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Case Aterp a Lamezia, nuova denuncia dell’Udc

LAMEZIA TERME Il vano dell’ascensore è un buco pieno di immondizia. Le porte sono state “sigillate” alla meno peggio dagli stessi condomini per evitare tragedie ma in alcuni casi sono buchi aperti …

Pubblicato il: 17/10/2016 – 18:25
Case Aterp a Lamezia, nuova denuncia dell’Udc

LAMEZIA TERME Il vano dell’ascensore è un buco pieno di immondizia. Le porte sono state “sigillate” alla meno peggio dagli stessi condomini per evitare tragedie ma in alcuni casi sono buchi aperti nel vuoto. Chi è afflitto da un handicap o è anziano o malato rischia di essere costretto a una galera forzata in casa. Questa è la vita nelle case Aterp dette “Ciampa di Cavallo” di Lamezia Terme. Per la seconda volta la denuncia arriva da Giancarlo Nicotera e Pasquale Di Spena del gruppo consiliare Udc. «La disattenzione che l’Aterp nutre nei confronti dei residenti della “Ciampa di Cavallo” di Lamezia Terme è davvero assurda e non concepibile in relazione a quelli che sono, o meglio dovrebbero essere, i compiti, le funzioni e gli obblighi di questo ente», scrivono. «Potrebbe, quindi, apparire strano che si possa ancora provare stupore nel denunciare quanto accade – a causa delle omissioni dell’Aterp – a scapito di coloro che abitano in questo complesso immobiliare non solo in riferimento alla qualità della vita dei residenti, ma anche e soprattutto alla loro sicurezza». «Siamo entrati di sera in uno di questi stabili e siamo stati costretti a salire le scale al buio perché la luce non esisteva, o meglio esisterebbe ma non funziona. Costretti a salire per i pianerottoli con la luce del telefonino in mano, abbiamo scorto inverosimili aperture nelle porte dell’ascensore, mai ovviamente messo in funzione, anzi solo previsto ma, a quanto appare, mai acquistato. Ciò che ci ha fatto rabbrividire non è stato il mancato funzionamento dell’ascensore più volte denunciato, ma la rottura e la parziale inesistenza di alcune porte e la facile possibilità di aprirne alcune. Il pericolo per un bambino che sfuggisse all’attenzione dei genitori, o ancora che nell’ingenuità dell’età si lasciasse andare a curiosità o giochi pericolosi, è massimo ed assurdo».

aterp 2

«La domande che poniamo agli amici dell’Aterp – prosegue la nota – sono poche e forse brutali, ma sicuramente immediate: quanto vale la vita di un bambino che abita alla “Ciampa di Cavallo”? Esistono bambini di serie A e bambini di serie B? Com’è possibile consentire che ogni giorno qualcuno metta a repentaglio la vita, rischiando di cadere nel vuoto della tromba dell’ascensore? Com’è possibile che alcune porte dell’ascensore siano facilmente apribili ed altre siano quasi inesistenti? Se una persona dovesse cadere nel vuoto della tromba dell’ascensore potrebbe morire o subire gravissime lesioni per sempre. Certo, se dovesse accadere in tanti si straccerebbero le vesti ipocritamente, ma tutto ciò non permetterebbe di tornare indietro. Ed allora, amici dell’Aterp, perché permettere che i bambini di questa città e in particolare della “Ciampa di Cavallo ” possano correre tali inusitati rischi? È da anni che ci poniamo domande sull’effettiva funzione e sull’utilità dell’Aterp senza trovare risposte positive, speriamo in un’ inversione di rotta basata sui fatti e non sulle vane parole…».

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