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Sanità, inizia l’era del “supercommissario”

Entra nel vivo la fase attuativa del decreto del governo: in arrivo i nuovi manager individuati, anche fuori Calabria, dalla struttura, che nei prossimi giorni li sottoporrà al governatore Oliverio…

Pubblicato il: 05/05/2019 – 19:59
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Sanità, inizia l’era del “supercommissario”
CATANZARO Inizia l’era del “supercommissario” dotato di “superpoteri” nella sanità calabrese. Entrato ufficialmente in vigore alcuni giorni fa con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dopo la firma del presidente della Repubblica, ha già prodotto i primi effetti il decreto straordinario approvato a Reggio Calabria lo scorso 16 aprile dal governo gialloverde su forte e ossessiva insistenza della ministro Giulia Grillo e tra le vibranti critiche del presidente della Regione Mario Oliverio. E altri dovrebbe produrne nei prossimi giorni, alla luce dell’automatica decadenza di tutti i commissari aziendali nominati da Oliverio, azzerati dalla sciabolata del decreto governativo a parte il dg dell’ospedale di Catanzaro, Peppino Panella, e la commissione prefettizia dell’Asp di Reggio Calabria insediati dopo lo scioglimento per presunte infiltrazioni ‘ndranghtiste. Fonti vicine alla struttura commissariale infatti riferiscono che il commissario Saverio Cotticelli e il sub commissario Thomas Schael avrebbero già pronta, e da qualche giorno, la lista, al momento “top secret”, dei possibili nuovi manager delle aziende sanitarie e ospedaliere della Calabria, lista che – a termini di decreto straordinario – già nei prossimi giorni potrebbero sottoporre al presidente Oliverio per l’eventuale intesa: eventuale perché, ove il governatore non intendesse accordarla, le nomine, nel giro di dicci giorni, comunque saranno fatte ma ad effettuarle potrebbe provvedere direttamente il Consiglio dei ministri. Non è escluso che entro la metà della settimana entrante commissario e Regione facciano il punto su questo passaggio, ovviamente – è quasi superfluo evidenziarlo – estremamente delicato considerano il clima di guerra in atto sulla sanità calabrese tra livello nazionale e livello regionale. Si tratterà infatti di capire le mosse del governatore Oliverio, che è sempre più in rotta di collisione con la ministro Grillo e che ha annunciato di voler impugnare il decreto Calabria alla Corte Costituzionale. Finora, tra Oliverio e la struttura commissariale, soprattutto tra Oliverio e Cotticelli i toni sono abbastanza distesi, e lo stesso commissario, nelle sue sortite pubbliche, ha sempre lanciato messaggi di collaborazione all’indirizzo della componente regionale espressa in primo luogo dal presidente, ma francamente appare arduo immaginare un Oliverio che dà l’intesa ai nominati manageriali dei commissari nel mentre è in pieno conflitto con il governo nazionale che li ha nominati. Una possibilità di confronto tra le parti potrebbe essere rappresentata dalla seduta degli “Stati generali della sanità calabrese” convocati per il 9 maggio alla Cittadella dalle categorie della funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil, che hanno riservato uno spazio al dialogo anche a Cotticelli e Oliverio, ma già da adesso fonti accreditate sostengono che a quel tavolo qualcuno mancherà. Del resto, il clima di tensione lo si percepisce in primo luogo nelle parole del presidente Oliverio, che ha definito il decreto Calabria sulla sanità una mera operazione di potere e un modo per colonizzare la regione: una critica che potrebbe tra l’altro trovare riscontro proprio nello scorrere l’elenco dei nomi scelti dalla struttura commissariale per guidare Asp e Ao, nomi che in gran parte potrebbero provenire da fuori regione. Inutile anche qui evidenziare che, se così sarà, sarà un altro capitolo della guerra totale sulla sanità calabrese. Sul punto, interviene il parlamentare del Movimento 5 Stelle, Massimo Misiti: «Il provvedimento del governo era necessario e non procrastinabile. Ora, però, dobbiamo garantire ai calabresi direttori sanitari che rispondano a criteri di meritocrazia e di palese e certificata capacità. Ci vogliono dirigenti che sappiano veramente ridare alla Calabria un sistema sanitario dignitoso, che non rispondano a logiche politiche ma – sostiene il pentastellato Misiti – che siano espressione di altissima professionalità. Pur nella consapevolezza dell’esistenza di dirigenti capaci anche in Calabria, si ricorra, se necessario, a professionalità di altre regioni, purché abbiano già dimostrato di aver saputo gestire incarichi analoghi». In settimana, inoltre, il decreto Calabria sbarca nelle commissioni parlamentari competenti per l’esame in vista della conversione in legge: un altro atto – come suol dirsi – “dovuto” ma prevedibilmente non indolore…

Ant. Cant.

 
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