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Costruzioni, continua la crisi: investimenti pubblici al palo

Presentato l’annuale report di Ance Calabria, che conferma le enormi difficoltà del settore a livello regionale: meno occupati, si riduce il numero delle imprese, «pari a zero» la spesa del Patto t…

Pubblicato il: 25/07/2019 – 13:28
Costruzioni, continua la crisi: investimenti pubblici al palo

CATANZARO Continua la crisi del settore delle costruzioni in Calabria: lo rivela il report 2019 di Ance, l’associazione regionale dei costruttori edili di Confindustria regionale. Nel report, presentato questa mattina in una conferenza stampa dal presidente dell’Ance regionale, Francesco Berna e curato dal direttore del centro studi dell’associazione, Flavio Monosilio, si evidenzia in primo luogo che, in Calabria, tra il 2007 e il 2016 il valore aggiunto delle costruzioni ha perso il 43,7%, con un “risveglio” del 2% nel 2018 già attenuato però da un -2% delle previsioni del 2019.
I CONTENUTI DEL REPORT Negativi anche – secondo il report di Ance – i dati sui permessi di costruire per le abitazioni, che tra il 2006 e il 2017 sono scesi dell’82,1%. Dallo studio dell’associazione dei costruttori edili della Calabria inoltre emerge un vero e proprio crollo degli investimenti pubblici nel settore delle costruzioni: nel 2004 l’importo dei bandi di gara per lavori pubblici era pari a 3,5 miliardi di euro, scesi a 647 milioni nel 2018, così come la spesa in conto capitale è calata dal 2008 al 2018 del 55%, confermando un trend negativo anche nei primi cinque mesi del 2019 (-12%). In particolare, il report stigmatizza «le difficoltà a trasformare le risorse in cantieri»: emblematico, sotto questo aspetto, è il caso del “Patto per la Calabria” sottoscritto tra governo e Regione nel 2016 e rimodulato nel 2018, Patto che – rimarca l’Ance – «prevede investimenti per circa 5 miliardi di cui 1,2 a valere sul Fsc 2014-2020» ma «al 31 dicembre 2018 registra un livello di spesa e di impegni dei fondi Fsc pari a zero». Inoltre, negativo resta il dato delle imprese attive nel settore, anche questo drasticamente ridotto (erano 14.320 nel 2008, nel 2017 erano 11.435, con la chiusura di oltre 2.800 imprese in dieci anni). Negativo anche il quadro dell’occupazione: il report dell’Ance rivela che nel settore delle costruzioni in Calabria nel 2018 gli occupati erano 43mila, con un aumento rispetto all’anno precedente (40mila) ma in evidente calo rispetto al 2007 (erano 64mila) e con un andamento nuovamente decrescente nel primo trimestre 2019 (-6,1% di lavoratori iscritti alle Casse edili). Le sofferenze del settore – aggiunge l’Ance Calabria – arrivano anche dal mercato del credito, con il sistema bancario che dal 2007 al 2017 ha ridotto di oltre 89% l’erogazione dei finanziamenti per investimenti in costruzione con riferimento all’edilizia residenziale. Nel report non mancano comunque anche le proposte di Ance per il rilancio del settore delle costruzioni in Calabria: tra queste, sono ritenuti prioritari l’eco-sisma bonus, i fondi strutturali europei, il superamento del parecchio di bilancio e il rilancio degli investimenti pubblici e degli investimenti locali.
L’ANALISI DEL PRESIDENTE ANCE BERNA «Le pubbliche amministrazioni devono attivarsi velocemente perché non c’è più tempo da perdere». Così il presidente dell’Ance Calabria, Francesco Berna, ha commentato i dati del report 2019 dell’associazione edili di Confindustria. «A distanza di anni – ha rilevato Berna – in Calabria la crisi continua a colpire il nostro settore, che resta uno dei più in difficoltà. A un piccolo segnale di fermo della caduta nel passato, oggi registriamo un ritorno alla perdita di occupazione e si riscontrano un crollo degli investimenti pubblici, che sono al minimo storico, e uno stop degli investimenti nell’edilizia privata». Secondo il presidente di Ance regionale «c’è una speranza di ripresa per i prossimi mesi, grazie alla messa a regime di alcuni bonus fiscali messi in campo dal governo, ma sul versante pubblico non abbiamo segnali di bandi in vista, insomma anche il 2019 se ne andrà senza investimenti pubblici. Se riusciamo a contenere la perdita di occupazione, sarà un ottimo risultato. E’ necessario – ha sostenuto Berna – un fortissimo impegno di tutte le pubbliche amministrazioni a fare i bandi, perché non c’è una carenza di risorse o di finanziamenti ma c’è una carenza di progettualità. Le pubbliche amministrazioni devono attivarsi velocemente perché non c’è più tempo da perdere». Berna ha quindi concluso: «Il ‘Decreto Sblocca Cantieri’ contiene buone misure, perché a esempio può agevolare la semplificazione burocratica, ma potrà dispiegare buoni effetti ma nel 2020». (acant)

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