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Edoardo Leo, il "ranocchia" diventato principe

L’artista è stato ospite al Castello Svevo nel corso della rassegna “Exit Deviazioni in Arte e Musica” organizzata dall’associazione culturale Piano B.

Pubblicato il: 15/07/2018 – 22:19
Edoardo Leo, il "ranocchia" diventato principe

COSENZA Ne ha fatta di strada Edoardo Leo dagli esordi nel cinema, al suo primo film proprio in terra calabra, alle riprese con il regista Massimiliano Bruno fino ad arrivare alla nomina di “Personaggio dell’anno” ricevuta ai “Nastri d’Argento”. Una carriera e una vita che mette in mostra nel suo spettacolo “Ti racconto una storia. Letture semiserie e tragicomiche” arrivato anche a Cosenza, precisamente nel cortile del Castello Svevo, secondo appuntamento della rassegna artistica “Exit deviazioni in arte e musica” organizzata dall’associazione culturale Piano B. Edoardo Leo sul palcoscenico costruito ad arte ci sale con qualche minuto di ritardo ma è riuscito in oltre un’ora e mezza di spettacolo a raccontare in modo serio, comico e a tratti anche faceto l’Italia che lo circonda e che lo ha circondato. Nel malloppo di storie contenute in un grande porta fogli rosso ci sono i racconti di suo nonno, ma anche quelli di Gabriel Garcia Marquez e dello scrittore contemporaneo Alessandro Baricco. E quelle pagine contengono in modo semplice e divertente le sfaccettature della vita comune, quelle scritte per esempio, da Francesco Piccolo nel suo “compendio” letterario “Momenti di trascurabile felicità” dove in poco meno di otto pagine (lette anche da Edoardo Leo) Piccolo sviscera in modo asettico la psiche di un bambino che esegue gli ordini della madre, prende a modello la nonna e pensa che in fin dei conti, in modo non troppo egoistico, è giusto far rischiare la vita al fratello più piccolo, sul lato della strada dove sfrecciano le macchine, per il solo gusto di mangiare un po’ di Nutella in più dentro al panino. Edoardo Leo sul palcoscenico porta la comicità italiana di uno dei più grandi interpreti della barzelletta: Gigi Proietti, riuscendo a mantenere il pubblico sempre attento con una verve dialettica frizzante che ti spinge ad ascoltarlo per non perdersi il momento in cui dirà veramente qualcosa di importante. La morale alla fine dei racconti di Edoardo Leo non c’è, e forse qualcuno se l’aspettava. Ma nella storie di vita che ogni essere umano scrive una morale non c’è mai, la morale è solo nelle favole e l’attore romano accompagnato dalla chitarra di Jonis Bascir, ci ha tenuto fin da subito a raccontare la sua vita attraverso quelle storie. Non a caso l’inizio è affidato ad un racconto di caccia del nonno e il finale ad un fax ricevuto dal padre da un bizzarro cliente della compagnia assicurativa dove lavorava. Non si è sottratto al rito dei selfie nonostante qualche minuto prima avesse, con il piglio ironico giusto, preso in giro chi glieli ha chiesti e si è congedato dal pubblico di Cosenza che lo applaudiva mentre invano due spettatrici provavano a fare da apri pista per una standing ovation. Anche questa è storia.

mi. pr.

 

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