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I nuovi contratti (senza concorso) di Calabria lavoro

CATANZARO Ancora assunzioni, ancora contratti a più zeri senza uno straccio di concorso negli enti strumentali della Regione. Stavolta è il turno di una delle società più importanti della Regione, …

Pubblicato il: 14/01/2016 – 15:35
I nuovi contratti (senza concorso) di Calabria lavoro

CATANZARO Ancora assunzioni, ancora contratti a più zeri senza uno straccio di concorso negli enti strumentali della Regione. Stavolta è il turno di una delle società più importanti della Regione, Calabria lavoro. I cui commissari straordinari, da maggio a novembre 2015, hanno messo sotto contratto decine di collaboratori facendo ricorso alla chiamata diretta. Consulenti, professionisti, esperti. E tanti soldi da sborsare: l’ultima infornata – secondo i dati in possesso del Corriere della Calabria – costerà circa 110mila euro alle casse della Regione. Risorse pubbliche destinate a pagare gli stipendi di lavoratori scelti in base a criteri discrezionali.

GLI SCANDALI Dopo lo scoppio dello scandalo fondazioni – con le centinaia di assunzioni pre-elettorali di Calabria etica e di Calabresi nel mondo – e le inchieste della magistratura, il governatore Mario Oliverio, da poco eletto, aveva promesso un rapido giro di vite e una riorganizzazione complessiva di tutti gli enti in house. Ma nel suo primo anno di mandato le cose non sembrano essere cambiate. Almeno per quanto riguarda Calabria lavoro, organismo che dovrebbe favorire le politiche attive per l’occupazione e per l’imprenditoria. Al momento a libro paga dell’ente figurano circa 300 collaboratori, tra dipendenti comandati da altri enti pubblici e lavoratori della legge 1, smistati in tutta la Calabria e in servizio in Regione, Comuni, Asp e Province. Ma i problemi riguardano soprattutto la governance, dal momento che, a partire dal 2014, al vertice di Cl si sono alternati ben tre commissari: Pasquale Melissari, Antonio De Marco e, da ultimo, Fortunato Varone.

I CONTRATTI I contratti intuitu personae sono stati firmati dai primi due (Varone si è insediato lo scorso 9 dicembre). Il primo risale al 26 giugno 2014 e porta la paternità di Melissari: un incarico di esperto informatico che si estende fino al 31 dicembre 2016, per un importo annuale pari a 23mila euro. Il 16 aprile 2015 tocca invece a De Marco, che nomina un altro consulente del lavoro fino al 31 dicembre dello stesso anno. Otto mesi di lavoro per una retribuzione complessiva di 20mila e 200 euro. Si arriva a luglio, quando il commissario stabilisce la proroga del contratto (fino alla fine del 2016) a favore di un “esperto giuridico”, per un compenso che supera i 28mila euro all’anno. Poi esistono anche problemi urgenti ma limitati nel tempo, ragion per cui è necessario reclutare professionisti del ramo senza passare da selezioni pubbliche. È il 22 maggio del 2015 quando il commissario conferisce altri incarichi (della durata di un mese) a tre esperti per il supporto a una manifestazione d’interesse per “l’utilizzo di soggetti disoccupati percettori di ammortizzatori sociali in deroga”. E allora via ad altrettanti contratti di 3.700, 2.600 e 1.700 euro.

IL “NUOVO” CORSO Il trend non cambia nemmeno quando Oliverio vara la nuova “giunta dei tecnici” e mette Federica Roccisano a capo dell’assessorato Lavoro, da cui arrivano tutte le direttive per Cl.
L’8 luglio scorso, ad esempio, De Marco sigla un contratto di collaborazione di soli tre mesi, per una retribuzione di poco inferiore ai 5mila euro.
Un’altra carrellata di contratti avviene pochi giorni dopo. Il commissario ha bisogno di assistenza tecnica per il progetto “Natura e turismo” e così nomina altri quattro collaboratori per un periodo di «30 giorni lavorativi», che valgono a ognuno di loro 3mila euro di stipendio (al lordo delle ritenute di legge).
L’ultima nomina, in ordine di tempo, avviene il 16 novembre, con un contratto in scadenza il 30 settembre 2016 a favore di un 37enne, Andrea Mazzei, scelto come “coadiutore amministrativo”, chiamato cioè a svolgere il lavoro di «fascicolazione, raccolta buste paga, fotocopiatura documentazione, controllo report dei lavoratori contrattualizzati» nella sede di Calabria lavoro a Reggio Calabria, in via Vittorio Veneto. Strano, perché in Regione c’è chi giura di aver visto Mazzei lavorare a stretto contatto proprio con l’assessore Roccisano, negli uffici della Cittadella regionale a Catanzaro.
Chissà cosa ne pensano il capogruppo del Pd in Consiglio Sebi Romeo (grande sponsor di Roccisano) e il governatore Oliverio. Saranno contenti del nuovo corso di Calabria lavoro?

Pietro Bellantoni
p.bellantoni@corrierecal.it

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