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«Il "sistema Occhiuto" messo a nudo dal prefetto Carbone»

COSENZA È finito il “mistero”. Dal primo consiglio comunale sono passati quasi tre mesi. E già il 27 luglio la Grande Cosenza chiedeva verifiche sulle relazioni inviate dal commissario Angelo Carbone…

Pubblicato il: 10/10/2016 – 10:38
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«Il "sistema Occhiuto" messo a nudo dal prefetto Carbone»

COSENZA È finito il “mistero”. Dal primo consiglio comunale sono passati quasi tre mesi. E già il 27 luglio la Grande Cosenza chiedeva verifiche sulle relazioni inviate dal commissario Angelo Carbone al ministero dell’Interno dopo la sua gestione transitoria del Comune di Cosenza. Carbone si era insediato dopo la decadenza di Mario Occhiuto. E, al termine della propria permanenza a Palazzo dei Bruzi, aveva sollevato qualche perplessità sulla gestione della macchina amministrativa. Oggi quelle carte sono pubbliche. Carlo Guccione e Damiano Covelli le hanno raccontate in una conferenza stampa all’hotel Link moderata dal giornalista Alfonso Bombini. E il consigliere regionale del Pd (e sfidante del sindaco) ha sottolineato che «il prefetto Carbone ha rilevato fatti rilevanti sotto il profilo penale e possibili danni erariali. All’ex segretario comunale sarebbero state liquidate somme che non potevano essere concesse sia per consulenze che per ferie non godute. Si parla di svariate decine di milioni di euro. E un altro fascicolo riguarda la gestione degli appalti. Secondo il funzionario ministeriale sarebbe in dubbio la legittimità di numerosi affidamenti effettuati in violazione ed elusione delle leggi che disciplinano i lavori per i quali è possibile l’affidamento diretto». Siamo al frazionamento degli appalti, motivo per il quale la Procura di Cosenza ha aperto un’inchiesta che vede tra gli indagati dirigenti comunali e imprenditori. «Sono vicende gravi – spiega Guccione – perché riguardano due settori nevralgici del Comune: il personale e i lavori pubblici. Non spetta a me avventurarmi in considerazioni. Credo che il prefetto Carbone sia al di sopra di ogni sospetto, dico però che si deve fare chiarezza».
I consiglieri della Grande Cosenza (ai quali si è affiancata la consigliera del Psi Alessandra Mauro) hanno, però, in mano un altro “asso”. Che riguarda le casse del Comune. È sempre Guccione a elencare le perplessità che emergono da una relazione dei revisori dei conti: «Ci sono pignoramenti presso la tesoreria per 20 milioni di euro, un lungo elenco di nomine di commissari ad acta da parte del Tar a seguito di mancati pagamenti: anche in questo caso siamo davanti a un possibile danno per le casse del comune». Ma il problema più pesante è quello della riscossione: «Il Comune progettava di portare la riscossione dei tributi al 90%. Ad oggi è ferma al 14,49%. È uno scostamento che può mettere in discussione il Piano finanziario pluriennale, assieme agli effetti contabili del debito fuori bilancio, per il quale ci chiediamo se esistano le coperture necessarie. E se salta il Piano finanziario il Comune rischia il dissesto». Tutte queste obiezioni, la Grande Cosenza le ha raccolte e girate all’Autorità nazionale anticorruzione al ministero dell’Economia e delle Finanze.
Mette in fila dubbi e prefigura problemi, l’opposizione. E lo fa perché adesso c’è. «Occhiuto, forse – chiude il consigliere regionale – non è abituato ad avere un’opposizione, per questo il suo nervosismo è aumentato. Noi ci siamo, stiamo sul pezzo ed entriamo nel merito dei problemi. Siamo all’opposizione, ma solo temporaneamente».

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