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Uno studio conferma: eccesso di tumori nel Sin di Crotone-Cassano-Cerchiara

Ecco i dati emersi dal progetto “Sentieri 5”, presentato all’Istituto superiore di sanità, che ha indagato le «numerose cause di morte potenzialmente ascrivibili alla contaminazione ambientale»

Pubblicato il: 07/07/2019 – 9:15
Uno studio conferma: eccesso di tumori nel Sin di Crotone-Cassano-Cerchiara

La conferma arriva da uno studio presentato nei giorni scorsi all’Istituto superiore di sanità: nell’area Sin di Crotone-Cassano-Cerchiara si registra un eccesso di mortalità «per tutte le cause e per tutti i tumori» e, fra le cause di interesse eziologico, a priori si osserva un eccesso di malattie respiratorie nella popolazione femminile. Sono i dati emersi dal progetto “Sentieri 5” (acronimo che sta per “Studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento”) che rappresenta un sistema permanente di sorveglianza epidemiologica della popolazione residente in 45 aree del Paese definite dal ministero dell’Ambiente Siti di interesse nazionale per le bonifiche (Sin). I nuovi dati dello studio “Sentieri” riguardano l’analisi, per il periodo 2006-2013, del profilo di salute delle popolazioni che risiedono nei 45 Siti di interesse nazionale o regionale per le bonifiche, basata su metodi e fonti informative accreditati, e che include la mortalità, i ricoveri ospedalieri, l’incidenza dei tumori e le anomalie congenite. Per la prima volta, inoltre, vengono inoltre presentati i dati sulla sottopopolazione infantile e giovanile che risiede in queste aree.
OSPEDALIZZAZIONE Si rilevano in entrambi i generi «eccessi relativi a tutte le cause naturali, a tutti i tumori maligni e alle malattie respiratorie nelle donne». Si segnalano «eccessi delle malattie degli apparati digerente e urinario in entrambi i generi, e di malattie dell’apparato circolatorio negli uomini». Per le cause di interesse a priori si osserva «negli uomini un difetto per asma, e nelle donne eccessi per tumore maligno del colon retto e per le malattie respiratorie».
MORTALITÀ GIOVANILE Il numero ridotto di decessi osservati non consente di delineare un chiaro profilo di mortalità per le diverse cause selezionate. Si evidenzia «un eccesso della mortalità generale nella classe di età giovanile».
«ECCESSO DI RICOVERATI ANCHE NEL PRIMO ANNO DI VITA» Il numero di ricoverati per tutte le cause naturali risulta «in eccesso rispetto all’atteso in tutte le classi di età analizzate compreso il primo anno di vita, classe in cui si osserva un eccesso anche per le condizioni morbose di origine perinatale». I tumori del sistema nervoso centrale «fanno registrare eccessi di ricoverati in età pediatrica, adolescenziale e giovanile». Altri eccessi di ricoverati riguardano in dettaglio il linfoma di Hodgkin tra i giovani adulti e le malattie respiratorie acute tra gli adolescenti. «Un difetto di ricoverati per leucemia si osserva in età pediatrica».
LE CAUSE DI MORTE E LA CONTAMINAZIONE Numerose sono «le cause di morte potenzialmente ascrivibili alla contaminazione ambientale, fra esse i tumori epatici». L’eccesso di mesotelioma pleurico nella popolazione maschile «era già stato segnalato nel primo Rapporto del progetto Sentieri1 e riflette la presenza d’amianto largamente utilizzato come isolante termico nel polo industriale di Crotone». L’analisi dell’ospedalizzazione «conferma il dato relativo ai tumori epatici». Vi è inoltre «un eccesso di ricoverati per tumore maligno della pleura negli uomini, anche se affetto da incertezza». Alla luce dell’elevata contaminazione da cadmio, «particolarmente rilevante» appare il dato relativo ai ricoveri per nefrite, sindrome nefrosica, nefrosi, comprese le insufficienze.
LE CONCLUSIONI «Un recente studio relativo al sito di Crotone – si legge nelle conclusioni del rapporto – ha consentito di descrivere il quadro d’insieme della contaminazione ambientale. Le aree industriali dismesse di Crotone comprendevano un polo chimico e un polo metallurgico, finalizzato quest’ultimo alla produzione dello zinco. Discariche ed aree di smaltimento abusivo di rifiuti industriali si trovano inoltre sia a Crotone, sia a Cassano allo Ionio e a Cerchiara Calabrese. Nel suolo dell’area industriale di Crotone e nelle acque sotterranee si riscontrano elevate concentrazioni di metalli pesanti, in particolare cadmio, piombo e zinco; nell’area portuale anche arsenico, mercurio, cromo e rame. Viene inoltre segnalata contaminazione da Ddt. Nel paragrafo “Altri dati di interesse” sono riportati dati associabili alle contaminazioni citate. La dovizia di informazioni sulla contaminazione delle diverse matrici ambientali e il riscontro di numerosi eccessi di mortalità e ospedalizzazione di patologie per le quali un ruolo eziologico degli agenti inquinanti presenti è accertato o sospettato, concorrono a indicare la necessità di un potenziamento della sorveglianza epidemiologica nell’area di Crotone. Nelle altre aree non prese in considerazione – si legge infine nel Rapporto – qual è la situazione? Cosa fanno i decisori politici e amministrativi che sono stati messi a conoscenza di ciò? Sono domande che meritano risposte». (spel)

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