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AGGUATO A CATANZARO | Ucciso "Toro seduto"

CATANZARO Ci sarebbe un testimone dell’agguato nel quale, poco prima delle 10 di questa mattina a Catanzaro, è rimasto ucciso Domenico Bevilacqua, alias “Toro seduto”, di 56 anni, storico capo degl…

Pubblicato il: 04/06/2015 – 9:40
AGGUATO A CATANZARO | Ucciso "Toro seduto"

CATANZARO Ci sarebbe un testimone dell’agguato nel quale, poco prima delle 10 di questa mattina a Catanzaro, è rimasto ucciso Domenico Bevilacqua, alias “Toro seduto”, di 56 anni, storico capo degli zingari. Si tratterebbe di un uomo che si trovava nei pressi del luogo dell’omicidio proprio mentre i due killer, che indossavano il casco, a bordo di uno scooter si avvicinavano alla vittima designata ed esplodevano – avvicinandosi – i 7 colpi di pistola esplosi (ma i due fatali sarebbero andati a segno alla testa) che sono stati fatali per Bevilacqua. Il testimone sarebbe stato ascoltato dagli agenti della squadra mobile di Catanzaro che stanno indagando sulla vicenda. Gli inquirenti puntano a comprendere l’esatta dinamica dell’accaduto avvalendosi anche del supporto delle immagini riprese da una telecamera di sicurezza posta a meno di cento metri dal luogo del delitto. I frame del filmato avrebbero ripreso soltanto in parte lo svolgimento dei fatti. Le riprese, infatti, sarebbero in parte “oscurate” da un cespuglio.

bevilacquaoggi
I dubbi sullo svolgimento dei fatti sembrano comunque pochi, perché la disposizione dei bossoli lascerebbe intendere che Bevilacqua si sia subito accorto che qualcuno gli si stava avvicinando con un’arma in pugno e avrebbe cercato di scappare dirigendosi verso un portone dove cercare rifugio e probabilmente estraendo l’arma che portava con sé, una calibro 9 modificata e ritrovata sul posto, per difendersi. Il killer però lo avrebbe raggiunto prima con dei colpi di striscio al corpo e poi finito con due colpi alla testa, lasciandolo comunque vivo e in una pozza di sangue, per poi dileguarsi a bordo del ciclomotore guidato dal complice.
La situazione era apparsa subito grave ai primi soccorritori e Bevilacqua era arrivato in condizioni disperate in ospedale, morendo circa un’ora dopo l’agguato. Il corpo di “Toro seduto” presenterebbe anche segni che in un primo momento hanno fatto pensare a delle coltellate, anche se più probabilmente si tratta di colpi che potrebbero aver raggiunto l’uomo di striscio. Un particolare che sarà chiarito dai rilievi del medico legale nell’esame autoptico che sarà eseguito domani.

 

foto 1

“Toro seduto” era già scampato ad un agguato particolarmente cruento, nel 2005, che aveva fatto scalpore in città per l’efferatezza e la dinamica: era stato raggiunto da alcuni colpi d’arma da fuoco al volto in pieno giorno nel quartiere Lido di Catanzaro. Bevilacqua fu costretto ad una serie di interventi per la ricostruzione del volto e da allora si era apparentemente defilato dalla gestione degli “affari”, sebbene la sua figura continuasse a rappresentare un punto di riferimento per i criminali di etnia rom di Catanzaro.

capomolla

 

L’agguato di questa mattina potrebbe essere la conferma definitiva che Catanzaro sia al centro di una guerra per il controllo del territorio da parte di cosche di ‘ndrangheta delle zone limitrofe alla città. Droga, traffico di armi e racket delle estorsioni sono infatti le ambite fonti di guadagno ad oggi appannaggio degli zingari, fonti che dopo il terremoto successivo agli arresti nella cosca Grande Aracri nel corso dell’operazione “Aemilia”, sarebbero diventate aggredibili da altre ‘ndrine sia della provincia di Catanzaro che di quella di Reggio Calabria. Sarà la Dda a indagare sull’agguato. Il fascicolo è già stato trasmesso dalla procura ordinaria a quella antimafia.

Alessandro Tarantino
a.tarantino@corrierecal.it