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«Denunciate, non piegatevi»

REGGIO CALABRIA Sulla figura di Lapo Elkann si scatenano, da sempre, umori di segno contrapposto. Ma un punto fermo, comunque la si pensi, resta a suo carico all’indomani della sua permanenza in ri…

Pubblicato il: 16/03/2016 – 10:46
«Denunciate, non piegatevi»

REGGIO CALABRIA Sulla figura di Lapo Elkann si scatenano, da sempre, umori di segno contrapposto. Ma un punto fermo, comunque la si pensi, resta a suo carico all’indomani della sua permanenza in riva allo Stretto per presenziare all’inaugurazione dell’attività commerciale di Tiberio Bentivoglio in un bene confiscato alla ‘ndrangheta: ci ha messo la faccia. Basterebbe per mettere a tacere la ridda di commenti che impazza sui social? A quanto pare no ma, forse, è proprio questa la cifra del personaggio Lapo Elkann: discusso e discutibile per il suo stile di vita e quindi capace di attrarre su di sé la curiosità e l’attenzione di opinione pubblica e media. Riflettori che il rampollo di casa Agnelli ha voluto orientare al servizio della causa di Tiberio.
Una testimonianza di vicinanza, espressa sin dai primi momenti che seguirono l’attentato incendiario che colpì il magazzino del testimone di giustizia lo scorso 29 febbraio, che non è rimasta confinata nel “ring” dei social ma si è tramutata in un gesto concreto. Un gesto di amicizia per l’imprenditore divenuto simbolo della lotta al racket, non solo alle nostre latitudini.
Un gesto di attenzione per questa terra. Un invito perentorio rivolto a tutti gli imprenditori: «Denunciate, non piegatevi».
«Le parole sono sicuramente belle, ma contano i fatti. Il Sud e la Calabria non vengano usati come strumento per fini politici in campagna elettorale. Non serve parlare, ma bisogna agire – ha dichiarato Elkann a margine dell’evento inaugurale – come fa Tiberio ogni giorno e come fanno anche altri imprenditori che lottano per la legalità».
Semplice e diretto come il messaggio veicolato anche attraverso la sua pagina facebook. «Come sarà il 2016 – si legge nel post condiviso sul suo profilo – per la Calabria e i calabresi? La crisi economica attanaglia ancora la regione, i giovani continuano ad abbandonare la Calabria, dove ormai l’età media è di 50 anni e i pensionati sono il 40% della popolazione (1,9 milioni di abitanti). Questa in qualsiasi dizionario verrebbe chiamata involuzione. Per fortuna che il panorama non è sempre uniforme, ci sono infatti degli eroi che hanno deciso che si può fare business in Calabria e soprattutto che i benefici economici possono essere spesi sul territorio. Oggi sono qui proprio con uno di questi imprenditori, un eroe che lavora nel silenzio per non far morire, qui come altrove, il sogno italiano».

Manuela Foti
redazione@corrierecal.it

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