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Guccione non molla la giunta

LAMEZIA TERME «Paradossalmente il nuovo Statuto rischia di rivelarsi una trappola per Oliverio». Il copyright della battuta appartiene a un big del Pd ma incarna bene la situazione in cui si t…

Pubblicato il: 30/06/2015 – 14:24
Guccione non molla la giunta

LAMEZIA TERME «Paradossalmente il nuovo Statuto rischia di rivelarsi una trappola per Oliverio». Il copyright della battuta appartiene a un big del Pd ma incarna bene la situazione in cui si trova il governatore. Già, perché adesso che Forza Italia non ha la forza per premere sul referendum, non ci sono più alibi per il presidente della giunta: potrebbe teoricamente resettare tutto e nominare una giunta completamente rinnovata. Teoricamente, appunto. 

Le resistenze da vincere sono diverse. In cuor suo Oliverio sperava in un passo indietro di tutti i politici coinvolti nell’inchiesta su “rimborsopoli”. Così non sarà perché, giusto per rimanere alla mini-giunta varata a gennaio, Carlo Guccione non ha nessuna intenzione di mollare l’assessorato al Lavoro. «Renzi ha sempre detto che non ci si dimette per un avviso di garanzia. Perché adesso dovrebbe farlo lui?», è il refrain più inflazionato tra i suoi collaboratori. 

Guccione per il momento tace ed evita accuratamente ogni commento al riguardo. Quello che aveva da dire (ritiene di avere assolto al mandato affidatogli) sulla questione lo ha già confidato a Oliverio. Dunque, si va avanti così. Tra resistenze e voglia di ribaltare tutto. Se Guccione rimane altrettanto è intenzionato a fare Tonino Scalzo. Finora nessuna richiesta formale o informale di un passo indietro è stata fatta recapitare sulla scrivania del presidente del consiglio regionale. Del resto c’è chi non manca di far notare che le vicende sono sì legate ma pur sempre posizionate su due binari paralleli, essendo Scalzo al vertice di un organo legislativo e non esecutivo alla dipendenze del governatore.

C’è poi il capitolo delle correnti all’interno del Pd. Guccione e Scalzo sono rappresentanti di due importanti componenti dem: il primo è legato ai Giovani turchi di Orlando e Orfini, il secondo ai catto-renziani di Guerini e Delrio e in queste ultime settimane si è ritagliato il ruolo di principale interlocutore di Oliverio all’interno dell’area renziana. 

In questo gioco a incastri, che rischia di complicare maledettamente i piani di rottamazione di Mario Oliverio, si inserisce Vincenzo Ciconte. Formalmente il vicepresidente della giunta, subito dopo avere appreso del coinvolgimento nell’inchiesta della Procura di Reggio Calabria, ha rimesso il mandato nelle mani del governatore. «Attenzione alle parole – è la riflessione di un dirigente di primo piano del Pd – usate. Rimettere il mandato non equivale a presentare le dimissioni». Cosa vuol dire questo? Significa che Ciconte è disposto a fare un passo indietro soltanto se Guccione e Scalzo fanno lo stesso. Oliverio, comunque, ostenta tranquillità e assicura che all’inizio della prossima settimana la nuova giunta vedrà la luce. 

«Abbiamo bisogno di agire per aprire una nuova stagione. So che ci sono forze che spingono per confondere e condizionare ma su questo terreno non ci saranno sconti per nessuno. Io alla mia storia e alla mia vita non ci rinuncio». Dai nomi dei nuovi assessori si capirà fino a che punto il governatore avrà potuto tenere fede a questa promessa.

an. ri.

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