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Pd, consiglieri uscenti a rischio

LAMEZIA TERME Detto in maniera brutale: qualcuno vuol fare le scarpe ai consiglieri uscenti del Pd. La candidatura di alcuni di loro non è per nulla scontata. L’apertura della contesa, a quattro gi…

Pubblicato il: 20/10/2014 – 12:01
Pd, consiglieri uscenti a rischio

LAMEZIA TERME Detto in maniera brutale: qualcuno vuol fare le scarpe ai consiglieri uscenti del Pd. La candidatura di alcuni di loro non è per nulla scontata. L’apertura della contesa, a quattro giorni dalla chiusura delle liste, è stata avviata a Cosenza, direzione provinciale dei dem. Il documento approvato ieri dà mandato al segretario Luigi Guglielmelli di intavolare le trattative per stabilire le modalità attraverso cui gli uscenti potranno trovare posto nelle liste Pd. Prammatica scontata, dietro cui si nascondono però lotte interne e veti nei confronti di alcuni consiglieri. Ufficialmente l’esigenza è quella di trovare il giusto equilibrio tra esperienza (gli uscenti), quote rosa e personalità nuove in grado di incarnare il processo di rinnovamento voluto da Mario Oliverio. In pratica, potrebbe essere il redde rationem nei confronti di rappresentanti poco “graditi”. E il pensiero corre subito a Mario Maiolo, il cui rapporto con il candidato governatore – è notorio – non è mai stato, per usare un eufemismo, idilliaco. A pesare è il progetto “Amici per la Calabria” lanciato dall’ex assessore regionale, che proponeva un governo di responsabilità in chiara antitesi con i piani di Oliverio. Senza contare che Maiolo sarebbe stato pronto a presentare la sua candidatura alle primarie istituzionali (poi cancellate a favore di quelle “fai da te”) proprio per marcare a uomo l’ex presidente della Provincia di Cosenza. Ma a rischiare di restare fuori dai giochi ci sarebbe anche Mario Franchino.
Sono indiscrezioni non confermate, anche se – va detto – la possibile chiusura dei vertici del partito nei confronti di alcuni veterani non significherebbe per forza una loro non partecipazione alle elezioni. Anche perché il Pd di Magorno e Oliverio ha deciso di sdoppiarsi: accanto alla lista ufficiale del partito ci sarà infatti una nuova formazione composta «da rappresentanti che saranno espressione diretta di ogni ambito comprensoriale della nostra regione». Un contenitore bis dove potrebbero trovare spazio tutti quei consiglieri non accasati nella lista Pd. Ma la possibilità di ottenere comunque una candidatura purchessia non significa assenza di polemiche. Perché è chiaro che tutti i consiglieri uscenti (sembra che i soli Nicola Adamo e Pierino Amato abbiano deciso di non ripresentarsi) aspirano a una ricandidatura nella lista con tanto di simbolo ufficiale. La loro eventuale traslazione nel “Pd 2” verrebbe ovviamente vista come un declassamento difficile da digerire.
Il nodo ricandidature non riguarda solo Cosenza.
La discussione, serrata, è già partita anche nelle altre province e, c’è da giurarci, riguarderà anche la direzione provinciale di Reggio, la cui riunione è prevista per oggi alle 17. Il segretario della Federazione, Sebi Romeo, si ritrova a dover fare “quadrare i conti”, cercando a un tempo di rinfrescare le liste con nomi – anche femminili – nuovi e garantendo il giusto spazio per chi ha già avuto esperienze in consiglio regionale. Le pressioni di diversi circoli territoriali – che chiedono maggiore visibilità in lista – si fanno sentire. Anche qui il “toto-esclusi” è partito da un pezzo. In bilico ci sarebbe soprattutto l’ex dipietrista, transitato da pochi mesi nel Pd, Giuseppe Giordano. Un altro che non dorme sonni tranquilli, pur non essendo mai stato consigliere regionale, è Mimmetto Battaglia. La sua candidatura a Palazzo Campanella, data per certa all’indomani della sconfitta alle primarie reggine contro Giuseppe Falcomatà, non è più così pacifica. Anche se una sua estromissione determinerebbe una spaccatura difficilmente sanabile all’interno dei democrat dello Stretto.
Caso diverso invece per Demetrio Naccari Carlizzi. Per l’ex assessore regionale, pochi giorni fa, è arrivata la richiesta di rinvio a giudizio per il caso del presunto concorso pilotato al Riuniti di Reggio, in quanto accusato di aver favorito la moglie attraverso la nomina di una commissione d’esame “amica”. La magistratura non si è ancora pronunciata nel merito, ma la circostanza ha rinvigorito quell’area reggina che troverebbe molti margini di manovra senza l’ex sindaco di Reggio in pista. Naccari sembra comunque in una botte di ferro: il partito regionale gli riconosce grandi doti politiche e capacità di amministratore. E, viste le premesse, sarebbe tafazzismo fare a meno delle sue competenze. Stesso discorso per Sebi Romeo, che lo stima e per il quale la sua non candidatura è un’ipotesi da non prendere nemmeno in considerazione.
Ma, certo, l’assedio agli spazi di potere dei vari consiglieri uscenti è già in stato di avanzamento. E qualche big potrebbe restare col cerino in mano.

 

Pietro Bellantoni

p.bellantoni@corrierecal.it

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