Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 8:45
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 7 minuti
Cambia colore:
 

Catanzaro, la “Butterfly” suggella una stagione teatrale di successo – VIDEO

Ultimo appuntamento al Politeama, che chiude alla grande nel segno della lirica, che già aveva aperto il cartellone. Soddisfatto Casadonte, che ringrazia tutti, a partire dal maestro Arlia, e annunc…

Pubblicato il: 05/05/2019 – 17:04
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo
Catanzaro, la “Butterfly” suggella una stagione teatrale di successo – VIDEO
di Maria Rita Galati CATANZARO Quando la luce si stringe sul volo spezzato della infelice “farfalla” CioCioSan, il buio può stendere la sua mano discreta sulla commozione palpabile che non si vergogna di mostrarsi, tanto è stato d’animo comune, e comunitario. «La mia Butterfly rimane qual è, l’opera più sentita e suggestiva ch’io abbia mai concepito», scriveva Giacomo Puccini, dopo la sfortunata prima alla “Scala” di Milano, il 17 febbraio 1904. Rimembranze storiche, note biografiche assai lontane dagli applausi del pubblico rapito e intensamente coinvolto del teatro Politeama “Mario Foglietti” di Catanzaro che abbraccia con entusiasmo un lavoro corale che ha regalato una chiusura di stagione con il botto, degna di un cartellone capace di fidelizzare oltre ottocento abbonati, una cifra che va oltre il raddoppio della cifra dello scorso anno. La messa in scena dell’opera lirica di Puccini, produzione originale della Fondazione Politeama e dell’Istituto superiore di studi musicali “Tchaikovsky”, piace e convince, spianando la strada ad un futuro possibile e prestigioso: quello di una creatività messa a sistema, di una produzione capace di valicare i confini regionali, dove i  talenti e i progetti diventano sviluppo culturale ed economico per questa terra. Grazie alla regia di Mauro Avogadro, attenta e creativa con interessanti richiami più teatrali che non prettamente lirici; alla direzione musicale del maestro Filippo Arlia, che il sovrintendente della Fondazione Politeama Gianvito Casadonte ha avuto modo di definire giustamente una “perla”. Un talento, quello di Arlia, che la critica internazionale considera uno dei più brillanti e versatili musicisti italiani della sua generazione la cui bacchetta diventa davvero magico nel dirigere l’Orchestra Filarmonica della Calabria, affiancata per l’occasione dal Coro Siciliano diretto da Francesco Costa. TANTA CALABRIA NELL’OPERA IN SCENA C’è tanta Calabria su quel palco che ha visto rivivere le pene d’amore dell’eroina pucciniana, che ha il viso bello e dolce della bravissima e affascinante Amarilli Nizza. Una Madama Butterfly fragile e forte nello stesso tempo, una donna con l’ingenuità di una quindicenne che crede nell’amore assoluto tanto da rinnegare se stessa e la sua storia. Che mette la devozione e la fede profonda in quel legame per lo straniero Pinkerton del quale è pronto a fare propri tradizione e religione, davanti a tutto. Anche alla dura realtà, alla verità senza appello di un abbandono e di una moglie americana che dimostrano come la diversità nelle culture sia difficile da superare, soprattutto che si poggia su pregiudizi sociali e cinico maschilismo. Una complessità di stati d’animo e sentimenti che Amarilli Nizza trasmette con la sua voce morbida ma decisa, che riesce a strappare tre applausi nel corso dei tre atti, nonostante “Un bel dì vedremo” abbia lasciato timidezza nell’incedere vocale, forse per via delle aspettative. Al fianco di Pinkerton-Fabio Arminato, tenore dalla voce forte dal quale forse ci si aspettava qualche altra “vibrazione”,  ci sono: il mezzo soprano Nicole Brandolino (Suzuki), il baritono Fabio Previati (Sharpless), il tenore Jorge Morata (Goro), ma anche il basso Pietro Toscano (zio Bonzo), e i catanzaresi Davide Minoliti (Yamadori, tenore) e Giorgia Teodoro (Kate Pinkerton, mezzo soprano), e il piccolo Alessandro Carioti nel ruolo del figlio di Cio-Cio-San e Pinkerton. Valorizzati anche le maestranze e gli artisti locali come Salvatore Conforto e Vincenzo Pugliese, scelti da Avogadro dal laboratorio teatrale “Acli-Nuova Scena”. Le scene e i costumi utilizzati, ripresi e reinterpretati da Michele Della Cioppa, sono gli stessi che il Teatro aveva realizzato quattordici anni fa per la produzione della Butterfly con regia di Italo Nunziata, diretta da Guillaime Tourniaire, quindi a firma di Luigi De Navasquez. All’epoca, per dirla tutta, le scene furono create di sana pianta all’interno dei locali del Politeama, così come i costumi cuciti in base ai bei bozzetti di De Navasquez. LA STORIA DI MADAMA BUTTERFLY La storia di Madama Butterfly, è molto conosciuta. Tragedia giapponese in tre atti su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, narra del dramma di Davide Belasco, è quella di  una ragazza di quindici anni, figlia di una nobildonna impoverita e di un uomo costretto al suicidio rituale dall’Imperatore stesso. Cresciuta come geisha viene ceduta dal faccendiere Goro al bel “Sir Francis Blummy Pinkerton Luogotenente della cannoniera Lincoln della Marina degli Stati Uniti d’America” in cambio di cento yen, con un contratto nuziale alla giapponese nullo negli Usa. Per la piccola farfalla di Nagasaki l’onore è immenso e, nonostante le reticenze iniziali ella si innamora veramente di quell’uomo senza scrupoli. Per lui rinnega la famiglia e la religione e gli concede la sua verginità, mettendo al mondo un figlioletto. Pinkerton non ha mai realmente avuto intenzione di stabilirsi in Giappone con Cio-cio-san e presto l’abbandona a Nagasaki, nonostante i moniti del console statunitense Sharpless. Tornato in America sposa Kate con vere nozze, e quando il bell’ammiraglio tornerà a Nagasaki con la moglie, scopre non solo di avere un figlioletto che vorrà portare con sé, ma soprattutto conoscerà un amor e una devozione tale, oltre che un profondo senso dell’onore che poterà CioCioSan a suicidarsi. È, quindi, la storia di un amore illuso e ingenuo, pagato a caro prezzo. Ma anche una denuncia del colonialismo spregiudicato e violento e delle sue tragiche conseguenze. L’opera lirica con cui su chiude la stagione del Politeama, quindi, mantiene intatto il suo fascino, nonostante sia passato più di un secolo dalla sua rappresentazione. Una chiusura che porta soddisfazioni e fa da sprone per il futuro, per la prossima stagione a cui il sovrintendente Casadonte, il direttore generale Aldo Costa, e il presidente della Fondazione, il sindaco Sergio Abramo, stanno già pensando. CASADONTE: IL TEATRO È COESIONE SOCIALE «Ringrazio tutti gli abbonati che ci hanno sostenuto, per noi è stato un grande risultato, e ringrazio la squadra, Gianvito e Aldo che stanno  facendo un lavoro eccezionale – ha detto il sindaco salutando il pubblico prima che si alzasse il sipario -. Il rapporto avviato con le associazioni, il Conservatorio, l’Accademia delle Arti ci permetterà di fare un grande lavoro perché sta per uscire un bando del Mibact e Catanzaro capoluogo di regione si candida a Polo delle Arti. Il ringraziamento più grande va al il pubblico e agli abbonati, che ci stanno consentendo di portare avanti il teatro, ne siamo orgogliosi perché siamo l’unico teatro a allestire la stagione». «Abbiamo ottenuto un risultato straordinario – rimarca Aldo Costa – siamo uno dei pochi dei teatri ad avere una programmazione costante e di qualità. Il ricordo va a chi 15 anni fa avvio questo percorso, Mario Foglietti. Oggi ovviamente riviste e innovate, c’è un’Orchestra nuova e un cast di eccezionale livello. Anche in quest’occasione abbiamo voluto coinvolgere maestranze e artisti locali, perché uno dei nostri compiti e obiettivi prioritari della Fondazione è far emergere e far crescere i nostri talenti e i nostri giovani». Ed infine Casadonte: «Vi abbraccio uno a uno perché siete stati determinanti per il successo di questa stagione: siamo passati da 300 a oltre 830 abbonati. Per me è motivo di grande. È stata una stagione importante, la chiusura  con un cast eccezionale e con il giovane direttore d’orchestra, che è una perla calabrese che dev’essere sempre più valorizzata, cioè Filippo Arlia. Il teatro è coesione sociale, non è solo spettacolo, è anche ritrovarsi a comunicare tra di noi: ormai rischiamo di perderci in comunicazioni che non danno senso, il teatro invece è importante proprio per la voglia di ritrovarsi e di vedere qualcosa di nuovo». La prossima stagione sarà «importante», l’invito del sovrintendente è quello di opzionare subito l’abbonamento. https://www.youtube.com/watch?v=XyP0D5R4NSs&feature=youtu.be&fbclid=IwAR021sgfsSn756w3pfd1FOjC-ytyomunzYNc12O4CPJNqukp8ExE69PVJAg  
Argomenti
Categorie collegate

x

x