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Regione, 33mila euro per il quadro contestato

LAMEZIA TERME Lo scorso 10 novembre si era materializzato nella sala di Palazzo Campanella dedicata a Giuditta Levato. L’opera è intitolata “Femminicidio”, un olio su tela di circa 4 metri raffiguran…

Pubblicato il: 12/12/2014 – 16:02
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Regione, 33mila euro per il quadro contestato

LAMEZIA TERME Lo scorso 10 novembre si era materializzato nella sala di Palazzo Campanella dedicata a Giuditta Levato. L’opera è intitolata “Femminicidio”, un olio su tela di circa 4 metri raffigurante una donna con il volto tumefatto e dei serpenti in mezzo ai capelli, e la sua “apparizione” aveva suscitato un certo scalpore e anche una buona dose di indignazione non tanto per l’oggetto della raffigurazione – comunque discutibile – quanto per il fatto che era stata piazzata al posto dell’ormai celebre dipinto con cui l’artista Mike Arruzza ha magistralmente “raccontato” gli scontri del primo dopoguerra durante i quali perse la vita la giovane contadina di Calabricata, all’epoca incinta di sette mesi. L’opera che celebra la memoria della prima vittima della repressione contro le lotte contadine, quindi, installata a Palazzo Campanella nel marzo 2006, aveva ceduto il passo al quadro sul femminicidio realizzato da Andrea Valere. Appena 24 ore dopo l’improvvida decisione, però, a seguito del coro di proteste che si era sollevato, il dipinto di Arruzza è tornato al suo posto, a rappresentare la storia e le radici della Calabria che lotta. Caso chiuso, dunque. Ma c’è un ultimo dettaglio: il controverso quadro che per un giorno ha “rubato” il posto a “L’assassinio di Giuditta Levato” è costato alle casse del consiglio regionale calabrese ben 33mila euro. A proporre l’acquisto agli uffici di Palazzo Campanella è stato lo stesso Valere il 18 marzo scorso. Celere come poche altre volte, l’Ufficio di presidenza guidato da Franco Talarico non ci ha messo nemmeno 15 giorni a dare il via libera all’acquisto. Così nel settembre scorso è arrivata anche la relativa determinazione del segretario generale Calabrò, che ha confermato il prezzo pattuito. Un prezzo, stando a quanto si legge nell’atto, che «non tiene conto delle attuali quotazioni per opere similari e comprensiva di uno sconto ulteriore che il maestro ha inteso praticare sull’originario prezzo proposto di 38.500 euro». Un trattamento di favore.

s.pel.

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