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Quei disoccupati più uguali degli altri

CATANZARO Anche nelle procedure a evidenza pubblica qualcuno rischia di essere più uguale degli altri. Anche quando le misure per sono pensate in funzione della «grave situazione che sta interessando…

Pubblicato il: 04/04/2016 – 11:14
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Quei disoccupati più uguali degli altri

CATANZARO Anche nelle procedure a evidenza pubblica qualcuno rischia di essere più uguale degli altri. Anche quando le misure per sono pensate in funzione della «grave situazione che sta interessando il sistema economico regionale, con la conseguente perdita di posti di lavoro e il massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali». Problemi che pesano come macigni sul futuro di migliaia di calabresi. E per i quali – o almeno per parte di essi – la Regione ha pensato di investire circa 15 milioni di euro. È il lavoro la sfida politica del futuro. E una delle misura immaginate per lenire le ferite del settore è la «manifestazione d’interesse per la selezione di 1000 lavoratori percettori in deroga o lavoratori disoccupati con pregressa esperienza formativa presso gli uffici giudiziari per un percorso di qualifica in grado di offrire maggiori opportunità lavorative». In fondo lo dice già il testo che ci sarà – nella selezione – qualcuno più uguale degli altri. Ma i criteri lo chiariscono in maniera definitiva. I destinatari sono «i lavoratori percettori in deroga che hanno acquisito lo status entro il 31 dicembre 2014 con decreto regionale e i lavoratori disoccupati con pregressa esperienza formativa presso gli uffici giudiziari». I secondo, come dicevamo, sono “più uguali” degli altri. 
I criteri di selezione, infatti, appaiono un po’ sbilanciati a loro favore. Le famiglie pesano 0,50 punti per ciascun familiare a carico, mentre per ogni mese di esperienza formativa maturato negli uffici giudiziari scatta un punto e la frazione di mese superiore a 15 giorni viene considerata per intero. Esempio: 4 mesi di esperienza in un ufficio giudiziario valgono quanto otto familiari a carico. I parametri presi come riferimento non mettono al primo posto il disagio familiare e sembrano voler “individuare” una tipologia ben precisa di lavoratori (seppur disagiati). Ce lo segnala, tra l’altro, un lettore: «Rientreranno nella selezione, ancora una volta, i soliti soggetti», cioè quelli che hanno già effettuato stage nelle Procure e nei Tribunali.
È un meccanismo già sperimentato, non direttamente dalla Regione ma da una delle sue società in house. “Azienda Calabria Lavoro”, infatti, ha provveduto, in passato, a selezionare, formare e poi riselezionare gli stessi lavoratori proprio in virtù delle esperienze già svolte. In tre momenti successivi, quelle attività riguardarono (in larga parte) le stesse persone. E lo schema potrebbe ripetersi anche adesso con la corsia preferenziale offerta dai criteri individuati per la scelta dei candidati.

IL BANDO Il bando nasce da un’esigenza manifestata dagli uffici giudiziari calabresi: quella di «continuare forme di collaborazione con la Regione Calabria con la finalità di potenziare le attività amministrative dei servizi giudiziari e di migliorare il servizio giustizia per i cittadini». Dunque, l’attività formativa ha una duplice funzione: assicurerà vantaggi al funzionamento dell’amministrazione della giustizia e darà la possibilità, ai lavoratori disoccupati, di essere avviati in percorsi di formazione, «svolgendo un’attività lavorativa di indubbia valenza socio – professionale e beneficiando di un indennità di partecipazione ai servizi formativi».
Gli uffici giudiziari e le istituzioni assimilate garantiranno la presenza di un tutor che accompagnerà il disoccupato nel percorso di formazione on the job, mentre le attività didattiche sono assicurate dalla Regione.
La durata del percorso formativo è di 24 mesi, da svolgere in massimo 20 ore settimanali (5-6 giornate lavorative) per tutto l’arco dell’intervento e secondo le modalità organizzative adottate dagli uffici nei quali viene prestata l’attività stessa. I candidati potranno inviare la documentazione richiesta per partecipare al bando entro le 14 del prossimo 20 aprile. E qualcuno è già (quasi) sicuro di entrare nel giro della formazione.

Pablo Petrasso
p.petrasso@corrierecal.it

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