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Una commissaria "in deroga" per Arpacal

CATANZARO All’Arpacal non esiste nulla di più definitivo della precarietà. La vicenda della neocommissaria Maria Francesca Gatto, da questo punto di vista, potrebbe fare scuola. In teoria l’avvocat…

Pubblicato il: 01/03/2016 – 12:19
Una commissaria "in deroga" per Arpacal

CATANZARO All’Arpacal non esiste nulla di più definitivo della precarietà. La vicenda della neocommissaria Maria Francesca Gatto, da questo punto di vista, potrebbe fare scuola. In teoria l’avvocato che ha lavorato per molti anni come dirigente della Provincia di Cosenza avrebbe dovuto reggere il timone dell’Azienda per un mese o poco più, giusto il tempo di individuare, tramite avviso pubblico, il nuovo direttore generale. E invece di mesi ne sono passati tre, senza che di quel bando si sia ancora rivelata traccia.
Eppure il decreto di nomina della commissaria, firmato il 4 dicembre scorso dal governatore (ed ex presidente della Provincia di Cosenza) Mario Oliverio, specificava la natura temporanea dell’incarico, valido «fino alla nomina del direttore generale», a sua volta scelto tramite avviso pubblico, «da pubblicarsi entro 30 giorni».

PROCEDURA FERMA È la storia di Oliverio che smentisce se stesso: praticamente la Regione non ha nemmeno avviato l’iter per la selezione del nuovo dg. Poco male per la commissaria succeduta alla dimissionaria Sabrina Santagati. Gatto dunque potrà continuare a guidare l’Agenzia per la protezione dell’Ambiente con il tacito (?) imprimatur dello stesso governatore, che ne riconosce la professionalità fin dai tempi della sua presidenza nella Provincia brutia.
L’attuale numero uno dell’Arpacal è, insomma, una burocrate di fiducia, per cui non è poi così necessario andar di fretta, anche a costo di rendere carta straccia atti ufficiali.
Del resto le anomalie, in questa storia, non sono finite. Il decreto di nomina, infatti, non è mai stato pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione così come impone la prammatica. È il 139: sul Burc sono apparsi i precedenti e i successivi, ma quello no, non ancora. Perché?

GRANE Certo è che Oliverio avrà qualche gatta da pelare per via di questa vicenda. Come il Corriere della Calabria ha già avuto modo di raccontare, la nomina di Gatto è stata “segnalata” all’autorità Anticorruzione diretta da Raffaele Cantone. L’esposto è stato presentato dall’attuale direttore sanitario dell’Arpacal, Oscar Renato Ielacqua, che ha avanzato dubbi circa le necessarie competenze di Gatto in materia ambientale. Oliverio avrebbe cioè designato il nuovo commissario nonostante fosse «completamente privo della prescritta esperienza professionale quinquennale nel settore ambientale».

LA LEGGE In effetti nella deliberazione della giunta regionale del 24 novembre scorso, propedeutica al successivo decreto di nomina, Gatto viene “individuata” come commissario nel rispetto della legge istitutiva dell’Arpacal (la 20 del 1999), con un preciso richiamo all’articolo 11. Quello in base al quale il direttore generale (da equiparare alla figura del commissario) «è scelto tra persone laureate in possesso di comprovate competenze ed esperienze dirigenziali in organizzazioni complesse del settore ambientale, maturate per un periodo superiore al quinquennio». Al provvedimento è allegato anche il curriculum di Gatto, dal quale emerge la sua grande esperienza in campo giuridico (ha svolto diversi incarichi in qualità di funzionaria della Procura di Palmi) e culturale (è stata anche consulente scolastico della Provincia di Cosenza), così come la sua sostanziale “estraneità” alle questioni che attengono l’ambiente.

Pietro Bellantoni
p.bellantoni@corrierecal.it

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