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Previsioni (per niente serie) sulle prossime Regionali

I personaggi reali della politica calabrese inseriti in scenari immaginari. Tutto quello che potrebbe succedere in occasione del voto più atteso

Pubblicato il: 23/06/2019 – 8:07
Previsioni (per niente serie) sulle prossime Regionali

di Pietro Bellantoni
Avvertenza: quanto leggerete è un prodotto di satira (riuscito o meno riuscito, non è questo il punto), frutto della scarsa immaginazione di chi scrive. I personaggi che troverete sono veri, i fatti soltanto verosimili.
Scenario 1
Mario Oliverio viene confermato a capo della coalizione di centrosinistra e rivince le elezioni. Nella prima conferenza stampa post voto modifica i termini temporali annunciati cinque anni prima: «Io qui ci starò 10 anni (prima erano 5, ndr), non 15 (prima erano 10, ndr). Due sole legislature (prima era una, ndr). E dopo queste legislature non avrò l’assillo di fare altro».
Scenario 2
Mario Occhiuto, stanco delle resistenze degli alleati, lascia Forza Italia e aderisce alla Lega. Salvini benedice subito la sua candidatura alla Regione, ma Berlusconi, contrariatissimo, ritira il suo appoggio. Occhiuto si ritrova punto e a capo.

Nicola Morra

Scenario 3
Il Movimento 5 Stelle non riesce a trovare un candidato governatore e così si fa avanti il capo dell’Antimafia Nicola Morra. Di Maio e Casaleggio sono d’accordo. Morra però non è del tutto convinto di se stesso e piazza delle microspie nel salotto di casa sua. Ascoltando le sue autointercettazioni, scopre la sua tendenza a sparare citazioni filosofiche inappropriate. Va a denunciarsi in Procura e ritira la sua disponibilità.
adamoQ
Nicola Adamo

Scenario 4
Nicola Adamo diventa vicepresidente del Csm. Nicola Gratteri, per protesta, lascia la magistratura, fonda un suo partito e vince le elezioni con il 95% dei voti. Oliverio, frustrato, abbandona la politica e medita vendetta. Si iscrive a Giurisprudenza: «Se mi do tutti gli esami in regola e sono fortunato, tra 10 anni potrò fare il concorso per diventare magistrato». Disperato Sebi Romeo: «Guarda tu se a questa età mi devo mettere a fare il cancelliere».
Scenario 5
Occhiuto si ritira dalla corsa. Panico nelle segreterie nazionali dei partiti del centrodestra. Salvini, Berlusconi e Meloni volano in Calabria per convincere il sindaco a ripensarci. Occhiuto è però irremovibile e li accompagna alla porta senza indugi: «Sapete che c’è? Non mi va più».
Nicola Zingaretti

Scenario 6
Il segretario Zingaretti rompe con Oliverio e non gli concede il simbolo del Pd. Parte la ricerca di un candidato alternativo. Le attenzioni si rivolgono verso l’area antioliveriana. Viene designato Bruno Censore, e Nicola Irto lascia il partito. Si vira allora su Mimmo Bevacqua, e il 90% degli iscritti abbandona. Si opta, infine, per Carlo Guccione. Che alle elezioni prende il suo voto e quello di due parenti stretti.
Scenario 6/bis
Agazio Loiero approfitta dello stallo e convoca una conferenza stampa urgente. Esordisce così: «Voglio rappresentare il nuovo…». Fuggi fuggi dei giornalisti.
Stefano Graziano

Scenario 6/ter
Il commissario Stefano Graziano convoca lo stato maggiore del Pd per trovare una soluzione. Qualcuno propone Giovanni Puccio, visto che l’incarico di candidato governatore è l’unico che gli manca. Ipotesi scartata. Graziano comincia a fare una serie di nomi: Mimmo Battaglia? «Troppo silenzioso», gli viene risposto; Michele Mirabello? «Troppo vibonese»; Vincenzo Ciconte? «Troppo di destra»; Mauro D’Acri? «Troppo».
Si sente bussare alla porta: fa capolino Loiero, con l’indice in su: «Ci sarei anch’io». Graziano scioglie subito la riunione.
Scenario 6/quater
Appartamento di Rende, zona soggiorno. Sandro Principe, seduto su una poltrona, riflette a voce alta: «Sono il miglior amministratore della Calabria, ma nessuno mi chiama».
Il deputato M5s Paolo Parentela

Scenario 7
Di Maio fa sul serio e chiede ai parlamentari calabresi di farsi avanti. «L’importante – spiega – è che il candidato sia una persona che si presenti bene». Paolo Parentela decide allora di estirpare quegli scandalosi riccioli e di rasarsi a zero. La piattaforma Rousseau, tuttavia, lo esclude senza un motivo: lui si tatua tutto il corpo e si iscrive a Casapound.
Mario Occhiuto

Scenario 8
Oliverio si candida ma viene battuto da Occhiuto. Si rende conto di quello che è successo quando si ritrova seduto tra i banchi della minoranza, come un Giudiceandrea qualsiasi. Giuseppe Aieta torna a insegnare ma non si dà pace. Per sfogare la rabbia, brutalizza i suoi allievi che ignorano le cose «epocali» fatte dalla precedente amministrazione e obbliga tutta la classe a ripetere a voce alta: «Oliverio è stato il miglior presidente della storia, Oliverio è stato il miglior presidente della storia…».
Scenario 9
Oliverio e Occhiuto, scaricati dai rispettivi partiti, decidono di allearsi. L’accordo prevede che facciano il presidente a turno, 6 mesi ciascuno. Inizia Oliverio. Ma con le sue dimissioni la legislatura finisce e il piano salta sul più bello.
Scenario 10
Oliverio è il candidato del centrosinistra, Occhiuto del centrodestra. I sondaggi li danno in pareggio. Ennio Morrone, per non rischiare, candida se stesso con Occhiuto e il figlio con Oliverio. Franco Talarico, incerto sul da farsi, convoca i suoi seguaci in una stanzetta minuscola nello scantinato di un hotel di Lamezia. Tutti insieme decidono di presentare una lista a elezioni concluse.
Matteo Salvini

Scenario 11
Salvini rinuncia all’Emilia Romagna per prendersi la Calabria. Il risultato del voto è disastroso a causa della strenua opposizione di Fulvia Caligiuri, che riesce così a vendicare lo scippo del suo seggio in Senato.
Marco Minniti

Scenario 12
Oliverio, stanco della guerra interna al Pd, si mette a capo di una coalizione civica. Zingaretti allora chiede a Marco Minniti di scendere in campo e di legittimare la sua candidatura attraverso false primarie. L’ex ministro, malgrado debba battere la sagoma di cartone di Loiero, decide però di ritirarsi per favorire «l’unità del Pd». Il Loiero in carne e ossa, allora, chiede di essere il candidato ufficiale. Zingaretti si dimette dalla segreteria.
cannizzaro
Francesco Cannizzaro

Scenario 13
Tavolo delle trattative del centrodestra. Fratelli d’Italia rivendica la leadership di Wanda Ferro. A perorare la causa della deputata è Fausto Orsomarso, che annega la proposizione principale («Wanda è la migliore candidata possibile») in una serie interminabile di parentesi e subordinate che rende vano il tentativo di capirci qualcosa. Gianluca Gallo chiede e ottiene di parlare. Jole Santelli continua a insistere su Occhiuto senza dare spiegazioni, a parte un «Mario è un grande». Gallo allora chiede e ottiene di parlare. Il commissario della Lega Invernizzi mette il vivavoce ma Salvini sta mangiando e con la bocca piena non si riesce a intendere la sua proposta. Così Gallo chiede e ottiene di parlare. Ciccio Cannizzaro dice di volere Occhiuto ma si dichiara prontissimo a rivedere la sua idea. Gallo chiede e ottiene di parlare ancora una volta. Roberto Occhiuto attacca un altro dei suoi racconti, di cui non frega niente a nessuno, sull’infanzia passata con il fratello Mario. Wanda Ferro, per spiazzare tutti, sbotta: «Non conosco Mark Caltagirone!». Gallo chiede nuovamente di parlare, ma stavolta tutto il tavolo lo manda al diavolo. Orlandino Greco arriva tutto trafelato quasi al termine dell’incontro: «Scusate il ritardo, ma il comizio di Oliverio non finiva più».
Scenario 13/bis
Sei mesi dopo il voto, Mimmo Tallini decide di uscire dalla segreteria catanzarese di Forza Italia, dove si era asserragliato come l’ultimo dei giapponesi. Nessuno vuole dirgli che, alla fine, Occhiuto non è stato candidato.
Scenario 14
Occhiuto diventa governatore e riesce a sterilizzare tutto il dissenso fin dalla prima seduta. I consiglieri di minoranza si addormentano dopo 5 minuti del suo discorso di insediamento.
Mario Oliverio

Scenario 14/bis
Il consigliere semplice Oliverio alza la mano e chiede a Occhiuto di passare con la maggioranza: «Cinque anni accanto ad Arturo Bova non li reggo».

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