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Catanzaro, sanità nel pantano della burocrazia

CATANZARO Al capezzale della rete dell’emergenza-urgenza di Catanzaro si affannano gli interventi tampone del sindaco del capoluogo Sergio Abramo e dei vertici dell’azienda ospedaliera “Pugliese-Ci…

Pubblicato il: 16/01/2018 – 19:45
Catanzaro, sanità nel pantano della burocrazia

CATANZARO Al capezzale della rete dell’emergenza-urgenza di Catanzaro si affannano gli interventi tampone del sindaco del capoluogo Sergio Abramo e dei vertici dell’azienda ospedaliera “Pugliese-Ciaccio”, il dg Giuseppe Panella e il direttore sanitario Maurizio Pelle, e dell’azienda universitaria “Mater Domini”, il dg Antonio Belcastro e il direttore sanitario Caterina De Filippo. Interventi che, a dirla tutta, possono solo limitarsi ad una riorganizzazione tra le due aziende finalizzata ad ottimizzare la capacità di occupare i posti letto in funzione delle necessità quotidiane del pronto soccorso del “Pugliese”.
Le due ore di incontro volute da Abramo presso gli uffici comunali, hanno infatti portato solamente alla definizione di una figura comune ad entrambi i presidi ospedalieri attraverso cui organizzare quotidianamente i posti letto necessari alla rete d’emergenza. Ma prima di definire modi, tempi e termini sarà necessario un nuovo incontro con il dg dell’Asp Giuseppe Perri e i vertici del servizio 118 provinciale.
Una montagna che partorisce un topolino, in pratica, perché poche sono le possibilità offerte dall’attuale situazione in cui versano le due aziende, due enti a sé stanti che solo grazie alla volontà dei singoli riescono a collaborare affinché si possano dare le migliori risposte possibili ai cittadini che chiedono una sanità efficace ed efficiente.
A mettere il dito sul nervo scoperto di tutta la vicenda è Belcastro che senza mezzi termini sottolinea: «Per avere una rete che funzioni davvero e bene è necessario che si proceda all’integrazione tra le due aziende dando così vita a un unico ente in grado di mettere a sistema le prestazioni offerte dalle diverse piattaforme di cui è composto».
L’iter per la nascita concreta dell’azienda unica, la “Dulbecco”, è infatti impantanato: si attende che il consiglio regionale si pronunci per dare vita al nuovo ente chiudendo di fatto l’esperienza della “Pugliese-Ciaccio” e della “Mater Domini”. Ma intanto, il prossimo 18 gennaio, a Palazzo Campanella, non si parlerà di sanità e con le elezioni alle porte la sensazione è che non se ne parlerà neanche nelle prossime settimane.

Alessandro Tarantino
a.tarantino@corrierecal.it

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