Corruzione, da sindaco e assessori “tangenti” su sagra e appalti
Inchiesta nata dopo l’intimidazione subita nel 2024 dal primo cittadino

Un presunto sistema di malaffare radicato all’interno del Comune di Sommatino. È il quadro che emerge dall’inchiesta “Scacco”, coordinata dalla Procura di Caltanissetta e condotta dai carabinieri, che ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di applicazione di misure cautelari nei confronti di sei persone. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di concussione, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione per l’esercizio della funzione e induzione indebita a dare o promettere utilità.
Le misure cautelari
Il gip ha disposto gli arresti domiciliari per il sindaco dimissionario Salvatore Letizia e per l’imprenditore di Favara Diego Caramazza. Per il dipendente comunale Roberto Alotta è stata applicata la misura interdittiva della sospensione dall’esercizio di pubblico ufficio per un anno. Divieto di esercitare la professione di architetto e di contrattare con la pubblica amministrazione per un anno per Calogero Vendra. Divieto di esercitare l’attività di impresa nel settore edilizio per Luigi Pulci, mentre per Lorenzo Pulci è stato disposto il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, salvo che per ottenere prestazioni di pubblico servizio, per la durata di dodici mesi. Nei confronti di altri due indagati per concussione, la vice sindaca Castellano e l’assessore Rumeo, il gip ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza, ma non ha applicato misure cautelari alla luce delle loro dimissioni. Nei confronti del sindaco è stato inoltre disposto il sequestro preventivo di 15mila euro, somma che secondo l’accusa avrebbe ricevuto dall’imprenditore Diego Caramazza.
L’inchiesta nata dopo l’intimidazione al sindaco
Le indagini erano state avviate dopo l’atto intimidatorio subito nella notte del 9 maggio 2024 dall’allora sindaco di Sommatino, quando ignoti esplosero diversi colpi d’arma da fuoco contro la sua autovettura. Da quel momento i carabinieri del Nucleo investigativo di Caltanissetta hanno sviluppato un’attività investigativa tra luglio 2024 e ottobre 2025, attraverso intercettazioni, videosorveglianza, servizi di osservazione, controllo e pedinamento, acquisizioni documentali e audizioni di persone informate sui fatti. Secondo l’impostazione accusatoria, le indagini avrebbero fatto luce su dinamiche illecite che sarebbero andate dalle richieste di denaro rivolte a piccoli commercianti fino alla manipolazione delle procedure di affidamento di appalti pubblici.
I soldi chiesti agli espositori della Sagra dell’Agricoltura
Uno dei filoni riguarda la Sagra dell’Agricoltura del novembre 2024. In quella occasione, secondo la Procura, l’allora sindaco, la vice sindaca e l’assessore al Turismo si sarebbero presentati a commercianti ed espositori chiedendo il pagamento in contanti di somme variabili, tra 40 e 150 euro al giorno, per garantire l’erogazione dell’energia elettrica e lo svolgimento delle attività. In caso di rifiuto, secondo l’accusa, sarebbe stato prospettato il distacco della corrente elettrica e, implicitamente, possibili ritorsioni o ostacoli in occasione di successive manifestazioni. Il giro di contanti raccolto nel corso dell’evento viene stimato in circa 11mila euro.
Il filone dei lavori pubblici
Un altro capitolo dell’inchiesta riguarda la presunta gestione illecita del settore Lavori pubblici, che ruoterebbe attorno alla figura del responsabile pro tempore dell’area tecnica e Rup. Al funzionario vengono contestati più episodi corruttivi. Tra questi, una presunta richiesta di 50mila euro per i lavori di consolidamento del costone roccioso di contrada Sant’Anna, intervento dal valore di 981mila euro. Il reato, secondo quanto ricostruito, non si sarebbe consumato per il rifiuto dell’imprenditore coinvolto, che avrebbe ritenuto eccessiva la richiesta economica. Un’ulteriore tangente, pari a 5mila euro, sarebbe stata invece chiesta per la realizzazione di un asilo nido.
Villa Garibaldi e cimitero: la tangente da 45mila euro
Nell’ordinanza il gip ha riconosciuto i gravi indizi di colpevolezza anche su un presunto accordo corruttivo tra il sindaco, il responsabile dell’Ufficio tecnico e un professionista esterno. Secondo l’accusa, i tre avrebbero ricevuto una tangente complessiva di 45mila euro, suddivisa in tre quote da 15mila euro ciascuna, da un imprenditore dell’Agrigentino. Al centro dell’accordo ci sarebbero stati i lavori alla Villa Garibaldi e la promessa dell’affidamento dell’intervento di adeguamento del cimitero. Per aggirare le norme del Codice degli appalti, gli indagati avrebbero mantenuto separate le procedure, così da evitare il superamento della soglia di rilevanza comunitaria dei 150mila euro.