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Catanzaro, al via la mostra sul "Codice Romano Carratelli"

Inaugurata l’esposizione sui 99 disegni che raffigurano il sistema difensivo della Calabria alla fine del ‘500. Oliverio: un grande patrimonio, da valorizzare su scala nazionale

Pubblicato il: 05/05/2019 – 16:14
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Catanzaro, al via la mostra sul "Codice Romano Carratelli"
CATANZARO Candidato nel 2013 al patrimonio Unesco nel programma “Memoria del Mondo” per la salvaguardia del patrimonio documentale e sottoposto a vincolo dal ministero dei Beni Culturali nel 2014, il Codice Romano-Carratelli è un’eccellenza della Calabria, un documento prezioso databile alla fine del Cinquecento e costituito da novantanove disegni acquerellati di fattura pregevole, gran parte dei quali corredati di testo illustrativo in elegante grafia cancelleresca, attraverso cui l’autore ha rappresentato il sistema difensivo costiero presente o da integrare nella Calabria Ulteriore. Si tratta di torri, castelli e città fortificate che, nell’insieme, esprimono il sistema topografico e militare della costa centro-meridionale della regione secondo quello che doveva essere un più ampio progetto pensato dagli spagnoli Carlo V e Filippo II per difendere il territorio. Praticamente una rappresentazione fotografica di quel periodo storico che oggi consente agli studiosi di avere un quadro più completo rispetto alle vicende geo-politiche di quest’area del Mediterraneo. Siamo infatti in presenza della più antica iconografia organica della Calabria e, allo stesso tempo di un vero e proprio pezzo d’arte. Il manoscritto è stato individuato e acquistato circa dieci anni fa dal noto avvocato, politico e bibliofilo vibonese Domenico Romano-Carratelli, grazie alla cui sensibilità è possibile godere della visione del Codice e conoscerne gli aspetti caratteristici. Per tre mesi, fino al 4 agosto 2019, il capoluogo di regione ospiterà – all’interno del Complesso Monumentale del San Giovanni – un’esposizione dedicata a questo prezioso manoscritto cinquecentesco. La mostra, curata da Emanuele Bertucci, è stata inaugurata sabato 4 maggio alle ore 18.00 alla presenza di autorevoli intervenuti che hanno relazionato su aspetti specifici dell’opera. Oltre ai saluti istituzionali del vicesindaco di Catanzaro, Ivan Cardamone, e del presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, l’argomento è stato introdotto dallo stesso Carratelli a cui hanno fatto seguito la professoressa Francesca Fatta, la quale ha fornito un originale contributo immaginando un “grand tour” culturale sui luoghi del Codice; l’archeologo Francesco Cuteri che ha descritto la Catanzaro fra Cinque e Seicento; l’archeologa e senatrice Margherita Corrado, che ha definito il significato delle tavole del Codice; l’artista e architetto Marcello Sestito ha descritto invece il suo personalissimo “Codice Riflesso” – una mostra nella mostra -, ed il professor Giuseppe Caridi che ha parlato della Calabria nel Mezzogiorno spagnolo; il professor Mario Caligiuri, infine, ha interpretato il manoscritto dalla prospettiva della sicurezza e dell’intelligence. In particolare, nel suo intervento Oliverio ha osservato che «il valore di questa rappresenta un patrimonio non solo della Calabria ma dell’intero Mediterraneo. Le 99 tavole ricostruiscono con grande perfezione ciò che era la Calabria nel ‘500 ma senza gli strumenti tecnologici di cui si dispone oggi. Nelle strutture di difesa che sono dislocate lungo la costa e che sono rappresentate in queste tavole c’è la strategia di difesa dagli attacchi ottomani, c’è la difesa di un continente, dell’Europa. Una funzione insopprimibile e anche attuale della Calabria nella sua proiezione nel Mediterraneo. La nostra è tra le regioni più ricche di patrimonio culturale, storico e naturalistico, eppure siamo la parte d’Europa meno riconosciuta. Penso ad esempio –ha sostenuto il governatore – al Parco della Sila che era in dirittura d’arrivo per essere riconosciuto come patrimonio dell’Unesco ma è stato scavalcato in extremis da altre regioni del Nord. È opportuno, anche per quanto riguarda il “Codice Carratelli” assumere un’iniziativa in campo nazionale per il riconoscimento del patrimonio culturale universale. Questo manoscritto ne ha i titoli perché costituisce uno strumento storico di valore inestimabile. E dobbiamo farne un attrattore, anche utilizzando le nuove tecnologie, che possano consentirci la realizzazione di un progetto lungo le nostre coste con una proiezione moderna ancora più efficace. Mettiamoci all’opera – ha aggiunto Oliverio – perché il Codice Carratelli possa non solo essere immesso nel patrimonio storico dell’umanità ma diventare uno strumento attivo di conoscenza della cultura della nostra regione. Il nostro dovere è questo». La mostra, in conclusione, è un evento culturale importante che si propone di offrire e far conoscere ai visitatori non solo un capolavoro del Cinquecento ma anche spunti per approfondire elementi storici, geografici, militari e culturali di un territorio – la Calabria – posta nel cuore del Mediterraneo e perciò protagonista di vicende e relazioni fra popoli.  
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