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I giovani scappano e il Sud è sempre più povero

Quando in una famiglia ci sono giovani laureati, i genitori quali consigli possono dare? Comprare i giornali dei concorsi, mandare curricula, far parlare coi potenti di turno? E se seguono i consig…

Pubblicato il: 12/08/2015 – 17:25

Quando in una famiglia ci sono giovani laureati, i genitori quali consigli possono dare? Comprare i giornali dei concorsi, mandare curricula, far parlare coi potenti di turno? E se seguono i consigli, fatta eccezione per la “raccomandazione”(anche perché «posti dietro una scrivania non ce ne sono più») che fanno? Aspettano. Aspettano quella risposta che non arriva mai, probabilmente perché anche in questi casi serve la “spintarella”. E ti ritrovi i figli in casa, dopo essere stati in giro a parlare con parenti, amici, conoscenti e colleghi per vedere di trovare insieme una soluzione. Una soluzione che, almeno per il momento, non si intravede all’orizzonte. Al di là – e speriamo bene – delle decisioni che prenderà Renzi, più che sollecitato ad intervenire in favore del Sud, non possiamo che considerare questi giovani, anche se non le uniche, come le vittime delle condizioni in cui versa il Mezzogiorno e la Calabria in particolare, dopo aver riflettuto sul rapporto Svimez. E a poco a poco, lasciano intendere ai genitori che vogliono andar via dalla loro Regione. Andare in giro per l’Italia e l’Europa alla ricerca di un lavoro che, dovunque, scarseggia, anche per i laureati, a meno che non si adattino a fare i camerieri, i portantini, gli scaricatori di valigie o di bagagli presso qualche albergo. E se così fosse, non guadagneresti neanche per poterti pagare le spese di vitto, alloggio e qualche spesa non voluttuaria.
In una inchiesta promossa dall’istituto Giuseppe Toniolo, in collaborazione con l’Università Cattolica e con la collaborazione delle fondazioni Cariplo ed Intesa San Paolo, è emerso che ben l’85% dei giovani meridionali si è dichiarato disponibile a trasferirsi in qualsiasi regione d’Italia e finanche all’estero per un buon 50%. L’inchiesta ha riguardato 5.000 giovani tra i 19 ed i 32 anni. Questo cosa induce? Che la disponibilità a spostarsi è più alta per quanti hanno un titolo di studio di buon livello. Questo, però, comporta che la “fuga” dei giovani laureati, per esempio dalla Calabria, contribuisce ad impoverire, quantitativamente e qualitativamente, la Regione di origine che, proprio perché povera, ha più bisogno di menti eccellenti perché si sollevi dalle sorti del destino in cui è stata lasciata precipitare. Il cane che si morde la coda. Parti e non sai se trovi lavoro, o il lavoro che cerchi, non parti e rimani a casa, a spese dei genitori e in attesa di una chiamata che difficilmente verrà, o ad oziare. La decisione di “fare i nuovi migranti”, di raggiungere il Nord ricco ed operoso, secondo l’Istituto Toniolo è legata alla mancanza di opportunità lavorative nella regione di origine, ma anche, quando c’è, alla scarsa qualità di lavoro che si potrebbe trovare al Sud, specie per i laureati di buon livello.
La bacchetta magica, dopo decenni di mancato interesse, non ce l’ha nessuno. Si può avere solo la buona volontà, la capacità di fare, l’azione, le sollecitazioni al governo. C’è da sperare che, come promesso da Renzi, il governo avvii il master plan per il Sud, come appena promesso, e avvii l’Alta velocità in Calabria. «Basta ai dibattiti», ha sostenuto infastidito Renzi, «zero chiacchiere» senza più alibi per nessuno. Il presidente della giunta regionale Oliverio, dal canto suo, convinto dall’assunto di Renzi, ha sostenuto che il piano per il Sud deve ripartire dalle infrastrutture e, tra queste, ha indicato la Zona economica speciale per Gioia Tauro, un progetto per la prevenzione idrogeologica, un’azione sulla fiscalità attraverso il credito d’imposta. L’istituzione di una task force sui fondi comunitari, per Oliverio, non può essere tralasciata. Insomma, proposte che diano certezze di vita. Ed ora c’è anche il disegno di legge per l’istituzione della Zes. Qualcosa si muove!

 

*Giornalista

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