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LA REPLICA

Tributi a Rende, l’Amministrazione replica al Pd: «Sulla rottamazione zero sanzioni e zero interessi»

Dopo le critiche di Morelli sul regolamento delle entrate comunali, la maggioranza difende le modifiche approvate in Consiglio: «Rate lunghe sugli accertamenti futuri premierebbero chi sceglie di non…

Pubblicato il: 06/07/2026 – 23:04
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Tributi a Rende, l’Amministrazione replica al Pd: «Sulla rottamazione zero sanzioni e zero interessi»

RENDE Dopo le critiche del segretario cittadino del Pd Ettore Morelli sul nuovo regolamento generale delle entrate tributarie del Comune di Rende, arriva la replica dell’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Sandro Principe. Morelli aveva contestato le modifiche approvate dal Consiglio comunale il 27 febbraio 2026, sostenendo che le nuove norme rischierebbero di penalizzare i cittadini e chiedendo all’esecutivo municipale di fare «un passo indietro». Per l’Amministrazione, invece, la modifica del regolamento delle entrate comunali, approvata insieme al regolamento sulla definizione agevolata, rappresenta «l’ennesimo risultato ottenuto» in attuazione del programma elettorale. Nella nota, Palazzo di città contesta le dichiarazioni del neosegretario dem, definite «imprecise e fuorvianti», e sottolinea che la minoranza, «in particolare i consiglieri riconducibili al suo partito», avrebbe espresso voto favorevole in aula. Il punto centrale della replica riguarda il nuovo articolo 18 del regolamento, oggetto delle critiche del Pd. L’Amministrazione chiarisce che la norma disciplina le dilazioni degli accertamenti esecutivi, cioè gli atti con cui vengono contestate le violazioni, e vale dal 2026, «anno in cui non c’è ancora nulla da accertare». Diverso, secondo la maggioranza, è il tema del pregresso, coperto invece dalla definizione agevolata. «Il Comune – si legge nella nota – ha aderito alla rottamazione dei carichi fiscali nella misura più ampia possibile». I termini per aderire alla definizione agevolata restano aperti fino al 31 luglio e riguardano ingiunzioni e accertamenti emessi fino al 31 dicembre 2025, omessi versamenti e omesse dichiarazioni. Secondo l’Amministrazione, il meccanismo consente di pagare «la sola imposta originaria» con «zero sanzioni e zero interessi». Palazzo di città rivendica anche la struttura delle rateizzazioni previste dalla definizione agevolata: fino a quattro anni per lo scaglione tra 1.001 e 5mila euro, sei anni fino a 25mila euro e dieci anni oltre i 100mila euro. Un intervento che, secondo l’Amministrazione, «coniuga equità e giustizia sociale». La maggioranza sostiene inoltre che i due regolamenti siano stati pensati per completarsi. Le soglie di rateizzazione del nuovo articolo 18, spiega la nota, servirebbero a consentire il pagamento dei tributi alle scadenze ordinarie, evitando che dilazioni troppo lunghe sui tributi del 2026 possano comprimere la riscossione e privare il Comune delle risorse necessarie a garantire i servizi essenziali. Da qui l’affondo politico nei confronti di Morelli: «Nessuna famiglia, tantomeno quelle più fragili, sostiene per il solo 2026 una Tari prossima ai 5mila euro: importi simili sono arretrati pluriennali, esattamente ciò che la rottamazione consente di sanare». E ancora: «Se il passato è coperto dalla definizione agevolata e il 2026 non ha violazioni, a chi gioverebbero rate lunghe sugli accertamenti futuri? L’unico effetto sarebbe premiare chi domani scegliesse di non pagare». L’Amministrazione respinge poi le contestazioni sul contenuto tecnico del regolamento. La fideiussione a garanzia delle dilazioni, si legge nella nota, è stata abolita. La difficoltà temporanea sarebbe definita «puntualmente» dal regolamento, senza negare aiuti alle fasce più deboli e con la possibilità, in caso di comprovato peggioramento, di proroga fino a 72 rate mensili. Quanto alla presunta violazione della normativa nazionale, Palazzo di città richiama l’ampia potestà regolamentare riconosciuta ai Comuni in materia di entrate dall’articolo 52 del decreto legislativo 446 del 1997.
La replica si chiude con un riferimento a un precedente confronto tra il segretario cittadino del Pd e l’assessore al Bilancio. Secondo l’Amministrazione, prima delle festività pasquali Morelli avrebbe avuto un incontro in municipio proprio su questi temi, ricevendo «puntuali chiarimenti». «È evidente – conclude la nota – che, in casa Pd, i chiarimenti non riescono a essere metabolizzati».

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