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La partita a scacchi tra Oliverio e il Nazareno

di Antonio Ricchio   Inizierà nelle prossime ore la prima missione romana da aspirante governatore per Mario Oliverio. Il nuovo leader del centrosinistra volerà a Roma per definire una serie d…

Pubblicato il: 07/10/2014 – 17:54
La partita a scacchi tra Oliverio e il Nazareno

di Antonio Ricchio

 

Inizierà nelle prossime ore la prima missione romana da aspirante governatore per Mario Oliverio. Il nuovo leader del centrosinistra volerà a Roma per definire una serie di questioni aperte. Il viaggio nella Capitale vivrà due momenti-chiave: uno più istituzionale, l’altro più politico. Presumibilmente a Palazzo Chigi, Oliverio avrà un incontro con Matteo Renzi. I due si sono già sentiti nella tarda serata di lunedì ma non sono andati oltre un semplice scambio di battute sulle primarie appena celebrate in Calabria.

Il faccia a faccia servirà invece per definire un’agenda di priorità sulle quali il governo (da un lato) e la nuova giunta regionale (dall’altro) dovranno collaborare. In cima all’elenco ci sono la nuova programmazione dei fondi comunitari e una nuova politica attrattiva per rilanciare il porto di Gioia Tauro. Ma non è difficile immaginare che nelle questioni da trattare rientrino pure la sanità e la riorganizzazione del settore dopo la vacatio determinata dalla fine anticipata dall’esperienza Scopelliti.

La parte politica Oliverio, invece, l’affronterà con Lorenzo Guerini, che detiene le chiavi del Pd da quando Renzi è passato alla guida del governo. Con il vicesegretario dei dem il candidato del centrosinistra affronterà lo spinosissimo tema delle alleanze e della composizione delle liste. L’imperativo che circola al Nazareno è quello di proporre agli elettori calabresi candidati al di sopra di ogni sospetto e perfettamente in linea con i dettami del codice etico varato di recente dalla commissione parlamentare Antimafia. Sul punto non ci sono molti dubbi: tanto Guerini quanto Oliverio non vogliono minimamente prestare il fianco agli attacchi degli avversari e dell’opinione pubblica. Se dubbi permangono, essi riguardano la costruzione di una coalizione che vada oltre gli steccati del classico centrosinistra. Oliverio vorrebbe siglare un’intesa elettorale con l’Udc, anzi con quella parte di dirigenti dello Scudocrociato che non hanno assunto nel corso di questi anni un atteggiamento di subalternità nei confronti di Peppe Scopelliti.

Guerini teoricamente non è contrario all’operazione. Anzi, spinge per andare oltre e replicare in Calabria lo stesso schieramento che a Roma sostiene il governo Renzi. Tradotto: Guerini non sarebbe pregiudizievolmente ostile a un’intesa con gli alfaniani del Nuovo centrodestra. «Non posso mettermi in casa coloro che figurano come i maggiori responsabili dei disastri della giunta regionale», è il ragionamento a fari spenti di Oliverio. Il candidato del centrosinistra vorrebbe avere Tonino Gentile e soci come avversari e non come alleati alle elezioni in programma per il 23 novembre. E del resto un’eventuale alleanza con Ncd potrebbe determinare la rottura con le forze politiche che stanno a sinistra (vedi Sel) del Pd. Oliverio non intende “regalare” vantaggi ai suoi competitor e per questo motivo vorrebbe tentare di recuperare pure un rapporto con gli esponenti della sinistra radicale che hanno deciso di candidare Domenico Gattuso alla presidenza della Regione. Certo, non sarà semplice convincere della bontà di tale linea i vertici del Nazareno. Oliverio dovrà usare tutta la sua forza persuasiva per convincere Guerini a desistere. Non è un caso che Gaetano Quagliariello, coordinatore di Ncd, in queste ore vada ripetendo che l’accordo tra il suo partito e il centrodestra «non è scontato».

In Forza Italia, tuttavia, non hanno molti dubbi sul fatto che Ncd convergerà su Wanda Ferro. Gentile, dal canto, suo continua a invocare solo una condizione: l’esclusione dalle liste civiche dei consiglieri regionali uscenti. L’obiettivo è quello di complicare la vita ai fedelissimi di Scopelliti che stanno lavorando per ottenere una riconferma a Palazzo Campanella. Chiariamoci: un Ncd alleato con il centrosinistra non farebbe disperare la coordinatrice azzurra Jole Santelli, convinta com’è che «con Wanda è arrivato il momento di rinnovare e ricostruire il centrodestra».

In politica due più due non fa (quasi mai) quattro. Vero, onorevole Guerini e senatore Gentile?

Twitter: @AntonioRicchio

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