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«Da Tansi attacchi intollerabili ai dipendenti, Oliverio intervenga»

La Csa-Cisal commenta un post pubblicato su Fb dal capo della Protezione civile: «Accusa dirigenti e funzionari di “alimentare i conti della ‘ndrangheta”»

Pubblicato il: 29/05/2018 – 10:59
«Da Tansi attacchi intollerabili ai dipendenti, Oliverio intervenga»

CATANZARO «Il segno è stato abbondantemente oltrepassato. Il dirigente Carlo Tansi con le sue nuove e oltraggiose esternazioni offre ancora una volta un’indubitabile conferma di un pregiudizio e di un radicato disprezzo nei confronti di un’intera categoria, quella dei pubblici amministratori di cui pure fa parte, e che già gli erano valse nel febbraio del 2016 un’audizione nella Commissione speciale di Vigilanza del Consiglio Regionale, la quale in quell’occasione non trasmise l’esito alla Commissione disciplinare sulla scorta di una sua pubblica ammenda e della rassicurazione di non cadere in futuro in simili tentazioni. Ebbene, a distanza di poco tempo la storia si ripete. E seppur in qualità di sindacato saremmo tentati a non prendere parte a questo autolesionistico gioco al massacro dal momento che in più occasioni abbiamo condannato il modus operandi a dir poco scorretto del dirigente della Protezione civile, d’altro canto non possiamo esimerci dal prendere le difese di un’intera categoria la cui dignità viene calpestata con puntuale disprezzo da chi non sembra affatto intenzionato a correggere atteggiamenti denigratori e lesivi». Commenta così il sindacato Csa-Cisal le parole espresse sulla sua bacheca Facebook dal responsabile della Protezione civile Carlo Tansi. 
«Nel post pubblicato nella sua pagina Facebook il dirigente della Protezione Civile regionale – riporta il sindacato – si scaglia ancora una volta contro dirigenti e funzionari definendoli “incapaci e intrallazzini” o ancora “presuntuosi, ignoranti e autoreferenziali” muovendo, infine, pesanti accuse di “alimentare i conti della ‘ndrangheta” o di costruire “spessissime stratificazioni di potere per prendere mazzette o creare voto di scambio”. Già lo scorso novembre avevamo lanciato un accorato appello all’allora vicepresidente della giunta regionale, Antonio Viscomi, anche nella sua qualità di assessore al Personale affinché intervenisse per frenare una simile deriva che non solo mortifica il personale ma soprattutto offre una pessima immagine dell’intera amministrazione regionale».

«Oggi – aggiunge il sindacato – ci rivolgiamo al presidente della giunta Mario Oliverio, al direttore generale ad interim del dipartimento Presidenza Domenico Pallaria dal quale dipende peraltro la Uoa Protezione Civile, all’assessore al Personale Mariateresa Fragomeni e al direttore generale del Dipartimento Organizzazione e Risorse Umane Bruno Zito se non altro per sollecitare con urgenza l’applicazione del codice di comportamento dei dipendenti pubblici disciplinato con D.P.R. 62/2013. All’articolo 13 comma 2 il decreto afferma che: “Salvo il diritto di esprimere valutazioni e diffondere informazioni a tutela dei diritti sindacali, il dipendente si astiene da dichiarazioni pubbliche offensive nei confronti dell’amministrazione”. Inoltre, al comma 4 nella parte in cui enuncia le particolari disposizioni per i dirigenti prescrive “atteggiamenti leali e trasparenti” e ancora raccomanda un “comportamento esemplare e imparziale nei rapporti con i colleghi, i collaboratori e i destinatari dell’azione amministrativa”. Il codice – evidenzia il sindacato – si applica a tutto il personale dipendente, compreso quello con qualifica dirigenziale, con rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato e determinato o a tempo pieno e a tempo parziale tra cui rientra appunto anche quello del responsabile della Protezione Civile, Carlo Tansi».
«Crediamo che il dirigente – continua il sindacato – debba pubblicamente scusarsi non solo per gli intollerabili toni che hanno accompagnato le sue esternazioni ma anche perché così facendo ha contribuito ad alimentare il mito di una generica categoria “fannullona e dedita all’illegalità” assolutamente falsa. Non è sparando nel mucchio e colpendo indistintamente dirigenti, funzionari e dipendenti che ogni giorno svolgono con trasparenza e abnegazione il proprio lavoro che si isoleranno le mele marce. Esca fuori, il dirigente Tansi, dalla stanza dove ormai è rimasto solo e faccia precisi nomi e cognomi, indichi responsabilità e ogni fenomeno di malcostume circostanziando però persone e fatti senza infangare l’immagine di un’intera amministrazione pubblica».
«Chiediamo – attacca il sindacato – che lo stesso presidente Oliverio assuma provvedimenti seri e urgenti nei confronti di questo nuovo e ingiustificato attacco frontale contro tutti i dipendenti. Assieme a lui, gli assessori e i direttori generali sono oggi chiamati a metterci la faccia e a sollecitare comportamenti consoni a chiunque svolga attività con funzioni di responsabilità all’interno della pubblica amministrazione. Voi siete arbitri e ogni ulteriore indugio in tal senso potrà far credere che in questa amministrazione tutto è possibile e che le regole benché esistenti non vengano applicate a tutti e nella stessa misura. Mentre pesanti decisioni colpiscono quotidianamente lavoratori comuni rimangono impuniti, invece, comportamenti lesivi messi in atto dai dirigenti. L’appello già in precedenza rivolto dal nostro sindacato all’ex vicepresidente della giunta, Antonio Viscomi, è rimasto inascoltato, anche in questa occasione dobbiamo aspettarci il silenzio? Il nostro auspicio è che il nuovo vicepresidente non si volti ancora una volta dall’altra parte facendo finta che nulla sia accaduto. È, inoltre, necessaria una presa di coscienza collettiva. Ci rivolgiamo, in particolare, ai dirigenti e ai funzionari quotidianamente dileggiati: bisogna aver il coraggio di uscire allo scoperto e denunciare ogni comportamento ritenuto lesivo. Mai come oggi la classe amministrativa ha il dovere di difendere la propria dignità e la propria immagine. Questa volta si è superato ogni limite, cosa dovremmo aspettarci ancora? Rivolgiamo un appello, quindi, a tutte le organizzazioni sindacali affinché si possa già nei prossimi giorni sedersi ad un tavolo comune di discussione per affrontare in maniera risolutiva la questione, impegno peraltro già assunto nei mesi scorsi. Chiediamo, inoltre, alla classe politica di farsi portavoce affinché il responsabile della Protezione Civile non solo venga ad essere audito dalla Commissione speciale di Vigilanza del Consiglio Regionale per riferire in merito a tali affermazioni quanto valutare sin nell’immediato l’apertura di un procedimento disciplinare nei suoi confronti considerata la gravità delle accuse. Questa volta l’auspicio è che l’azione disciplinare sia avviata però senza ulteriori indugi. Contrariamente, lo stesso dirigente generale del Dipartimento Presidenza, Domenico Pallaria, dal quale dipende la Uoa Protezione civile è responsabile oltretutto dell’azione disciplinare, potrebbe incorrere in una sanzione per mancato o ritardato esercizio dell’azione disciplinare nei confronti del responsabile della Protezione Civile che prevede la sospensione del servizio fino a tre mesi. L’art. 55-sexies del Decreto Legislativo 165/2001 nel capoverso riguardanti la “Responsabilità disciplinare per condotte pregiudizievoli per l’amministrazione e limitazione della responsabilità per l’esercizio dell’azione disciplinare” afferma al comma 3 che: “Il mancato esercizio o la decadenza dell’azione disciplinare, dovuti all’omissione o al ritardo, senza giustificato motivo, degli atti del procedimento disciplinare… comporta, per i soggetti responsabili, l’applicazione della sospensione dal servizio fino ad un massimo di tre mesi”». 
«Ci auguriamo davvero che ciò non accada, ragion per cui – conclude il sindacato – è necessario adesso applicare il codice di comportamento anche nei confronti di chi si ostina ad offendere e infangare l’immagine della Regione. Si macchierebbe di grave immobilismo chi, chiudendosi nel silenzio, contribuisce ad avvallare e quindi accettare le pesanti accuse rivolte indistintamente a tutti quelli che vari livelli fanno parte dell’ente regionale».

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