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Catanzaro, Libera a confronto coi candidati. Ciconte e Abramo disertano

CATANZARO «Ci dispiace e ci preoccupa l’assenza di alcuni importanti candidati a sindaco di Catanzaro (Sergio Abramo ed Enzo Ciconte, ndr) perché riteniamo che chi governa o vuole governare un territ…

Pubblicato il: 06/06/2017 – 17:16
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Catanzaro, Libera a confronto coi candidati. Ciconte e Abramo disertano

CATANZARO «Ci dispiace e ci preoccupa l’assenza di alcuni importanti candidati a sindaco di Catanzaro (Sergio Abramo ed Enzo Ciconte, ndr) perché riteniamo che chi governa o vuole governare un territorio non possa esimersi dall’affrontare temi centrali per la vita di Catanzaro e dei catanzaresi come sono la lotta alle diseguaglianze, l’utilizzo dei beni confiscati e le politiche sociali. Siamo davanti a problemi complessi, noi abbiamo provato ad offrire la nostra disponibilità e le nostre proposte, siamo felici che una parte (Nicola Fiorita e Bianca Laura Granato, ndr) di chi si candida a guidare questa città ci sia stato, siamo preoccupati per gli altri che non ci sono stati». Non usa mezzi termini Giuseppe Marzo, componente di “Libera” e coordinatore nazionale del progetto “Rete dei numeri pari”, durante il confronto tra i candidati a sindaco di Catanzaro organizzato dall’associazione contro la lotta alle mafie fondata da don Luigi Ciotti.
Nel mirino della sua indignazione, l’assenza annunciata all’ultimo minuto del sindaco uscente Sergio Abramo e del candidato sindaco del centrosinistra, il consigliere regionale Enzo Ciconte. Assenze solo parzialmente giustificate da non meglio specificati imprevisti che hanno di fatto impoverito il confronto tra candidati su temi delicati e quantomai attuali, soprattutto all’indomani delle polemiche sulle possibilità di infiltrazione della ‘ndrangheta nelle liste proprio dei due assenti.
Legalità e trasparenza, ma anche impegni sulle politiche sociali e sull’utilizzo dei beni confiscati alle mafie, temi il cui impatto sulla quotidianità dei cittadini catanzaresi non solo è innegabile, ma è soprattutto enorme.
Si pensi, infatti, che quanto ai fondi per le politiche sociali, in media in Italia i Comuni destinano 134 euro, con il picco che si registra a Milano con 185 euro: «A Catanzaro – spiega De Marzo – solamente 1,5 euro procapite».
Un dato su cui tempo addietro il sindaco Abramo aveva offerto una rettifica: «In bilancio sono stanziati circa 17 euro a testa». A smentire il sindaco è stato però, nel corso dell’incontro odierno, il candidato Nicola Fiorita: «Il sindaco – ha detto – ha dimenticato di dire che in questi 17 euro a testa ci sono anche i soldi che il Comune destina al Politeama. E mi sfugge, per quanto possa amare la cultura, la connessione tra le politiche sociali e la stagione teatrale».
Quanto ai beni confiscati e al loro utilizzo, De Marzo ha stigmatizzato: «È gravissimo che il Comune di Catanzaro non abbia un regolamento sui beni confiscati alle mafie. Eppure, ci sono esempi di regolamenti ottimi come quello di Palermo, basterebbe copiare e adattarlo alla realtà catanzarese per avere uno strumento utile alla collettività grazie al quale si possono recuperare beni il cui valore simbolico, sociale ed economico è elevatissimo».

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Le proposte di “Libera” sono quindi state sottoscritte “in toto” da entrambi i candidati presenti. Per Fiorita «il tema delle politiche sociali è il nostro cavallo di battaglia e Catanzaro non è una città giusta e per far fronte a questa evidenza, abbiamo dedicato ampio spazio a questo tema nel nostro programma. Allo stesso tempo, siamo particolarmente sensibili al tema della legalità. Non possiamo sottacere quanto emerge, ormai ogni giorno, dalle inchieste della Procura di Catanzaro. La nostra città non è un’isola felice, sebbene la parola mafia non sia quasi mai stata pronunciata a queste latitudini. Mi auguro davvero con tutto il cuore che il voto a cui andiamo incontro si svolga senza ombre, senza il minimo sospetto di condizionamenti di alcun tipo.
La candidata del Movimento 5 Stelle ha a sua volta sottolineato: «Per quanto riguarda la trasparenza il programma dei 5 Stelle assume priorità le dirette web del consiglio regionale, i referendum senza quorum, le petizioni on line e la modifica dello Statuto comunale in modo da creare una democrazia “liquida”, “fluida”, cioè una democrazia che vede il cittadino protagonista senza alcun condizionamento. Pensiamo poi a strumenti come lo Sportello amico o una App per far confluire su una piattaforma segnalazioni di disservizi o illegalità. Diamo poi grande valore all’esempio, alla collaborazione ma anche anche all’intermediazione tra cittadino e istituzione: se il cittadino vede che un’istituzione risponde alle sue denunce acquista coraggio. Nel nostro programma poi – ha concluso Granato – ribadiamo la priorità del reddito di cittadinanza, che consente di liberare il cittadino anche nell’espressione del voto, e del micro-credito: abbiamo istituito presso il Mise un fondo in cui i nostri parlamentari versano il 50% delle indennità”, e se sarò sindaco mi impegno a versarvi il 30% dell’indennità».

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