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Assunzioni all'Asp di Cosenza, «tutto a norma di legge»

Riceviamo e pubblichiamo la nota inviataci dagli avvocati Francesco Iacopino e Crescenzio Santuori, difensori di Vincenzo Caserta (dg del dipartimento Lavoro della Regione Calabria), in merito all’…

Pubblicato il: 15/12/2014 – 15:50
Assunzioni all'Asp di Cosenza, «tutto a norma di legge»

Riceviamo e pubblichiamo la nota inviataci dagli avvocati Francesco Iacopino e Crescenzio Santuori, difensori di Vincenzo Caserta (dg del dipartimento Lavoro della Regione Calabria), in merito all’articolo “Assunzioni all’Asp di Cosenza, esposto in Procura”.

 

Nell’articolo in questione si riferisce – tra l’altro – che «è sulla scrivania del procuratore capo di Cosenza, Dario Granieri, l’esposto presentato dal commissario della Sanità, Luciano Pezzi, sul caso dei 200 precari assunti all’Asp di Cosenza. Secondo Pezzi l’anomalia della vicenda risiederebbe nel fatto che queste persone sono state avviate al lavoro senza un regolare contratto e senza copertura assicurativa. Ma soprattutto ciò che risulta – a suo dire – poco chiaro sono i criteri di selezione con i quali sono stati scelti. In particolare, il commissario si chiede da chi saranno pagati».
Al riguardo, è bene chiarire da subito che i timori sollevati dal Commissario ad acta non hanno alcun fondamento, stante la piena rispondenza alle norme regionali e nazionali degli atti amministrativi posti in essere dal dipartimento Lavoro della Regione Calabria e dal nostro assistito, il direttore generale dott. Caserta.
Come è noto, la legge regionale 1/2014 – successivamente integrata dalla legge 12/2014 – ha previsto la predisposizione, a cura del dipartimento Lavoro, di un «elenco regionale … al fine di favorire l’assunzione a tempo indeterminato, anche parziale» di lavoratori socialmente utili, lavoratori di pubblica utilità e disoccupati di lunga durata.
La redazione di tale elenco non è stata certamente rimessa al caso, bensì affidata a criteri obiettivi e prestabiliti (quali l’anzianità anagrafica, l’anzianità di servizio e i carichi familiari), declinati sia nella legge regionale 1/2014 che, successivamente, nella deliberazione di giunta regionale numero 420 del 10 ottobre 2014.
In tal modo, ogni amministrazione regionale che intenda usufruire degli strumenti normativi predisposti per il superamento del precariato ha l’obbligo di rivolgersi alla Regione Calabria e di acquisire i nominativi dei lavoratori impiegabili unicamente dall’elenco così predisposto dal dipartimento 10. Tale procedura è stata seguita anche nel caso dell’Asp di Cosenza: su espressa richiesta del direttore generale di quest’ultima, formulata in data 31 luglio 2014, il dipartimento Lavoro ha trasmesso l’elenco previsto dalla legge regionale 1/2014 affinché l’Azienda sanitaria potesse avviare al lavoro i soggetti ivi inseriti, tant’è che nella convenzione che ne é successivamente scaturita, l’Asp ha assunto su di sé gli «oneri derivanti dall’assicurazione obbligatoria presso l’Inail, contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, nonché per la responsabilità civile presso terzi».
Stando così le cose, comprenderà che la prospettazione dei fatti, così come fornita dal Suo quotidiano, non solo è parziale e distorta quanto ben lontana dal far luce e chiarezza sulla vicenda.
Data la delicatezza della materia e degli interessi coinvolti, infatti, occorre responsabilmente evitare fenomeni mediatici che – facendo apparire come illegittime procedure amministrative invece normate e trasparenti – rischiano di alimentare la sfiducia nelle istituzioni e, specularmente, di far apparire ancora più incerta e drammatica la situazione dei precari che, giornalmente, soffrono gli effetti nefasti della crisi attraversata dal mercato del lavoro.

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