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Infocontact, continua la protesta dei lavoratori

CATANZARO Continua senza sosta la protesta dei 1.800 dipendenti Infocontact per la difesa del posto di lavoro. Dopo le manifestazioni dei giorni scorsi che sono servite a riportare l’attenzione di …

Pubblicato il: 15/01/2015 – 12:22
Infocontact, continua la protesta dei lavoratori

CATANZARO Continua senza sosta la protesta dei 1.800 dipendenti Infocontact per la difesa del posto di lavoro. Dopo le manifestazioni dei giorni scorsi che sono servite a riportare l’attenzione di media e istituzioni sulla loro vicenda, questa mattina un gruppo di lavoratori del call center si è ritrovato in piazza Prefettura, a Catanzaro.
Hanno portato in piazza la voglia di continuare a lavorare e l’esigenza di avere un futuro. Tra i tanti, Nunzia, separata con tre figli a carico e il solo stipendio da operatrice del call center: «Per me, questo lavoro significa vita. La mia famiglia va avanti solo grazie a questo stipendio: i miei figli sono disoccupati e hanno difficoltà enormi a trovare lavoro. Se anche io perdessi il mio posto, non saprei davvero come andare avanti».

 

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La vertenza Infocontact è simile a tante altre e nasce da un’azienda che per anni viene gestita con leggerezza, fino al punto di arrivare ad avere un passivo di oltre 60 milioni di euro, di cui gran parte nei confronti dell’erario. Il buco, insanabile, fa scattare la messa in amministrazione controllata della società, ma i grandi committenti, come Wind-Infostrada ad esempio, non possono accettare che una società finanziariamente non sana possa partecipare e magari vincere bandi per commesse, così il destino dei lavoratori sembra segnato.
#1800SenzaFuturo è l’hashtag lanciato in questi giorni su Twitter dai dipendenti Infocontact e che ha raccolto il sostegno, non solo telematico, anche di alcuni personaggi famosi. Come Fiorello, che da testimonial Infostrada si è impegnato a parlare con il vertici aziendali. Ma non basta, perché ai lavoratori servono atti concreti, così come spiega uno di loro, Domenico Amatruda: «Aspettiamo un segnale concreto da parte del ministero e oggi siamo qui a ricordare allo Stato che dietro i call center in crisi, c’è il futuro di migliaia di uomini e donne. Tanti di noi erano entrati in Infocontact grazie alla prospettata possibilità di un lavoro stabile per tanti anni. La situazione è naufragata in poco tempo, ora vogliamo sapere cosa sarà del nostro futuro».

 

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Intanto, piccoli segnali positivi sono arrivati proprio da Wind che ha rinnovato il contratto con Infocontact – in scadenza a fine gennaio – per altri tre mesi, tempo in cui, come spiega Daniele Carchidi (segretario generale Slc Cgil Calabria), si dovrà procedere a trovare la soluzione per collocare i lavoratori presso le aziende che hanno manifestato interesse a volerli assorbire: «L’incontro con il prefetto ci è servito a rimarcare l’esigenza di accelerare i tempi del tavolo ministeriale in cui si discuteranno le modalità di passaggio dei lavoratori Infocontact alle altre aziende. Per i dipendenti, si tratterebbe della risoluzione del problema perché le aziende che hanno manifestato interesse, sono le prime quattro aziende in Italia per commesse e fatturato, quindi i lavoratori sarebbero assorbiti da aziende solide e serie».
E dal prefetto Luisa Latella, appena insediatasi in città, sono arrivate rassicurazioni. La Prefettura ha infatti inviato una lettera a Roma chiedendo la convocazione di un tavolo dedicato esclusivamente a Infocontact, facendo così da eco alle richieste esplicite giunte nei giorni scorsi dal governatore della Regione, Mario Oliverio, e da altri esponenti politici calabresi.

 

Alessandro Tarantino

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