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I cancelli della Fondazione Terina resteranno chiusi per protesta

LAMEZIA TERME È prevista per lunedì prossimo la protesta ai cancelli da parte dei dipendenti della Fondazione Terina. Nessuno potrà entrare, con conseguenti disagi per tutti gli enti e i privati ch…

Pubblicato il: 11/05/2016 – 14:54
I cancelli della Fondazione Terina resteranno chiusi per protesta

LAMEZIA TERME È prevista per lunedì prossimo la protesta ai cancelli da parte dei dipendenti della Fondazione Terina. Nessuno potrà entrare, con conseguenti disagi per tutti gli enti e i privati che hanno sedi e uffici all’interno del perimetro della Fondazione. Vogliono farsi sentire, vogliono essere ricevuti e ascoltati i 40 dipendenti di Terina, un ente che sta diventando un cappio, anche politico, sempre più stretto intorno al collo della Regione Calabria. Sei i mesi di stipendio arretrato per i lavoratori e una serie di tavoli tecnici e riunioni che non hanno portato, al momento, soluzioni concrete. L’ultimo incontro su Terina si è tenuto venerdì scorso, un tavolo interdipartimentale che ha visto riuniti l’assessore regionale al Bilancio e vicepresidente della giunta, Antonio Viscomi, il commissario della Fondazione, Tommaso Loiero, l’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Carmela Barbalace, l’assessore regionale al Lavoro, Federica Roccisano e il dirigente del dipartimento Agricoltura, Carmelo Salvino. È stato promesso il pagamento d’urgenza di due mensilità che non sono state ancora accreditate. Nessun accenno, nel corso della riunione, all’applicazione della legge regionale 24 del 2013 che impone il riordino degli enti regionali. Una soluzione a lungo invocata che prevede che parte degli enti ospitati da Terina, e quindi parte del personale, venga affidata ad altre strutture regionali. Una proposta che si è arenata senza produrre risultati concreti, impigliata nelle maglie della diplomazia regionale.

APPELLO AL MINISTRO MARTINA Nel giorno della visita a Catanzaro del ministro all’Agricoltura Maurizio Martina, il comitato dei lavoratori di Terina lancia un appello ponendo l’accento su quella che dovrebbe essere la mission della Fondazione: «La nostra condizione di assoluta precarietà nasce da un paradosso che un governo non dovrebbe permettere in una società civile. Deve sapere infatti che la Fondazione Terina è l’unico ente di ricerca in house providing della Regione Calabria, con laboratori che operano nel settore della ricerca e della sicurezza dei cibi e, in particolare, del paniere agroalimentare. Decine di milioni è costata questa autentica infrastruttura della ricerca agroalimentare. Ebbene, la Regione Calabria ha di fatto abbandonato questo ente; non lo utilizza, non lo valorizza. Il presidente Oliverio a fronte dei proclami pubblici di rilanciare il presidio e di metterlo al servizio dei produttori agricoli come la legge gli impone, si sta limitando solo ad alternare commissari straordinari senza nessun risultato. La conseguenza di tutto questo è la seguente: nel momento in cui il premier Renzi dichiara che l’agroalimentare deve essere un cardine per il “Patto per la Calabria”, la giunta Oliverio lascia morire milioni di attrezzature e di laboratori finalizzati alla sicurezza dei cibi. Senza contare che noi lavoratori avanziamo quasi sei mensilità. È un paradosso inaccettabile signor ministro, la preghiamo di intervenire. La Calabria non può fare a meno di un laboratorio che ci invidiano in tutta Europa». «Siamo ormai al disastro amministrativo – scrivono i lavoratori –. La mancata applicazione della legge di riforma di Terina ha provocato debiti, precarietà e una situazione di incertezza spaventosa».

LE PROMESSE DI OLIVERIO Lo scorso 18 marzo, nel corso di un incontro organizzato dal consigliere regionale Tonino Scalzo al cinema Umberto di Lamezia Terme, il governatore non ha avuto parole dolci per la gestione delle risorse della Fondazione. Riferendosi alle «risorse del territorio a partire da quella agroalimentare», Oliverio ha ribadito: «Siamo la seconda regione in quanto a produzione olivicola ma il nostro olio viene valorizzato altrove: solo il 9% dell’olio che produciamo viene imbottigliato in Calabria». Quello che Oliverio promuoveva era un «settore agroalimentare come settore di crescita di una industria moderna di innovazione tecnologica e di ricerca». È a questo punto che si riferisce a Terina come un centro di ricerca che deve «essere valorizzato e meglio utilizzato». «Noi abbiamo qui – ha aggiunto Oliverio – un centro di ricerca e di strumentazioni tecnologiche per quanto riguarda la tracciabilità dei prodotti agroalimentari che è all’avanguardia nel mondo. Quando Luigi Nicolais, (presidente del Cnr fino a febbraio scorso, nda) ha visto Terina ha detto: “Qui ci sono strumentazioni che non esistono nei centri più avanzati d’Europa”. Strumentazioni che noi dobbiamo mettere a frutto, che non possono essere lasciate lì. Questo centro di ricerca deve essere utilizzato a sostegno e a valorizzazione delle nostre produzioni agroalimentari. E in questa direzione stiamo lavorando facendo in modo che questo possa essere un laboratorio per i giovani ricercatori». Ma per il momento le parole e le promesse del governatore si scontrano con la dura realtà dei fatti.

Alessia Truzzolillo

a.truzzolillo@corrierecal.it

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