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Tangenti in Brianza, smantellata la rete di un imprenditore calabrese

Giuseppe Malaspina avrebbe emesso fatture false per oltre 95 milioni. Ventuno le persone finite in manette dalla Guardia di finanza di Monza. Arresti anche a Reggio. Tra le accuse corruzione e rici…

Pubblicato il: 21/05/2018 – 8:12
Tangenti in Brianza, smantellata la rete di un imprenditore calabrese

MONZA Ventuno persone sono state arrestate dalla Guardia di finanza di Monza in esecuzione di un’ordinanza del gip della città lombarda per associazione a delinquere finalizzata a reati tributari e fallimentari, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio e corruzione. Tra gli arrestati, dieci dei quali in carcere, un ex magistrato e due avvocati. Gli arresti in provincia di Milano, Monza e Brianza, Lecco, Bologna, Asti e Reggio Calabria.
L’inchiesta nasce da un esposto di una lista d’opposizione di un Comune della provincia di Monza e Brianza che aveva denunciato presunte irregolarità nell’esecuzione di alcuni lavori pubblici, portati a termine in modo non conforme al capitolato. In cambio pubblici ufficiali avrebbero preso tangenti. I provvedimenti cautelari sono stati eseguiti dalla Guardia di finanza di Monza, a seguito di un’inchiesta che ha portato allo smantellamento di un gruppo di società riconducibili a un imprenditore edile calabrese, Giuseppe Malaspina, residente in Brianza, accusato, tra le altre cose, di aver emesso fatture per operazioni inesistenti per un ammontare di circa 95 milioni di euro, con distrazioni patrimoniali per un valore di 234 milioni di euro.
Le autorizzazioni rilasciate dagli enti locali a Giuseppe Malaspina saranno tutte verificate. Nell’ambito dell’operazione sono state arrestate 21 persone per associazione a delinquere finalizzata a reati tributari e fallimentari, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio e corruzione. Di origine calabrese, Malaspina ha costruito diversi immobili residenziali, commerciali e anche impianti sportivi. Per questo durante la conferenza stampa in Procura a Monza, il sostituto procuratore Salvatore Bellomo ha sottolineato: «Dovremo verificare se queste richieste e autorizzazioni date a lui abbiano seguito un corso regolare o abbiano seguito altri percorsi. Se ci saranno sviluppi andremo fino in fondo». Nei precedenti dell’imprenditore non compaiono reati di stampo mafioso ma un omicidio quando aveva 19 anni. Dall’edilizia Malaspina ha poi diversificato la sua attività, buttandosi anche nel settore alberghiero. Tra i 21 arrestati dell’operazione anche l’ex magistrato Gerardo Perrillo.
«QUI CI VUOLE WALT DISNEY PER FARE LE CARTE FALSE» Nelle oltre 1.200 pagine di ordinanza cautelare che ha portato agli arresti di 21 persone (30 in totale gli indagati) nell’ambito dell’inchiesta Domus Aurea della Procura di Monza vi sono intercettazioni ambientali e telefoniche dalle quali, secondo gli inquirenti, emerge «smania di ricchezze e bramosia al di fuori dei limiti della decenza».
Uno degli indagati, intercettato, parlando della documentazione creata ad hoc per i raggiri, ha detto «tutto quello che abbiamo detto oggi è finto… Vabbè una finta in più o in meno, l’importante è avere un pezzo di carta», gli risponde un altro, durante una riunione operativa: «Guardate che qua bisogna fare uno sforzo di fantasia, ci vuole Walt Disney».  Proprio per paura di essere scoperti alcuni degli indagati avrebbero cercato di far sparire interi fascicoli di documenti, all’interno della sede operativa di Vimercate della società dell’imprenditore Giuseppe Malaspina, ripresi in diretta dalle telecamere dei finanzieri. Con una ruspa stavano riempiendo un container di documenti, per poi forse interrarlo nella stessa azienda, azione bloccata dall’arrivo delle Fiamme gialle.

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