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Rose, l'ex Mattonificio preoccupa i Cinquestelle

Incontro pubblico del MeetUp con i parlamentari Orrico e Misiti per sensibilizzare i cittadini sui rischi dello stabilimento dismesso

Pubblicato il: 11/05/2018 – 11:23
Rose, l'ex Mattonificio preoccupa i Cinquestelle

ROSE La salute dei cittadini deve essere tutelata prima di ogni altra cosa. Senza se e senza ma. Per questa ragione domani, sabato 12 maggio, in piazza della Rinascita di contrada Petraro, dalle 17 alle 20, il Meetup Rose in Movimento ha organizzato un incontro pubblico, con contestuale raccolta di firme, per sensibilizzare ancora una volta la comunità del centro alle porte dell’hinterland bruzio sui rischi provenienti dallo stabilimento dell’ex fabbrica di mattonelle “Nuova pavimenti Russo srl”. All’iniziativa saranno presenti i portavoce in parlamento del Movimento 5 stelle Anna Laura Orrico e Massimo Misiti. Il sito in questione, ormai dismesso da anni, sorge infatti in una delle zone più popolose di Rose – vicino, fra l’altro, due asili, una scuola elementare e un parco giochi – e necessiterebbe di una bonifica, considerata l’accertata presenza di amianto e di altri materiali nocivi. Che, complice l’incuria e l’abbandono, risultano in avanzato stato di deterioramento diffondendo polveri sottili altamente tossiche. Le sostanze, tuttavia, divengono dannose anche per l’ambiente circostante visto che in prossimità dell’ex fabbrica scorre il fiume Crati.

«È arrivato il momento – affermano in una breve dichiarazione congiunta i parlamentari del M5S Anna Laura Orrico, Massimo Misiti, Alessandro Melicchio e Nicola Morra – in cui le istituzioni si facciano effettivamente carico della vicenda, accertando le responsabilità ed accelerando le soluzioni. Un sito industriale dismesso come quello di contrada Petraro di Rose non può, e non deve, costituire più un pericolo così minaccioso per la salute dei cittadini della zona e per l’ambiente limitrofo. Esistono oggi – conclude la nota – strumenti e risorse che vanno intercettate per procedere alla bonifica e, perché no, riqualificare il sito in modo da rilanciarlo. D’altra parte, la voce dei cittadini che in questi anni si sono meritoriamente interessati e mobilitati sul caso, è chiara: il tempo delle attese è terminato, passiamo ai rimedi concreti».

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