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Consiglio, Chiappetta al posto di Wanda Ferro?

L’interpretazione della (complicata) legge elettorale potrebbe riportare in consiglio regionale l’ex capogruppo di Fi grazie alla contemporanea elezione della deputata di Fdi e Mangialavori

Pubblicato il: 13/05/2018 – 9:15
Consiglio, Chiappetta al posto di Wanda Ferro?

REGGIO CALABRIA Tra qualche tempo – e i passi in avanti verso la formazione di un governo Lega-M5S non possono che accelerare il processo – Wanda Ferro e Francesco Cannizzaro sceglieranno. Rinunceranno, cioè, al doppio incarico (sono entrambi consigliere regionale e deputato) optando per il posto in Parlamento. E, per la loro surroga, si aprirà una partita che potrebbe avere un finale a sorpresa.
Le leggi elettorali sono uno degli avamposti burocratici del caos. Specie in Calabria, per interpretarle ci si muove in una giungla, tra rimandi a vecchie norme nazionali, aggiornamenti regionali e interpretazioni della Corte costituzionale. Da questa giungla potrebbe uscire il nome di Gianpaolo Chiappetta. L’ex capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale ha ottenuto una buona performance elettorale nel novembre 2014, ma il trionfo di Mario Oliverio non gli ha permesso di guadagnare un seggio a Palazzo Campanella. Quello scranno sfumato per una manciata di voti potrebbe ora essere suo, grazie a una serie di coincidenze nelle candidature delle Politiche e all’interpretazione delle norme.
In effetti, l’unico incastro possibile per Chiappetta – candidato con la Casa delle libertà nella circoscrizione Nord, dove ha ottenuto 3.699 voti – era che Wanda Ferro e Giuseppe Mangialavori facessero entrambi il grande salto in Parlamento. L’altra condizione necessaria a schiudere al politico cosentino le porte dell’assemblea regionale si era già verificata nei mesi scorsi, con il ricorso vittorioso di Gianluca Gallo contro Giuseppe Graziano, escluso dalla competizione perché – secondo i giudici – incandidabile. Il resto è, appunto, un incrocio di interpretazioni in punta di diritto. Interpretazioni che distinguono i seggi assegnati in sede circoscrizionale e quelli assegnati al Collegio unico regionale.
Nei prossimi giorni Chiappetta potrebbe inoltrare una richiesta con le proprie ragioni al presidente del consiglio regionale Nicola Irto, supportata da un corposo parere legale.
L’idea di fondo – che lo riporterebbe a Palazzo Campanella – è legata al complesso iter che ha portato Wanda Ferro in Consiglio. La candidata a governatore del 2014 è subentrata a Giuseppe Mangialavori nei mesi scorsi, dopo un lungo contenzioso che ha coinvolto la Corte costituzionale. Ora sono entrambi approdati al Parlamento e per surrogarli non si dovrebbe far riferimento alla graduatoria predisposta in sede circoscrizionale (se così fosse il posto spetterebbe a Claudio Parente) ma alla “graduatoria decrescente” relativa al Collegio unico regionale. Questione tecnica, che porterebbe però, dopo una serie di complicati calcoli a individuare come sostituto – in linea teorica – Gianluca Gallo. Il consigliere cassanese della Casa della libertà, però, ha già vinto la propria battaglia per lo scranno spodestando Giuseppe Graziano dopo le pronunce della giustizia amministrativa. E dunque il primo della graduatoria diventerebbe Chiappetta (posto che Graziano, definito incandidabile, non può essere ripescato). Sempre ammesso che questa lettura della legge elettorale fosse condivisa da tutti (compreso Parente). Il rischio della solita infinita disfida legale è dietro l’angolo. Sulla sostituzione di Cannizzaro, invece, non dovrebbero esserci dubbi. Il neodeputato forzista è stato eletto nella quota circoscrizionale e dunque è lì che si dovrà cercare il “successore”: sarà Giuseppe Pedà, ex sindaco di Gioia Tauro.

Pablo Petrasso
p.petrasso@corrierecal.it

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