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Sanità, Orsomarso: «Ora intervenga l'esercito»

Proposta “straordinaria” del consigliere regionale: «Lo Stato mandi il Genio per costruire i nuovi presidi ospedalieri». Scura e Oliverio? «Vengano in Aula a riferire i dati del settore»

Pubblicato il: 29/05/2018 – 16:41
Sanità, Orsomarso: «Ora intervenga l'esercito»

REGGIO CALABRIA «Calabria e Sanità: intervenga l’esercito». È la proposta “straordinaria” del presidente del gruppo Misto Fausto Orsomarso che spiega: «Dopo quattro anni di Scura e Oliverio, con il consiglio regionale praticamente commissariato finanche nelle proprie funzioni di controllo e impossibilitato a conoscere con esattezza dati e persino a legiferare sulla materia, è arrivato il tempo del consuntivo: ed allora, che sia magari lo Stato – che ci ha commissariato – a mandare il Genio militare e l’esercito per costruire al più presto i nuovi e adeguati presidi sanitari che i calabresi attendono da tempo e che, anche quando la politica prova ad accelerare, sono frenati dalla burocrazia o dagli eventi su cui la politica non c’entra nulla».
«Abbiamo imparato bene a nostre spese che la sanità non dovrebbe essere terreno di scontro politico o di annunci populistici, ma campo neutro di ragionamento, buon senso, valorizzazione del merito, chiarezza e limpidezza delle spese e della sua organizzazione. Oggi Oliverio – aggiunge Orsomarso – ci stupisce chiedendo le dimissioni di Brancati da lui stesso nominato che potrebbe rimuovere sulla base di una legge che preveda la rimozione di quei direttori che presentano bilanci negativi e, a maggior ragione, di quelli che non li presentano affatto. Fin dall’inizio della legislatura, abbiamo assistito ad una guerra di posizioni tutte interne al Pd. Voglio ricordare che insieme al collega Tallini abbiamo dovuto occupare il dipartimento della Salute per sbloccare la nomina, mentre a Roma litigavano sui nomi di un commissario che completasse il lavoro e soprattutto potesse fare le assunzioni sbloccate con il sacrifico dei calabresi e completare e realizzare gli investimenti: su tutti i nuovi ospedali e le Case della Salute».
Aggiunge Orsomarso: «La Sanità e la sua organizzazione, al di là delle chiacchiere e delle tante promesse in campagna elettorale, sono sostanzialmente un argomento semplice. Nella nuova riorganizzazione, servono nuovi ospedali e soprattutto nuovi medici e personale sanitario motivati e sganciati dalle appartenenze. Le polemiche odierne, oltre a continuare sul piano dello scontro tutto politico e interno al Pd, ci appaiono ancor di più surreali dopo quasi una intera legislatura di governo e di nuovo commissariamento. Chiediamo a Scura e a Oliverio di venire entrambi in consiglio regionale a relazionare sullo stato del debito e soprattutto sui dati ufficiali della nuova organizzazione sanitaria. Ciascuno rispetto alle proprie competenze dovrebbe chiarire, per nostro tramite, ai calabresi se abbiamo nelle nostre aziende medici e personale sufficienti a garantire i Lea e lo stato della organizzazione sanitaria a partire dai territori, passando per la medicina di base e finendo con gli ospedali. La nuova sanità significa principalmente nuove strutture».
«Questo resta il tema dolente in ogni campo degli investimenti della nostra Regione rispetto al rischio di non vedere mai completati le strutture ospedaliere programmate – rileva Orsomarso –. Sono passati ormai 10 anni da quando, nel 2008, furono stanziati i fondi per i nuovi ospedali di Vibo, Gioia Tauro e Corigliano-Rossano. Nella scorsa legislatura, sono stati progettati e appaltati ma ad oggi, prescindendo dalle responsabilità di Oliverio che ha trovato una situazione di criticità rispetto a chi si era aggiudicato i lavori, non si è riusciti a mettere nemmeno la prima pietra. Abbiamo le risorse – anche quelle per le Case della Salute che vengono però sempre ridotte perché dirottate su altre spese – ma non riusciamo ad avere le nuove strutture e ovviamente rischiamo che le risorse non siano sufficienti per i nuovi adeguamenti. Ecco perché, a questo punto servirebbe un intervento diretto dello Stato con il Genio militare e l’esercito finalizzato a realizzare rapidamente i nuovi presidi sanitari».

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