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Ma la Cardiochirurgia di Reggio è un'eccellenza

Caro direttore,ho voluto scrivere perché, come mi hanno insegnato, le lampade vanno poste in alto perché possano far luce. Vi voglio raccontare la mia esperienza, non di medico, ma di paziente, che…

Pubblicato il: 20/01/2017 – 19:52
Ma la Cardiochirurgia di Reggio è un'eccellenza

Caro direttore,
ho voluto scrivere perché, come mi hanno insegnato, le lampade vanno poste in alto perché possano far luce. Vi voglio raccontare la mia esperienza, non di medico, ma di paziente, che ho vissuto, dal 29 dicembre 2016 al 16 gennaio 2017, presso gli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria.
Premetto che non scriverò nulla delle cose che non mi sono piaciute, per scelta e perché penso siano arcinote…
Ma racconterò solo quello che mi ha profondamente colpito positivamente.
Tutto è cominciato da un controllo per un malessere più o meno importante che mi ha fatto incontrare, come paziente, prima papà Alfredo Postorino e poi la sua gentilissima figlia Claudia, cardiologa anche lei.
È stata proprio la caparbia decisione di questa professionista che mi ha “costretto”, nonostante i dubbi rilevati dagli esami, a rivolgermi al servizio di emodinamica cardiologica degli Ospedali Riuniti di Reggio.
Un giovane cardiologo, Roberto Postorino, con il garbo di un gentleman, mi accoglie e mi spiega che l’esame coronarografico mi sarà fatto il giorno seguente, rassicurandomi sull’esecuzione e sulla semplicità dell’esame.
I professionisti, credetemi, si riconoscono subito. 
La mattina successiva, di buon’ora, sono già in sala: rapida preparazione e, quasi senza accorgermene, l’esame è finito.
Subito la sentenza: «Prima la notizia buona: sei combinato male; poi quella meno buona: ti devi operare».
E subito il dottor Roberto Postorino incalza: «Ti vuoi operare qui? Decidi!».
Quello sguardo rassicurante mi fa rispondere subito di sì. E lui: «Bene… vado a parlare con il cardiochirurgo».
Dopo nemmeno mezz’ora accanto al mio letto la presenza di colui che si sarebbe presentato come il dottor Pasquale Fratto, cardiochirurgo, direttore dell’ unità operativa di cardiochirurgia. «… bene, il collega mi ha presentato il caso, domani la trasferiamo in reparto e poi si decide per l’intervento».
A Dio mi ero affidato da subito; in quel momento decidevo di affidarmi anche al dottor Fratto, quale suo strumento. Lo comunicai a mia moglie con entusiasmo, senza paura, e lei subito mi incoraggiò nella decisione, dal momento che manifestavo, inoltre, l’ottima impressione che ne avevo avuto.
Il giorno dopo ero in cadiochirurgia. Ad accogliermi 2 infermieri che si prendono cura di me come di un bambino. Garbo, dolcezza, silenzio. Fanno il loro lavoro, ma si sente che è il lavoro che vogliono fare… non solo per il “27”.
L’accoglienza continua, il Dr Fratto mi illustra il programma e partono con i primi esami.  Pomeriggio arriva Lei: la Dott.ssa Pedrazzini.  Si presenta. Mi visita. Mi spiega in che cosa consisterà il suo lavoro.  Alla fine mi dice che si dovrà aspettare qualche giorno per una difficoltà respiratoria che potrebbe originare dei problemi. L’incontro con la dottoressa Pedrazzini è di quelli  che non dimentichi…  Ti dà subito l’impressione che dietro quella gentile figura di donna c’è il carattere di una professionista forte, decisa, preparata: altra fiducia conquistata!!
Ero proprio capitato bene!! Quello che è successo dopo, cioé l’intervento, le cure e la dimissione, fa parte della mia vita privata di malato e di paziente.
Ma quello che voglio scrivere, per concludere, è che la riflessione cui sono stato indotto è che queste persone, questi professionisti, sono venuti qui, da noi, a Reggio, nel profondo Sud per dare esempio di dedizione al lavoro, abnegazione, passione, attenzione verso la persona-paziente. Più volte mi hanno fatto sorridere le arrabbiature della Pedrazzini a causa di alcune vicende inammissibili ma cronicamente ineluttabilmente accettate, ma da lei affrontate fino alla soluzione.
Concludo: il nostro nosocomio ha tante eccellenze: Chirurgia generale diretta dal dottore Salvatore Costarella, Ematologia, Neurochirurgia, Oncologia etc; oggi ne ha una in più: Cardiochirurgia. Tutti dobbiamo lavorare affinché quello che vale venga sempre più valorizzato ed evidenziato in modo che ci si innamori sempre più del proprio lavoro; che ci renderà persone civili in grado di promuovere civiltà per noi ed intorno a noi.
p.s. Non per piaggeria… ma voglio esprimere il mio grazie personale al direttore generale Frank Benedetto, che per fortuna sua e nostra, per capacità o per qualunque ulteriore altra ragione, è riuscito a portare a compimento quello che tanti hanno nel tempo provato a realizzare… e oggi ha evitato a me, ed a tanti altri in futuro, di girovagare per la Calabria e per l’Italia.
Grazie di “cuore”!

*Medico di periferia Reggio Calabria

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