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Fi: «Il report? Sembrava di essere in Corea del Nord»

«Più che a Germaneto sembrava di essere in Corea del Nord, con un piccolo proscenio di colonnelli e un protagonista incapace di leggere la realtà». È quanto si legge in una nota del coordinamento r…

Pubblicato il: 31/01/2017 – 15:32
Fi: «Il report? Sembrava di essere in Corea del Nord»

«Più che a Germaneto sembrava di essere in Corea del Nord, con un piccolo proscenio di colonnelli e un protagonista incapace di leggere la realtà». È quanto si legge in una nota del coordinamento regionale di Forza Italia. «In questi due anni Oliverio – spiega la nota – ha già nominato due giunte, la prima caduta per motivi giudiziari, e ha fatto del particolarismo il suo modus operandi. Bandi regionali ritirati, piani operativi macchinosi, ritardi cronici su ogni settore della vita sociale, gestione della sanità esclusivamente conflittuale. La sua popolarità è scesa ai minimi, la sua azione politica non è mai stata propulsiva». «Oliverio – proseguono i forzisti – si è appiattito sul governo nazionale e ha dato prova di una pachidermica incapacità progettuale. Ha piazzato i fedelissimi dappertutto, ha ignorato gravissime questioni morali ed etiche riguardanti alcuni uomini nominati ai vertici della sanità. La spesa comunitaria ha percentuali irrisorie in un contesto di crisi acuta dell’economia». «Il suo programma roboante che prevedeva il reddito minimo garantito è rimasto lettera morta. Non un punto tra i tanti enunciati in campagna elettorale è stato portato a termine. Sulle clientele ci sarebbe tanto da dire – conclude la nota di Fi – atteso che ogni centimetro della Regione è stato diviso con il manuale Cencelli, promuovendo a manager di società partecipate, esponenti di partito senza alcuna competenza. Il bilancio di questi primi due anni ha come risultato la bancarotta politica: la Calabria ha bisogno di altro e di altre persone per voltare veramente pagina?».

WANDA FERRO: PROPAGANDA POCO RIUSCITA «Il lungo comizio di Oliverio davanti a numerosi rappresentanti politici ed istituzionali e ad una ancora più numerosa schiera di truppe cammellate fatte arrivare da mezza Calabria, è stata una poco riuscita opera di propaganda che certo non può impressionare i tanti calabresi che, contrariamente a quanto vogliono far credere suggestivi filmati, vivono quotidianamente sulla propria pelle una realtà di assoluto immobilismo in ogni settore cruciale per lo sviluppo della regione». È quanto afferma, in una nota, Wanda Ferro, consigliere regionale e vice coordinatrice di Forza Italia Calabria. «D’altronde, l’esigenza avvertita da Oliverio di fare un resoconto di metà mandato – prosegue Ferro – nasce dalla consapevolezza che i calabresi non hanno alcuna percezione di cambiamento e di prospettive di crescita. Se un presidente amministra bene, i cittadini lo vedono da sé, non hanno bisogno che qualcuno gli racconti attraverso effetti speciali e colori ultravivaci ciò che non si vede ad occhio nudo. La realtà è quella di un buio completo calato sulla Calabria fin dall’insediamento del governo di centrosinistra. Perché Oliverio, durante il suo lunghissimo e appassionato intervento, non ha trovato modo di parlare della sentenza del Tar che ha accolto il ricorso presentato dagli ex componenti del Comitato di gestione del Credito sociale contro il provvedimento di revoca del loro mandato, che di fatto ha bloccato per un anno il piano per la concessione di prestiti ai cittadini calabresi che versavano in situazioni di difficoltà economica? Anche su temi così delicati, così come in tutti gli altri settori, la Regione è completamente ferma, immobile, come sanno bene tutti i rappresentanti della realtà regionale, dal mondo economico alle fasce più disagiate. Una Calabria frenata anche da quelle forze contrarie al rinnovamento che lo stesso Oliverio ha ammesso aver sostenuto, almeno in parte, la sua elezione». «Oliverio si è sentito in dovere – sostiene ancora Ferro – di rimarcare più volte il suo impegno per la legalità, che dovrebbe essere una precondizione dell’azione amministrativa, anche nei confronti di coloro che l’hanno sostenuto puntando in realtà ad obiettivi tutt’altro che nobili. Il governatore dice di non volere lasciare spazio a queste istanze di conservazione, ma credo che in questo senso il suo governo sia nato male fin dall’inizio, fin dal momento in cui Oliverio ha scelto di affrontare la campagna elettorale alla guida di un caravanserraglio che conteneva tutto e il contrario di tutto, e ospitava soprattutto una numerosa truppa di quei transfughi e voltagabbana pronti ad affiancarsi a chi offre di più, e che rappresentano uno dei peggiori mali della Calabria. Certo, non è mai troppo tardi, ed è apprezzabile l’idea di Oliverio di condividere con il ministro dell’Interno Marco Minniti un protocollo per la legalità per bloccare sul nascere eventuali appetiti illegali sull’attività della giunta e sulla spesa delle risorse: sono certa che la competenza e l’attenzione di Minniti su questi temi saranno di straordinario supporto alla Regione». «Per il resto – conclude Wanda Ferro – le poche cose realizzate e pomposamente rivendicate dal governatore, i tanti “si può fare” anziché “si è già fatto”, non possono certo nascondere una realtà di ritardi e occasioni perdute. La presentazione del report è stata una iniziativa autocelebrativa, che non può certo nascondere la realtà di un governo regionale che ha deluso e tradito la larghissima fiducia che gli era stata data dai cittadini calabresi per un cambiamento che, trascorsi due anni, non accenna neppure ad iniziare».

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