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Oggi il 59esimo anniversario della tragedia di Marcinelle

ROMA Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 59esimo anniversario della tragedia di Marcinelle, ha inviato il seguente messaggio: «Nonostante siano trascorsi ormai quasi…

Pubblicato il: 08/08/2015 – 16:45
Oggi il 59esimo anniversario della tragedia di Marcinelle

ROMA Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 59esimo anniversario della tragedia di Marcinelle, ha inviato il seguente messaggio: «Nonostante siano trascorsi ormai quasi sessant’anni, il ricordo dei duecentosessantadue lavoratori che hanno perso la vita nella tragedia di Marcinelle è vivido e presente in tutti noi. Desidero esprimere, a nome mio personale e dell’Italia intera, la più sincera solidarietà ai familiari delle vittime della tragedia e salutare tutti coloro che mantengono vivo il ricordo del sacrificio dei minatori del Bois du Cazier. Il dramma che costò la vita a centotrentasei connazionali – aggiunge il Capo dello Stato – costituisce un doloroso monito per tutti coloro che hanno responsabilità di garantire la sicurezza del lavoro, in ogni Paese e in qualsiasi settore, affinché eventi tragici come quelli che oggi ricordiamo non abbiamo più a ripetersi è una battaglia di civiltà alla quale tutti dobbiamo contribuire, nella consapevolezza che anche prestando costante attenzione al tema della sicurezza sul luogo di lavoro, si potrà fermare e consolidare sempre più la dignità della persona umana. In questo spirito – conclude – rinnovo a tutti i presenti i miei sentimenti di commossa partecipazione e vicinanza».
«La tragedia di Marcinelle deve ricordare a tutte le Istituzioni, nazionali ed europee, che l’impegno comune per garantire a tutti i cittadini del continente migliori opportunità di lavoro e garanzie di sicurezza resta un obiettivo irrinunciabile del nostro sistema politico-economico», così il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. «L’8 agosto si ricorda la “Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo”, rendendo così indelebile, nella memoria del nostro Paese, la commemorazione dei 136 italiani che persero la vita – afferma Gentiloni – così come di tutti gli italiani emigrati vittime di incidenti sul lavoro».
«Aderendo all’appello della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Provincia di Catanzaro ricorda che la giornata dell’8 agosto è dedicata alla memoria della tragedia di Marcinelle». Lo afferma il presidente della Provincia di Catanzaro, Enzo Bruno, rispondendo all’appello rivolto dalla prefettura di Catanzaro su invito della Presidenza del Consiglio dei Ministri. «Si trattò – aggiunge – di un incendio che riempì di fumo tutto il pozzo minerario, provocando la morte di quasi tutti i presenti. L’incidente è quello che ha provocato il maggior numero di vittime tra gli italiani all’estero in tempo di pace nel dopoguerra. Una data scelta per ricordare i tanti nostri connazionali e corregionali che hanno perduto la vita nelle realtà nelle quali si erano recati per lavorare, con grande dignità e umiltà, per migliorare la propria condizione sociale. E più in generale, che ci offre l’occasione di richiamare all’attenzione e riflettere sui costi umani che sono connessi ad ogni migrazione. Una riflessione che dovrebbe portarci a guardare con occhio più attento e sensibile ai continui sbarchi che terminano sulle nostre coste, alle speranze che affogano nel Mediterraneo esattamente come 59 anni fa esplosero in una miniera di Carbone a Marcinelle. In osservanza dei valori affermati dall’articolo 1 della Costituzione della Repubblica Italiana – conclude – la Provincia di Catanzaro onorare la memoria delle tante vittime innocenti del lavoro italiano nel mondo».
«Il 59esimo anniversario della tragedia delle miniere di Marcinelle, ci riporta interamente il ricordo, ancora vivo, del dramma dei duecentosessantadue lavoratori, buona parte italiani, che vi persero la vita». Lo afferma, in una nota, il deputato del Pd Nicodemo Oliverio. «Emigrati in cerca di lavoro – prosegue Oliverio – per sopravvivere ad un momento difficilissimo per l’Italia, non sono più ritornati. Quella tragedia rappresenta un ricordo vivo come non mai, che va trasmesso alle nuove generazioni, perché sappiano che anche noi siamo stati migranti, che abbiamo subito le condizioni disumane del lavoro, con tante umiliazioni e insopportabili sacrifici. Questo ci aiuta a capire che mai nessuno popolo deve essere condannato a morte perché respinto, non accolto, rifiutato. Da Marcinelle ai giorni nostri – conclude Oliverio – deve essere forte la consapevolezza che i migranti hanno diritto ad essere sostenuti e accolti, non condannati a morte».

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