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Ospedali Corigliano Rossano, Vulcano: «Pronti alla mobilitazione per fermare il declino»


Il coordinatore aziendale della Cgil denuncia la carenza di personale allo spoke cittadino: «Servizi a rischio»


Pubblicato il: 29/07/2019 – 13:48
Ospedali Corigliano Rossano, Vulcano: «Pronti alla mobilitazione per fermare il declino»

di Luca Latella
CORIGLIANO ROSSANO «Fermare e invertire il declino». Le parole d’ordine della Cgil medici sono chiare: si inverta immediatamente la rotta o sarà lotta sindacale intraprendendo lo stato d’agitazione. Non una “minaccia” da sbandierare, ma azioni sindacali a tutela di medici e infermieri che ogni giorno compiono i salti mortali per erogare un servizio sanitario adeguato.
All’ordine del giorno la pianta organica dello spoke Corigliano Rossano ridotto più che all’osso, i turni massacranti e carenze di posti letto che costringono alcuni pazienti a rimanere in pronto soccorso anche per sette giorni, come sta accadendo in queste ore.
A valutare lo stato d’agitazione è il dottor Giuseppe Angelo Vulcano, coordinatore aziendale Cgil medici, che nelle sue considerazioni parte proprio dalle notizie quotidianamente denunciate dai media.
«La stampa – spiega – ormai quasi quotidianamente pubblica denunce di singoli o associazioni delle difficoltà che si incontrano nell’ospedale spoke Corigliano Rossano. Non si sta meglio neppure negli altri due ospedali spoke dell’Asp di Cosenza, oggi agli onori delle cronache per il tragico evento di Cetraro e per l’energica protesta dei sindaci e delle associazioni dell’area di Castrovillari. I lavoratori della sanità che operano nell’ospedale di Rossano-Corigliano, che troppo spesso vengono individuati come responsabili, non possono e non vogliono restare indifferenti e inerti davanti alle sofferenze degli utenti dell’area di competenza, che è la più vasta e popolosa dell’Asp».
Vulcano rammenta quanto sia «cronica e grave» la carenza di medici e infermieri di Pronto soccorso, Anestesia e Rianimazione, laboratorio d’analisi, Radiologia, di chirurghi, urologi, ginecologi, pediatri, psichiatri, ortopedici, otorino in un ospedale, qual è lo spoke, che prevede turni per 24 ore al giorno nell’area critica e dei servizi.
«La situazione è aggravata – aggiunge il sindacalista – dall’aumento estivo della popolazione, dall’obbligo di godimento delle ferie estive, dalla disorganizzazione dei reparti allocati irrazionalmente in questo ospedale, pensato sui due vecchi presidi. Non ultimo la carenza di posti letto rispetto a quelli programmati (programmati in modo deficitario come più volte denunciato) causa l’intasamento del Pronto Soccorso per lo stazionamento di pazienti che non potrebbero restarci e che avrebbero bisogno di cure appropriate nei reparti. È nei fatti impossibile la risposta adeguata alla domanda salutare della popolazione e quelle che si fa è a prezzo dei sacrifici dei lavoratori e in violazione dei loro diritti».
Vulcano punta anche l’indice contro la Regione, «già incapace di una seria programmazione sanitaria» che le consenta di uscire dal piano di rientro cui è ancora assoggettata, perdipiù «ulteriormente gravata da un perdurante vuoto dirigenziale».
Insomma, per il sindacalista siamo di fronte ad una «vera e propria emergenza sanitaria che mette a repentaglio la sicurezza di pazienti e operatori. Perdurando questo stato di cose – conclude il coordinatore aziendale Cgil medici – il sindacato sarà costretto a indire lo stato di agitazione e intraprendere le forme di lotta opportune». 
L’appello conclusivo è alle autorità cittadine e alle forze politiche sociali «a uno sforzo unitario per fermare e invertire questo declino». (l.latella@corrierecal.it)

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