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Cgil: «Sanità ferma, intervenga il Governo»

CATANZARO «Chiediamo che il Governo attivi i poteri sostitutivi e gestisca direttamente la sanità in Calabria». Firmato Cgil. Il telegramma del sindacato inviato in un assolato pomeriggio di fine l…

Pubblicato il: 31/07/2017 – 15:41
Cgil: «Sanità ferma, intervenga il Governo»

CATANZARO «Chiediamo che il Governo attivi i poteri sostitutivi e gestisca direttamente la sanità in Calabria». Firmato Cgil. Il telegramma del sindacato inviato in un assolato pomeriggio di fine luglio, ha per destinazione tanto la struttura commissariale quanto il dipartimento regionale Tutela della Salute, il governatore Mario Oliverio e i dg delle aziende sanitarie pubbliche.
Non si salva nessuno dall’analisi impietosa che Bruno Talarico, segretario generale Fp-Cgil Catanzaro-Lamezia, Ivan Potente, Cgil Medici, e Raffaele Mammoliti, segretario generale Cgil Catanzaro-Lamezia, consegnano ai giornalisti ad un anno da una conferenza stampa analoga a quella odierna solo nei contenuti, non certo nell’atteggiamento verso le parti politiche in campo.
Si parte dall’attacco ai direttori generali, soprattutto a Giuseppe Panella, a capo dell’azienda ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro: «Non capiamo – dicono i rappresentanti della Cgil – quale sia l’azione efficace che il management sta portando avanti per far fronte alle tante difficoltà dell’azienda. Che fine hanno fatto, ad esempio, i concorsi per i direttori di struttura complessa? Deve essere il management ad occuparsene, non altri. Vediamo scarsa volontà rispetto alla necessità di intervenire su carenze evidenti, pertanto ci chiediamo se ci sia adeguatezza del management rispetto alle esigenze».
Ad aprire il fronte caldo, però, è la discussione sul tanto chiacchierato decreto 50, quello con il commissario ad Acta per il Piano di rientro avrebbe di fatto autorizzato delle assunzioni nel comparto ma che finora è rimasto lettera morta, sepolto tra i rimpalli istituzionali sulla sua legittimità: «Non sta a noi dire se il decreto 50 sia legittimo o meno. Se non lo fosse, sarebbe bene che qualcuno lo dicesse subito, ma in caso contrario è necessario che venga quanto prima applicato e si dia quindi avvio alle assunzioni. Non lo chiediamo, ma lo pretendiamo anche perché proprio quel decreto è figlio della mobilitazione sindacale di un anno fa. Si esca al più presto da questo balletto istituzionale sulla pelle dei calabresi».
E proprio a proposito di balletti e rimpalli istituzionali, è Raffaele Mammoliti a scagliare la pietra più grossa, chiedendo che il Governo si sostituisca alla struttura commissariale e alla Regione in tema di sanità: «Il Governo attivi i poteri sostituivi garantiti dall’articolo 120 della Costituzione, c’è bisogno che la situazione si sblocchi al più presto. Non è possibile che ogni anno ci ritroviamo qui a denunciare esattamente le stesse cose senza che sia cambiato nulla».
Mammoliti, poi, sul tema della nomina di Oliverio a commissario ad Acta richiesta anche da Matteo Renzi qualche giorno fa a Diamante, è laconico: «Non capisco perché il segretario del Pd si sia speso a parole ora per la nomina di Oliverio quando avrebbe potuto farlo, con i fatti, quando era presidente del Consiglio. Inoltre, se dovesse arrivare questa nomina, sarei non poco preoccupato per le sorti della Calabria perché il presidente Oliverio già trattiene per sé importanti e pesantissime deleghe. La Calabria è già ingolfata, se il governatore fosse nominato anche commissario temo ci si bloccherebbe del tutto».
Infine, dopo le bordate, anche l’avvertimento: «Stiamo ragionando con Cisl e Uil per concordare modi e tempi di una grande mobilitazione regionale se entro breve non cominceranno ad arrivare risposte. Ovviamente, nessuna mobilitazione avrà luogo se non saremo sicuri di garantire ai cittadini un servizio sanitario adeguato e sicuro». 

Alessandro Tarantino
a.tarantino@corrierecal.it

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