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Saraceno: «Non sono indagato per mafia»

Riceviamo, con stupore, l’indignata missiva fatta con la quale il dottor Francesco Saraceno,”in proprio e n.q. di Amministratore Unico e Rappresentante legale di Nuova Geosud S.a.S. di F. Saraceno”…

Pubblicato il: 18/12/2014 – 14:04
Saraceno: «Non sono indagato per mafia»

Riceviamo, con stupore, l’indignata missiva fatta con la quale il dottor Francesco Saraceno,”in proprio e n.q. di Amministratore Unico e Rappresentante legale di Nuova Geosud S.a.S. di F. Saraceno” intende «rettificare con urgenza la notizia falsa e pertanto perniciosa e dannosa sia per l’immagine della Nuova Geosud che per il legale rappresentante della stessa, Francesco Saraceno, che ad oggi non è mai stato indagato per reati di mafia». Prendiamo atto, per come oggi leggiamo nella missiva, che Francesco Saraceno «non è mai stato indagato per reati di mafia, (anzi ha partecipato ad attività ed iniziative antimafia)* e con sentenza di non luogo a procedere del 17.07.2014 è stato prosciolto dal procedimento n. 1378/06 R.G.N.R. (meglio conosciuto come procedimento Entourage) nel quale, non ha subito alcuna misura restrittiva, ed è stato soltanto indagato per il delitto di cui agli artt. 110 – 353 c.p. e non come indicato malamente nel vostro articolo con l’aggravante mafiosa». Tuttavia possiamo che esplicitare il fatto che tutt’altre informazioni al riguardo del titolare sono state infatti messe nero su bianco dal centro Dia di Reggio Calabria, nell’informativa a firma del capocentro Gaetano Scillia, in cui si afferma testualmente (sottolineature Dia): «Inoltre, con riferimento alla citata società NUOVA GEOSUD di SARACENO & C. Snc, che è stata incaricata dalla GIUDECCA Srl, con sub-contratto del 27.07.2007, alla realizzazione di micropali per un l’importo di euro 30.000,00, si evidenzia che questo Centro Operativo, nell’ambito del Proc. Pen. nr. 1738/06 N.R. DDA già 1913/05 R.G.N.R.I. (Op. Entourage), deferiva alla locale A.G. SARACENO Francesco, nato a Reggio Calabria il 22.03.1968, legale rappresentante della Nuova GEOSUD snc di Saraceno Francesco & C., per il reato di turbata libertà degli incanti in concorso (artt. 110 c.p. – 81 cpv c.p. – 353 c.p.), aggravato dalle modalità mafiose di cui all’art.7 della Legge. 203/91, in ordine all’appalto indetto dal Comune di Ciminà (RC) il 09.12.2005 ed avente ad oggetto i “lavori di messa in sicurezza e consolidamento centro abitato in località P.za Annunziata”. Non fosse sufficiente, la circostanza è richiamata per ben tre volte nel nuovo capo di imputazione oggi contestato alla moglie di Amedeo Matacena, Chiara Rizzo, accusata “del delitto p. e p. dagli artt. 81, comma 2, 110 c.p., 12quinquies L. 7 agosto 1992 n. 356 e 7 L. 12 luglio 1991, n. 203 perché, in concorso necessario tra loro, al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali ovvero di agevolare la commissione di uno dei delitti di cui agli artt. 648, 648bis e 648ter c.p., con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, poste in essere anche in tempi diversi ed in violazione della medesima disposizione di legge, Matacena Amedeo Gennaro Raniero (a cui carico si procede separatamente), quale dominus sostanziale dell’intera operazione di mascheramento, che si avvaleva del contributo causale di Rizzo Chiara e Politi Martino Antonio (a cui carico si procede separatamente in relazione al presente capo)». Nel lungo capo di imputazione – che solo per brevità e sintesi non si riporta integralmente, si spiega come le articolate operazioni di occultamento del patrimonio di Amedeo Matacena fossero mirate “fatto commesso consapevolmente al fine di proteggere economicamente Matacena Amedeo Gennaro, quale soggetto in grado di fornire un determinante e consapevole apporto causale alla ‘ndrangheta reggina attraverso lo sfruttamento del suo rilevantissimo ruolo politico ed imprenditoriale e, per questa via, agevolare il più ampio sistema criminale, imprenditoriale ed economico, riferibile alla predetta organizzazione di tipo mafioso, a cui favore il Matacena forniva il proprio costante contributo, per il tramite delle componenti imprenditoriali riferibili alle articolazioni territoriali di seguito indicate:

  • la SI.CA. Srl (Cf. 02137550808), con sede in Reggio Calabria, Via Vecchia Provinciale nr.7, avente ad oggetto la “lavorazione, il commercio, l’acquisto, la vendita e la permuta di materiale a costruzione edili”, sulla base di risultanze processuali riconducibile ai soggetti di vertice della cosca TEGANO di Archi di Reggio Calabria (proc. pen. n. 68/12/21DDA); 
  • la ZUMBO COLORI Srl (Cf. 02465450803), con sede in Reggio Calabria, con sede in Reggio Calabria, Via Aschenez nr.85 riconducibile per una quota pari a oltre il 99% a ZUMBO Giovanni,  sulla base di risultanze processuali  al servizio delle principali cosche della ‘ndrangheta reggina, con particolare riferimento alla cosca DE STEFANO di Reggio Calabria, alla cosca TEGANO di Reggio Calabria, alla cosca FICARA – LATELLA di Reggio Calabria ed alla cosca PELLE di San Luca (proc. pen. nn. 68/12/21DDA e 7637/10/21DDA);
  • la REAL CEMENTI Srl (Cf. 01253830804), con sede in Reggio Calabria, Vico Ferruccio nr.35, sulla base di risultanze processuali riconducibile alla cosca LIBRI di Reggio Calabria (proc. pen. n. 75/0521DDA nell’ambito del quale è stata definitivamente confiscata data 07 febbraio 2012); 
  • la ITALSAVIA DI AUTOLITANO SAVERIO E C. Snc (Cf. 01166260800), con sede in Reggio Calabria, SS. Dimarazione Irto, n. 42, sulla base di risultanze processuali riconducibile alla cosca LATELLA di Reggio Calabria (proc. pen. n. 3227/09/21DDA);
  • la EDIL PRIMAVERA Srl (Cf.01023020801), sulla base di risultanze processuali riconducibile alle cosche LIBRI ed ALAMPI di Reggio Calabria (proc. pen. n. 1669/01/21DDA);
  • la ROSSATO SUD Srl (Cf. 02072880806), sulla base di risultanze processuali riconducibile alle cosche LIBRI ed ALAMPI di Reggio Calabria (proc. pen. n. 1669/01/21DDA)

con le quali venivano stipulati contratti di fornitura in relazione agli appalti di lavori indicati nel capo c) della rubrica;
con particolare riferimento, poi, all’appalto pubblico relativo ai lavori per la realizzazione:

  1. di un sistema di trasporto innovativo lungo la Via Giudecca di Reggio Calabria, tra via Marina e via Possidonea (noto come Tapis Roulant), la GIUDECCA S.r.l. (costituita in data 23 febbraio 2006 dai soci COGEM Srl – IMPRESA GIUNTA – AVERSA, con la precisazione nell’atto costitutivo che le tre citate società, unitamente alla KONE Spa, avevano costituito in data 22 novembre 2005 un’ATI per l’esecuzione dei lavori appaltati e che, essendo l’esecuzione di detti lavori da ritenersi per buona parte tecnicamente indivisibili, le citate società avevano stabilito di eseguire congiuntamente i lavori, operando con un’organizzazione comune, mediante la costituzione della predetta nuova società, GIUDECCA Srl) stipulava in data 27 luglio 2007 con la NUOVA GEOSUD di SARACENO & C. Snc specifico sub-contratto finalizzato alla realizzazione di micropali per un l’importo di euro 30.000,00, riconducibile a SARACENO Francesco (indagato nell’ambito del proc. pen. n. 1738/06 N.R. DDA già 1913/05 R.G.N.R.I. (Op. Entourage) per il reato di turbata libertà degli incanti in concorso (artt. 110 c.p. – 81 cpv c.p. – 353 c.p.), aggravato dalle modalità mafiose, in ordine all’appalto indetto dal Comune di Ciminà (RC) il 09 dicembre 2005 ed avente ad oggetto i “lavori di messa in sicurezza e consolidamento centro abitato in località P.za Annunziata”)”. 

Magari, meglio farebbe il dottor Saraceno a presentare le proprie rimostranze al centro Dia e alla locale Procura, piuttosto che scagliarsi contro chi si limita a dare conto – in maniera dettagliata e fedele – delle informazioni pubbliche agli atti di procedimenti penali. 

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