COMUNALI 2016 | Il Pd di Renzi e Magorno va giù
LAMEZIA TERME Si stava meglio quando si era bersaniani e commissariati. L’ultima tornata elettorale in Calabria riserva molte amarezze a Matteo Renzi e al suo fedelissimo segretario regionale, Ernest…

LAMEZIA TERME Si stava meglio quando si era bersaniani e commissariati. L’ultima tornata elettorale in Calabria riserva molte amarezze a Matteo Renzi e al suo fedelissimo segretario regionale, Ernesto Magorno. I dati sulle amministrative dicono che dappertutto il Pd perde consensi rispetto alle ultime elezioni, quando a guidare il partito era Bersani e, a livello regionale, il commissario Adriano Musi. La rivoluzione di Renzi e Magorno ha segnato una decrescita di consensi su cui i maggiorenti calabresi dovrebbero fare qualche riflessione.
A COSENZA A spiccare è il dato di Cosenza. Pur escluso dal ballottaggio che avrebbe incoronato (per la prima volta) Mario Occhiuto, nel 2011 il Pd di Salvatore Perugini riuscì a raggiungere l’8% dei consensi, con 3.332 voti. Ieri i dem di Carlo Guccione non si sono spinti oltre il 6,99%, pari a 2.820 preferenze, con la perdita di un punto percentuale e di 500 voti in 5 anni.
A CROTONE Il Pd indietreggia anche a Crotone. L’ex sindaco Peppino Vallone, nel 2011, aveva spinto i dem fino al 16,69%, per un totale di 5.865 voti. Con Rosanna Barbieri, che dovrà affrontare il ballottaggio con Ugo Pugliese, il partito si è fermato al 13,21% (3.787). Il nuovo corso delle segreterie, nazionale e regionale, non ha insomma fatto bene al partito che in Calabria comunque guida la Regione con Mario Oliverio. Che, guarda caso, è – o forse era – un bersaniano di primo pelo.
NEI PICCOLI COMUNI Potrebbero essere significativi pure alcuni dati relativi ai Comuni più piccoli. A Cutro, per esempio, il candidato a sindaco del Pd, Domenico Colosimo, è arrivato quinto, con il 13% dei voti. A Cassano allo Ionio, invece, Giovanni Papasso rivince con il 60% delle preferenze pur con un risultato deludente del partito di Renzi e Magorno: quarto con l’8%, dietro due civiche e preceduto perfino dal Psi.
Anche a Rossano le definitive valutazioni politiche dovranno essere posticipate fino al ballottaggio tra Stefano Mascaro ed Ernesto Rapani. Ma che il Pd non abbia dato di sé lo dimostra il secondo posto, con il 9% dei voti, nella strana coalizione che sostiene Mascaro, dietro alla lista civica “Il coraggio di cambiare” del consigliere regionale di centrodestra Giuseppe Graziano.
NESSUNA LISTA Discorso a parte meritano le province di Reggio e Catanzaro. Il simbolo del Pd non compare in nessuno dei Comuni tornati al voto, rispettivamente 22 e 14. Forse il segno che il brand non funziona più come in passato.
I dem possono sorridere solo a Filadelfia, in provincia di Vibo. Qui il Pd del neo sindaco Maurizio De Nisi ha raggiunto la vetta del 68%. Un successone. Ma è improbabile che Renzi e Magorno esultino.
Pietro Bellantoni
p.bellantoni@corrierecal.it