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Il problema non è Salvini ma chi lo invita

Il problema non è come accogliere Salvini a Catanzaro. L’accoglienza e l’ospitalità sono dei valori che fanno parte (ancora) del Dna del nostro popolo, dei principi umani che hanno costruito l’Euro…

Pubblicato il: 01/07/2015 – 8:14

Il problema non è come accogliere Salvini a Catanzaro. L’accoglienza e l’ospitalità sono dei valori che fanno parte (ancora) del Dna del nostro popolo, dei principi umani che hanno costruito l’Europa sulla Pace. I calabresi, i meridionali, sono riconosciuti per il calore con il quale ospitano ed hanno ospitato altri popoli, per questo la letteratura e il mondo della cultura in generale sono ricchi di opere al riguardo. Da ultimo il film “Benvenuti al Sud” che tra la commedia e l’ironia lancia un forte messaggio di integrazione tra due mondi distanti solo per volere di chi negli anni ha costruito muri ideologici e guerre di “sangue”.
Tra questi il partito rappresentanto da Salvini che nella migliore tradizione italica si presenta oggi come homo novus e che, facendo suo uno dei più famosi ritornelli napoletani “scordamose o passato”, oggi è amico del Sud. Il neo Salvini tutto rinnovato non ha però abbandonato l’ascia di guerra, perché sa bene che senza un nemico da “abbattere” lui non esisterebbe nemmeno (solo politicamente, si intende).

Il problema opposto che ha la sinistra che quando (quasi sempre negli ultimi decenni) si unisce lo fa solamente “contro” qualcosa o qualcuno ed inevitabilmente perde, fino a sparire. Il problema non è, dunque, Salvini che viene invitato come esperto in temi di sicurezza e immigrazione (sic!): è chi lo invita attribbuendogli questo titolo in barba ai nostri concittadini che hanno faticato e studiato, lavorato sul campo e nei “campi” per meritarselo. Il problema è un sindacato che si trasforma in sponsor politico, che abbraccia un politico che gli promette amicizia. Il problema sono le ruspe, che Salvini vorrebbe usare oggi contro i rom e che invece dovevano essere usate dal suo partito al Governo per ammodernare le strade, le ferrovie e le opere pubbliche necessarie al nostro progresso. Il problema siamo noi, che come al solito guardiamo il dito – Salvini – e non la luna: la miseria della politica da lui rappresentata, fatta di affari che nulla hanno da invidiare ai nostri consiglieri regionali, mazzette, infiltrazioni mafiose, mancanza di prospettive, livore contro i “diversi”. Salvini è uno di noi, è l’Italia, la Calabria, noi stessi: Benvenuto al Sud!

 

* segretario generale della Cgil di Catanzaro

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