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Una cena per finanziare il Pd calabrese

ROMA Dieci attovagliati per ogni tavolo per 85 tavoli. Il conto è presto fatto: Francesco Bonifazi, responsabile delle asfittiche economie del Partito democratico può contare su entrate fresche per…

Pubblicato il: 08/11/2014 – 12:10
Una cena per finanziare il Pd calabrese

ROMA Dieci attovagliati per ogni tavolo per 85 tavoli. Il conto è presto fatto: Francesco Bonifazi, responsabile delle asfittiche economie del Partito democratico può contare su entrate fresche per 850mila euro. Li hanno sborsati i commensali? In larga parte sì, in altri casi il conto è stato pagato da piccole e medie imprese che hanno opzionato un cospicuo numero di tavoli per ospitare amici e manager. Era importante per molti poter dire «io c’ero», per moltissimi ancora più importante era cancellare, con una esposizione pubblica, un passato di militanza sul fronte avverso. Tant’è che ai microfoni di Sky, che rivolgeva a tutti la stessa domanda «in precedenza aveva votato Berlusconi?». La risposta era un poco convincente «ma no…».

Figuriamoci se alla regola potevano mai sfuggire i calabresi che occupavano un discreto numero di tavoli. Anche per loro l’importante è, come dire, riposizionarsi. Bella soddisfazione per chi negli ultimi cinque anni si era trovato in quarantena come un portatore di Ebola per non esser salito sul carro del “cambiamento scopellitiano”. È il caso di Nicola Capogreco, titolare di un’azienda leader nel settore della ristorazione che per quattro anni ha dovuto frequentare più le aule del Tar e del Consiglio di Stato che le proprie aziende, visto che ogni gara lo vedeva escluso per la sua discola e cocciuta militanza a sinistra. Capogreco c’era al Palazzo delle Fontane: mezzo toscano a fior di labbra e sorriso ironico, si gustava, con aristocratico distacco, la scena di una schiera di figliol prodighi (infatti il secondo era filetto di vitello) che aprivano i cuori e le menti al “cambiamento del cambiamento”. E infatti attorniavano più Mario Oliverio che Matteo Renzi. È a Mario che bisogna mandare messaggi distensivi, fargli sapere che Scopelliti è solo un brutto ricordo, una sorta di infatuazione giovanile, ma adesso si va ai sentimenti seri. E Oliverio spolvera tutto il suo ecumenismo: scambia abbracci, strette di mano e saluti con tutti. Poi cala l’asso: «Una bella serata, andrebbe replicata in Calabria…».

E così sarà: la macchina organizzativa è già in movimento per scegliere data e location dove gli imprenditori calabresi potranno incontrare il candidato del Pd alla presidenza della Regione e avere, in anteprima, l’esposizione delle sue linee programmatiche. Occasione buona anche per raccogliere fondi per la campagna elettorale, visto che è pattuito che ogni commensale verserà un contributo di 250 euro. Un quarto di quanto si pagava al Palazzo delle Fontane ma, ci giureremmo, è l’unico sconto che Oliverio intende fare a quanti hanno da farsi perdonare gli sbandamenti del più recente passato.

Paolo Pollichieni

direttore@corrierecal.it

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