, presentato in anteprima domenica scorsa al Prix Italia in corso a Torino. 
Per farlo gli autori hanno intervistato numerosi esperti: il sostituto procuratore nazionale Antimafia, Filippo Spiezia; il professore Ernesto Savona, criminologo dell’università Cattolica e fondatore del centro di ricerca TransCrime; l’esperto Enzo Ciconte, ordinario di storia criminale all’università Roma Tre; il responsabile del Focal Point di Europol David Ellero; Francesco Forgione, già presidente della commissione parlamentare Antimafia; la giornalista tedesca Petra Reski; Renato Cortese, capo della squadra mobile di Roma; e Sonia Alfano, fino al 2013 presidente della Commissione antimafia europea. Il giornalista dell’Espresso, Giovanni Tizian, fa da voce narrante al docufilm sull’espansione del crimine fuori dai confini nazionali. Svelandone i meccanismi e raccontando come, dagli investimenti immobiliari alla droga, il modello delle “famiglie” si sia internazionalizzato e sia diventato ancora più pericoloso. 

Tizian ha guidato gli autori lungo le rotte seguite dal denaro sporco. Ha prestato la voce a un reportage scritto da Alessandro Chiappetta con la regia di Agostino Pozzi. “L’ho fatto – scrive sul blog dell’Espresso – con molto piacere perché ritengo che sia un argomento sul quale l’informazione dovrebbe investire di più. Noi de l’Espresso abbiamo iniziato questo percorso. Avevamo infatti già approfondito il tema dell’espansione delle mafie, in particolare della ‘ndrangheta, nelle ricche economie del nord Europa e in quella spagnola. È in questa vasta prateria senza confini, per usare un’espressione del procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri, che le mafie di casa nostra riciclano enormi quantità di denaro contante. Lo fanno per vari motivi, primo fra tutti l’assenza di una legislazione rigida e all’avanguardia come quella italiana. Dalla caduta del muro di Berlino passando per il trattato di Schengen, il documentario analizza i momenti clou del radicamento estero delle cellule malavitose, che si sono evolute di pari passo con i mutamenti dell’economia e del mercato. I gruppi criminali di stampo mafioso si sono adattati al contesto. A partire dagli anni 90 hanno fatto il salto di qualità nella gestione degli affari. Da piccoli nuclei familiari che controllavano un territorio stretto entro confini ben precisi, hanno cambiato assetto, delocalizzando, come vere e proprie multinazionali, alcune delle loro attività”.

Alla prima puntata seguiranno altre: a ottobre, sono previste quattro puntate dal titolo “Le origini di Gomorra” in cui verrà raccontata la storia della camorra campana. A introdurre i documentari e gli argomenti sarà il procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti.

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