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Sanità, Oliverio: «Eviteremo nuove tasse e il blocco del turnover»
Il governatore: «Deficit ridotto, al tavolo Adduce con le carte in regola». Ancora scontro con il governo: «L’Asp di Reggio? Devo leggere la relazione, ma il rientro del debito è tra i mandati dei co…
Pubblicato il: 04/04/2019 – 14:42
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di Antonio Cantisani
CATANZARO Non aumenteranno le tasse e non ci sarà un nuovo blocco del turn over, perché la sanità calabrese è meno “canaglia” di quello che si vuole dipingere. La presentazione del piano di investimenti straordinari per gli ospedali calabresi è per Mario Oliverio il palcoscenico ideale per proseguire la sua ‘crociata’ contro il governo nazionale. E anche sul tema dello scioglimento dell’Asp di Reggio Calabria Oliverio prende di mira un bersaglio governativo.
RISCHI NEUTRALIZZATI E la prima stoccata arriva con riferimento al tavolo di monitoraggio, il tavolo Adduce, in programma oggi, un tavolo che potenzialmente è piuttosto pericoloso per la Calabria, ma non secondo il governatore: «Ci presentiamo – dice – dopo aver fatto come Dipartimento un lavoro importante teso a dimostrare che il deficit è al di sotto della soglia prevista – che è 98 milioni – per evitare che scattino aliquote fiscali e blocco del turn over, che sarebbero un disastro. Dal lavoro del Dipartimento è emersa anche l’alterazione delle risorse che la regione ha sborsato per la mobilità passiva, cioè per le cure dei calabresi fuori regione, nel senso che – prosegue il presidente – c’è stato un primo recupero, per 30 milioni, di somme relative al 2016, inoltre questo lavoro sta proseguendo anche per le altre annualità, e anche le Regioni beneficiarie hanno dovuto prender atto di ciò e convenire di corree ai ripari».
Oliverio quindi osserva: «Il lavoro fatto in questi ultimi mesi, di concerto con le Asp e le aziende ospedaliere, ha portato a definire un quadro finanziario molto al di sotto di quella soglia di riferimento, e quindi oggi al tavolo la Regione porterà dati certi e verificati che consentiranno di evitare il pericolo che si era paventato al tavolo di novembre, quello di uno scatto delle aliquote e del blocco del turnover. Questo lavoro – sostiene il governatore – è stato fatto anche attraverso un costante confronto in queste settimane, con i ministeri competenti, quindi non sarà una sorpresa quello che presenteremo, e ringrazio il delegato Pacenza, il direttore generale del Dipartimento Belcastro, tutto il Dipartimento e i commissari che – rileva Oliverio – attualmente dirigono le aziende ospedaliere e sanitarie».
IL NEMICO “CAPITALE” Perché il vero “nemico” resta Roma, intesa come livello governativo, e infatti Oliverio ribadisce: «La sanità in Calabria è gestita dal governo dal 2010 attraverso i suoi commissari, e questo ai calabresi interessa perché se le cose non vanno bene ci sarà anche qualche responsabile. I problemi della sanità – dice il governatore – si sono accumulati nel corso di anni e sono molto seri. Io sto sollevando questi problemi da anni, in solitudine, proprio perché interessano i calabresi. Se le cose non vanno bene in una famiglia ci sarà pure un capofamiglia che deve risponderne, e lo stesso in un’azienda. E nella sanità le cose non vanno bene perché c’è una gestione che non va bene e questa gestione è in capo al governo nazionale dal 2010. Semplicissimo. Per fortuna ci sono anche eccellenze in questa situazione che complessivamente non va bene, eccellenze che – osserva il governatore – non hanno nulla da invidiare al resta del Paese, ma che purtroppo non sono di sistema, anche se sono l’esempio che si può fare più complessivamente. Quindi, anche in Calabria si può fare: si tratta di farcelo fare, di consentirci di farlo, purtroppo finora i governi che si sono succeduti dal 2010 a oggi non ce l’hanno consentirlo».
Il problema – si affretta a specificare Oliverio – «non è la persona del commissario ma è l’istituto del commissariamento. Con il commissario Cotticelli ho un rapporto positivo, è arrivato da due mesi, non voglio attribuire nessuna responsabilità, anzi, ci mancherebbe, è una persona perbene come tutti coloro che l’hanno proceduto. Il problema è l’istituto del commissariamento, che significa che Roma gestisce direttamente attraverso i suoi uomini espropriando il potere che è proprio d ella Regione. È una valutazione – rimarca il governatore – che non è solo mia, ma della Conferenza Stato-Regioni, di tutte le Regioni: ieri c’è stata una Conferenza e le Regioni hanno ribadito il concetto per cui, laddove ci sono problemi, non si tratta di espropriare le Regioni dei poteri attraverso i commissari ma si tratta di aiutarle accompagnando le Regioni a superare le difficoltà. Questa è la linea della Conferenza Stato-Regioni, non solo di Oliverio, ed è stata sancita in un documento della Conferenza, quindi – aggiunge – da tutte le Regioni, al di là dei colori di chi le governano pro tempore».
L’ASP DI REGGIO E IL MANDATO GOVERNATIVO E anche sulla “scivolosissima” vicenda dell’Asp di Reggio Calabria il governatore prova a ribaltare il tavolo. «Devo leggere le motivazioni, non ho ancora avuto modo di leggerle e approfondirle, ma lo farò perché l’Asp di Reggio è stata sciolta per inquinamento mafioso e non è la prima volta. Vanno lette le motivazioni anche qui per prendere misure, perché anche qui la gestione commissariale aveva il compito di affrontare determinate questioni. Nel decreto di nomina dei commissari precedenti, e anche di questi, sono elencati 16 punti tra cui ce n’è uno a cui i commissari avrebbero dovuto adempiere, e cioè l’esposizione debitoria dell’Asp di Reggio Calabria. Bisogna naturalmente vedere come questo è stato fatto, e – conclude Oliverio – voglio leggere la relazione anche per questo».
SAPIA: «OLIVERIO PRENDE IN GRO I CITTADINI» «Per colpa del governo regionale di Mario Oliverio, la sanità della Calabria avrà il blocco del turnover fino al dicembre 2020, al contrario della versione appena venduta all’opinione pubblica dallo stesso governatore, che ha preso in giro i cittadini». Lo afferma, in una nota, il deputato M5S Francesco Sapia, della commissione Sanità. «Infatti, da quanto appreso – prosegue – il Tavolo di verifica del piano di rientro ha oggi certificato la situazione spaventosa della sanità calabrese: disavanzo ufficiale salito a 160milioni annui, 60 milioni oltre il gettito e conseguente stop del turnover. In soldoni, grazie al disastro compiuto da Oliverio e dai direttori generali e commissari di sua nomina, gli ospedali calabresi saranno sempre più carenti di medici, infermieri e altro personale, con gravissime conseguenze per i pazienti e per i sanitari in servizio». «Inoltre, per imprese e cittadini calabresi – continua il deputato M5S – ci sarà un aumento dell’addizionale Irap e Irpef e le spese sanitarie saranno ridotte all’osso. Le responsabilità di questa ferita mortale inferta a malati e utenti sono di Oliverio, dei commissari scelti dall’esecutivo Pd-Ncd e dei burocrati ministeriali del Tavolo di verifica, che la collega Dalila Nesci in primo luogo e io poi avevamo informato di tutte le storture delle precedenti gestioni commissariali, della crescita esponenziale dei debiti, dei bilanci aziendali in rosso fisso, di irregolarità diffuse, di sprechi, mancanza di controlli, tracciabilità e altro ancora». «Per cinque anni – conclude Sapia – il Tavolo di verifica è stato a guardare e non è mai intervenuto, come invece doveva. Anzi, lo stesso Tavolo, dei cui responsabili chiedo l’immediata rimozione, col silenzio della complicità ha legittimato l’opera dei precedenti commissari governativi e di Oliverio, con il risultato che i calabresi dovranno pagare più tasse in cambio di una sanità senza strumenti e con il dramma dei viaggi della speranza».
(redazione@corrierecal.it)
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