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Tolto il blocco sull'A2, ma il Porto resta fermo – FOTO e VIDEO

GIOIA TAURO È stata tolta, dai lavoratori del porto di Gioia Tauro in sciopero, l’occupazione delle corsie dell’autostrada Salerno Reggio Calabria. La decisione è stata presa dopo che è giunta…

Pubblicato il: 14/04/2017 – 8:51
Tolto il blocco sull'A2, ma il Porto resta fermo – FOTO e VIDEO

GIOIA TAURO È stata tolta, dai lavoratori del porto di Gioia Tauro in sciopero, l’occupazione delle corsie dell’autostrada Salerno Reggio Calabria. La decisione è stata presa dopo che è giunta ai manifestanti la convocazione di un incontro “ad hoc” da parte del ministro per le Infrastrutture e i Trasporti Graziano Delrio alla presenza del prefetto di Reggio Calabria, dei sindacati Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Sul e dell’azienda Mct. L’incontro si terrà mercoledì 19 aprile alle ore 13 presso il ministero delle Infrastrutture. I lavoratori, che adesso stanno ritornando al porto hanno confermato che lo sciopero di dieci giorni proclamato contro i 400 esuberi comunicati dall’azienda proseguirà per la durata programmata. 

IL BLOCCO SULL’AUTOSTRADA I duecento portuali di Gioia Tauro avevano occupato l’autostrada Salerno-Reggio Calabria prima solo in direzione Nord, poi su entrambe le corsie.  I lavoratori e i sindacati, che hanno proclamato un’astensione dal lavoro per i prossimi dieci giorni, chiedevano l’incontro urgente, poi accordato dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e dalla Presidenza del Consiglio. Al porto di Gioia Tauro, intanto, le operazioni di trasbordo dei cantainer sono paralizzate. Alte sono state le adesioni allo sciopero tra le maestranze tute blu e impiegati della struttura.

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LE CROCI TRA LE INFERRIATE Il Golgota davanti ai cancelli del porto di Gioia Tauro. Tre croci sono state piantate dai lavoratori in sciopero tra le inferriate dove i sogni di occupazione rischiano di spezzarsi. È questa la celebrazione del Venerdì Santo dei portuali di Gioia Tauro “tra rabbia e memoria” dicono. L’astensione dal lavoro, da quasi tre giorni, è stata attuata per protestare contro i 400 licenziamenti e, in questa giornata particolare per le comunità della zona che vivono riti religiosi e di pietas popolare assai sentiti assume così un significato particolare che va al di là della lotta sindacale. Il rischio che lamentano le maestranze di Mct in sciopero è quello della «morte sociale perché i licenziamenti previsti danno incertezze per il futuro». E con le croci tra le inferriate le tute blu di Gioia Tauro sperano di allontanare gli spettri della sofferenza e della mancanza di stabilità delle famiglie assumono un significato davvero nuovo.

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CGIL «Questa convocazione è solo il frutto della lotta dei lavoratori e del sindacato e del prezioso impegno del Prefetto di Reggio Calabria, Michele Di Bari. Non di altri!». È quanto affermano Angelo Sposato e Nino Costantino, rispettivamente segretario generale Cgil e segretario generale Filt-Cgil. «La mobilitazione del sindacato e dei lavoratori – continuano – contesta l’azienda Mct, il suo atteggiamento, l’arroganza e l’incoerenza. È necessario avviare una vera trattativa perché è inaccettabile il diktat sui 400 esuberi. Ma è anche uno sciopero che chiede al governo nazionale non più parole ma fatti concreti su Gioia Tauro. È uno sciopero che parla all’Italia per dire che il porto di Gioia è risorsa nazionale. E’ uno sciopero che dice che ormai le parole non bastano più: Il bacino di carenaggio, Il Gateway ferroviario, la Zes sono ancora in alto mare. Chiediamo al Governo nazionale un piano di investimenti per Gioia e la Calabria anche attraverso interventi delle grandi aziende pubbliche, Ferrovie dello Stato e Finmeccanica in primo luogo, così come interventi sulla logistica, per favorire un concreto rilancio dell’area industriale. E’ anche uno sciopero che chiede alla Giunta regionale di alzare la testa, di dare un segnale, di ridestarsi dal torpore, di battersi veramente per la Calabria. Il Presidente Mario Oliverio abbandoni i buoni propositi e faccia cose concrete: difenda la sua regione, tuteli i cittadini e i lavoratori».
«L’accordo sottoscritto nel mese di luglio scorso sull’Agenzia di lavoro portuale, sul bacino di carenaggio e sul gateway ferroviario – concludono – ha accumulato già ritardi. Il prossimo 19 aprile verificheremo chi sta davvero dalla parte dei lavoratori e della Calabria».

IL QUESTORE: FORME DI PROTESTA INACCETTABILI «Sono inaccettabili forme di protesta che calpestino i diritti sanciti dai principi costituzionali. La libertà di manifestazione trova un limite necessario nel rispetto dell’altrui sicurezza ed incolumità». È quanto dichiara in una nota il questore di Reggio Calabria, Raffaele Grassi. «Il lavoro è un diritto che deve essere garantito e tutelato a tutti i costi, ma ciò che non può essere tollerato – conclude Grassi – sono le condotte che sfociano nella illegalità. Coloro che hanno bloccato il tratto autostradale verranno segnalati presso le competenti sedi giudiziarie».