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«Tutti abbiamo bisogno di un porto sicuro»

di Maurizio Alfano*

Pubblicato il: 26/08/2019 – 10:50
«Tutti abbiamo bisogno di un porto sicuro»

Tutti abbiamo bisogno di un porto sicuro, di un approdo, di un punto nel tempo e nello spazio da raggiungere per dare ristoro alle nostre paure, ansie, persecuzioni o delusioni. Uomini, donne, bambini, anziani, tutti ne abbiamo bisogno è il solo fatto di sapere che esiste ci aiuta a sperare, a sopravvivere e a compiere viaggi dentro e fuori dall’anima prima inimmaginabili. Diventiamo capaci di affrontare migliaia e migliaia di chilometri pur di andare incontro ad un altro posto o verso una persona.
Ognuno di noi ha bisogno di un porto sicuro dove sbarcare i suoi sogni o per porre rimedio ai suoi dolori, alle proprie aspettative o per fugare ogni ansia. Tutto è mosso dall’amore e dall’istinto ad esso conseguente. Dall’amore per la vita e dall’istinto di metterla in salvo nei luoghi dove esistono le condizioni minime di sopravvivenza nel caso dei migranti. Per continuare a far battere il cuore nel caso di chi innamorato deve attraversare invece i mari in tempesta che nascondono talune difficoltà prima che lo stesso possa esplodere in tutta la sua possente magnificente forza.
Ognuno di noi vive nella speranza di poter andare avanti, attraccare per poi ripartire e darsi alla vita e a tutte le opportunità che la stessa può ancora assicurarci prima di sentirci sconfitti, o peggio annegati nel mare dell’indifferenza che fagocita nel nostro tempo migliaia di migranti che tentano di raggiungere un posto da dove ripartire e che vengono di contro respinti per leggi inumane.
Un porto sicuro ce lo chiede il cuore di ognuno di noi, ce lo chiede la nostra stessa anima che sarebbero nulla senza la certezza di potere essere anche loro tratti in salvo ogni volta che necessitano di incontrare comprensione, ovvero di essere accarezzati con lo stesso amore di una mamma che perde un figlio per affidarlo al mare nella speranza che possa approdare in una terra capace di accoglierlo e farlo crescere dentro l’amore. Sì, perché serve ad ognuno di noi un porto sicuro. Ad uomini e donne, cuori ed anime, ad ogni specie vivente che in questa prospettiva è così capace di resistere alle intemperie delle delusioni, dei dolori e delle persecuzioni di ogni genere che politiche demagogiche ora stanno di contro osteggiando.
Ma possono le leggi degli uomini sostituirsi alle leggi dell’amore, del buon senso, del diritto naturale e dello stato del diritto in ogni tempo e in ogni spazio? Salvare una vita umana in mare è naturale per rimanere in armonia proprio con il nostro cuore che non può ne deve mai battere per combattere contro altri uomini. Questo è innaturale. L’amore è l’unica via di fuga che ci rimane. In sua assenza siamo prigionieri, spogliati dei nostri sogni, dei nostri diritti, della forza di vivere. In sua assenza ci sopravviviamo.
Ognuno di noi ha bisogno di un porto sicuro verso il quale viaggiare, sia esso un Paese che ci accoglie o più semplicemente una persona che sappiamo capace di saperci aspettare. Emigrare è l’anagramma di amare.
Ognuno di noi ha bisogno di un porto sicuro, ed io vorrei farmi zattera ogni qual volta ce ne sia bisogno e accorrere senza tentennamento alcuno verso chi è l’altra parte di me, di noi, poiché in sua assenza saremmo anche noi già morti dentro.

*Ricercatore e studioso dei fenomeni migratori

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