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“La Calabria com’era”, Oliverio inaugura la mostra di Panzarella

CATANZARO Il presidente della giunta regionale Mario Oliverio ha inaugurato questa mattina, presso la Sala museale della Cittadella regionale, alla presenza di numerosi cittadini, rappresentanti de…

Pubblicato il: 13/05/2016 – 14:25
“La Calabria com’era”, Oliverio inaugura la mostra di Panzarella

CATANZARO Il presidente della giunta regionale Mario Oliverio ha inaugurato questa mattina, presso la Sala museale della Cittadella regionale, alla presenza di numerosi cittadini, rappresentanti del mondo della cultura, appassionati e giornalisti, la mostra “La Calabria com’era”, curata da Antonio Panzarella, che resterà aperta fino al dieci luglio prossimo
«Con questa mostra, dedicata alla fotografia e ai fotografi tra l’800 e il ‘900 – ha detto Oliverio, presentando l’iniziativa – si avvia un percorso di valorizzazione del nostro patrimonio culturale di cui la sede della Regione sarà l’epicentro. La Cittadella regionale è, infatti, “la casa dei calabresi” e non si può pensare che essa sia priva di testimonianze della cultura di chi ci vive e lavora progettando il futuro. A volte, la difficoltà del presente può fa perdere la memoria dell’importante ruolo che questa terra ha avuto in passato, quando nel corso della storia è stata culla di progresso economico, tecnico e scientifico, di arte e civiltà, dando i natali, in ogni campo dello scibile, a menti illuminate che hanno dato al pensiero umano nuove visioni da esplorare. Per questo motivo è importante che questa sede prestigiosa abbia uno spazio dedicato alla cultura aperto ad incontri, mostre, concerti, spettacoli ed in cui, artisti, scienziati e persone di cultura possano trovarsi, confrontarsi e crescere. Questo nostro progetto – ha aggiunto il governatore – inizia con una mostra che riprende la verità di un passato relativamente recente, quando la fotografia era considerata pratica moderna, sperimentale, che si è evoluta sino a diventare oggi elemento costitutivo e imprescindibile della vita contemporanea di tutti. Si dice che “una immagine vale più di mille parole”. Le immagini hanno la capacità di proiettare chi le osserva immediatamente in un luogo, di trasmettere sensazioni, senza bisogno di un traduttore; è un linguaggio internazionale, e non a caso la fotografia è definita l’ottava arte. Inaugurando questa mostra diamo quindi il via ad un percorso di strategia culturale e ad un viaggio nel passato della Calabria; una proiezione “vintage” ricca di fascino, nella quotidianità della nostra terra attraverso la fotografia. Lo spaccato che emerge dalle fotografie presenta una Calabria fatta di fatica, sacrifici e stenti ma anche di valori positivi e di tanta dignità. Una terra aspra, sempre difficile, dove il futuro si costruiva solo con la forza delle braccia ed era segnato da momenti laceranti come l’emigrazione. Attraverso la fotografia la famiglia manteneva spesso un filo di unità e di intimità. In queste immagini sta la radice del valore dell’accoglienza e della solidarietà di cui la nostra terra oggi è largamente testimone».
«La mostra, quindi – ha proseguito Oliverio – offre al mondo contemporaneo, ai nostri giovani e alle nostre ragazze, un percorso di valori e sentimenti attraverso le immagini del tenace lavoro dei contadini, degli operai durante la costruzione di strade e ponti, di donne fiere in costumi ricchi di ricami dorati e la timidezza di giovani coppie. Un mondo fatto di lotte quotidiane, sentimenti e valori legati all’economia rurale, un’economia semplice, ma ricca di tanta positività e sincerità».
«Ricostruire la Calabria del passato, la “Calabria com’era”, ritornare al passato – ha concluso Oliverio – poteva avvenire solo attraverso la fotografia che è lo strumento migliore per fermare momenti di vita e di consuetudini e, di questo, rendiamo merito alla “Fondazione Archivio Storico Fotografico della Calabria” e al curatore Antonio Panzarella, che ha fatto un lavoro meticoloso, paziente e pregevole su tutto il territorio regionale, formando un archivio unico e inestimabile che noi mettiamo a disposizione di studiosi, scrittori, scolaresche, studenti e di quanti vogliono approfondire la conoscenza della nostra storia».

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